Roma-Lido: i soldi dello Stato servono a trasformarla in metropolitana
C’è un equivoco che rischia di costare caro a Roma. E non è un equivoco tecnico, ma politico-amministrativo, ovvero come vengono letti, e quindi utilizzati, i finanziamenti statli destinati alla Roma-Lido.
Il nuovo Documento di Economia e Finanza (DFP) presentato dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mette nero su bianco, per l’ennesima volta in un DFP peraltro, una cosa molto chiara: per la Roma-Lido i soldi dello Stato non sono per semplicemente manutenzione, ma di “manutenzione con trasformazione in metropolitana”.
Eppure, nella narrazione regionale, questo passaggio di solito viene ignorato, quando non volutamente omesso. Si parla anzi di generici adeguamenti ferroviari, che in tutta evidenza contrastano con gli indirizzi finanziari.
Se la Regione Lazio interpreta quei fondi come mera manutenzione e mantenimento della Roma-Lido nell’alveo delle ferrovie, il rischio è duplice:
- Riduzione dei benefici: si interviene sull’esistente senza centrare l’obiettivo e quindi senza ottenere i benefici sperati dal finanziatore;
- Perdita di coerenza progettuale: si fanno interventi non allineati a uno standard metropolitano, che poi richiederanno ulteriori adeguamenti (e altri soldi).
Una questione di responsabilità istituzionale
Il DFP non è un documento qualsiasi. È l’atto con cui lo Stato definisce priorità e indirizzi strategici. Quando il Ministero dell’Economia inserisce, nero su bianco, la “trasformazione in metropolitana”, sta indicando una direzione precisa. Non un’opzione. Alla Giunta Rocca, per questo, chiediamo semplicemente coerenza con gli indirizzi del Governo, dall’alto, e della Città Metropolitana di Roma, dal basso: entrambi chiedono la trasformazione della Roma-Lido nella Metro E.
Ignorare tutto questo significa disallinearsi dalla strategia nazionale, rallentare un’infrastruttura fondamentale e perdere un’occasione storica per Roma.
Del resto, è francamente surreale che da un lato si sia appena votato alla Camera per dare a Roma poteri legislativi, e dall’altro la Regione non consideri metropolitana una linea totalmente inclusa nel territorio di Roma Capitale.
La Roma-Lido come vera linea metropolitana
La Roma-Lido ha tutte le caratteristiche per diventare una vera metro. La linea collega un quadrante densamente abitato, nell’ambito di una conurbazione e addirittura, nel caso di specie, dentro un unico comune, servendo poli attrattori fondamentali (Eur, Ostia), nel rispetto degli standard UNI 8379.
È, di fatto, una metropolitana incompiuta. I fondi richiamati nel DFP sono l’occasione per completarla.
Da qui il punto non è tecnico, ma culturale. Finché si continuerà a pensare alla Roma-Lido come a una ferrovia “da mantenere”, si continuerà a inseguire emergenze. Quando invece la si tratterà per ciò che deve diventare –una linea metropolitana – allora gli interventi avranno finalmente una direzione.
Il Governo questa direzione l’ha già indicata, la Città Metropolitana anche.
Ora tocca alla Regione Lazio dimostrare di averlo capito.

Visti i pregressi, io temo che il dubbio di Marco su cosa debba effettivamente intendersi per “trasformazione in metropolitana” sia assolutamente fondato, e non per mancanza di chiarezza semantica sul significato di metropolitana, ma per la pervicace determinazione della politica di non volere una linea E. Roma non deve avere una linea E, se per questo non la voleva nemmeno Zingaretti quando se ne uscì con il capolavoro della Metromare: tutti ad applaudire, pensando fosse scontato che di fatto si trattasse della linea E, mentre lui ne sanciva la negazione. E con essa il principio: le schermaglie tra amministrazioni devono prevalere sull’esistenza dei cittadini di un sistema integrato. Il documento del Governo riuscirà a fornircelo? Speriamo
intendevo “esigenza”, non “esistenza”
Che cosa significhi questa famosa “trasformazione in metropolitana” ancora non si è capito. Una volta che avranno i treni e i macchinisti, e che potranno mettere su una frequenza di un treno ogni 4-5 minuti, che altro manca?
Una metropolitana non deve adempiere all’obbligo del doppio macchinista (o del macchinista affiancato dal capotreno). Questo comporterebbe che se il giorno X avessi a disposizione 4 macchinisti potresti far circolare contemporaneamente 4 treni invece che 2 come ora. Questo fatto ha costituito un collo di bottiglia alle frequenze anche nei bei tempi in cui c’erano abbastanza treni da garantire una frequenza di un treno ogni 10 minuti nelle ore di punta: spesso le corse saltavano non perché mancassero treni, ma perché bastava un macchinista in malattia per costringere i treni a rimanere in deposito.
Una metropolitana non deve sottostare ai regolamenti imposti da ANSFISA per esempio sui limiti di velocità, anche perché, per definizione, non ha interferenze né PL (che una ferrovia potrebbe in teoria avere). Questo comporterebbe il superamento dell’assurdo limite a 70Kmh imposto dal regolamento, che limita la velocità commerciale della Lido, che potrebbe essere aumentata.
Come vedi, già solo queste due sarebbero ottime ragioni per trasformarla in metropolitana.
….detto che, un treno ogni 4-5 minuti non ci crederò mai neanche se lo vedrò! Per noi Ostiensi sarebbe già grasso, ma che dico, oro che cola se si ritornasse ai tempi pre-covid con attese di 10 minuti nelle ore di punta, ora siamo a 20 quando va bene!