Sono iniziati i lavori della tratta Mazzini-Venezia della linea C
Oggi sono iniziati i lavori della tratta T2 Mazzini–Venezia della Linea C.
È un passaggio storico, nel senso più letterale del termine. Per la prima volta dopo decenni di dibattiti, rinvii e timori infondati, la metropolitana di Roma trova il suo ingresso nel cuore della città. Non è soltanto l’apertura di un cantiere: è il superamento di un’impostazione trasportistica e urbanistica che dagli anni Sessanta in poi ha condizionato, negativamente, lo sviluppo della Capitale.

Infografica esplicativa con indicate le tratte T2 e T1 della Linea C, la tratta T2 va da Venezia a Mazzini
Già nel 1962, nel Piano Regolatore Generale appena approvato, si riconosceva con grande lucidità che proprio nelle aree nel nucleo storico la metropolitana fosse “insostituibile per il trasporto collettivo veloce”. Eppure, nella stessa analisi, si affermava categoricamente di non volerla realizzare. In quelle righe c’è l’origine del paradosso trasportistico romano: l’idea che la metropolitana dovesse evitare il centro, al massimo lambirlo tangenzialmente, come accade con la Linea A, per non “accentrare” funzioni.
Ma la metropolitana non accentra. La metropolitana rende accessibile.
Rendere accessibile significa poter attraversare la città in ogni direzione, in ingresso e in uscita, con le stesse frequenze e con lo stesso livello di servizio. Significa mantenere vivo il centro, evitando che diventi un semplice parco a tema per turisti e preservandone funzioni abitative e commerciali. E significa, allo stesso tempo, permettere alle periferie di svilupparsi davvero, perché con la metropolitana diventano luoghi connessi, vicini ai servizi, vivibili.
Lo sviluppo urbano non è un gioco a somma zero. Non è vero che se il centro si rafforza la periferia si indebolisce, o viceversa. Una città cresce quando cresce tutta insieme, senza lasciare indietro nessuna sua parte. Ed è esattamente ciò che consente una rete metropolitana ben progettata.
Dal punto di vista tecnico, questo si traduce in una rete “isotropa”: una rete in cui i tempi di percorrenza sono omogenei e prevedibili, indipendentemente dalla direzione. È ciò che rende il trasporto pubblico affidabile e permette alle funzioni urbane di svilupparsi in ogni quartiere. Ciò è davvero possibile solo con la metropolitana.
Non sempre accade lo stesso con la ferrovia, spesso organizzata con picchi di servizio concentrati al mattino verso il centro e alla sera verso la provincia. Questo modello asimmetrico finisce per rafforzare un flusso unico e centripeto, mentre una metropolitana funziona in modo continuo e bidirezionale, sostenendo lo sviluppo tanto del centro quanto della periferia.
La tratta T2, collegando Mazzini a Venezia, fa oggi ciò che si sarebbe dovuto fare cinquant’anni fa: portare un’infrastruttura di massa dove il sistema viario è strutturalmente incapace di soddisfare la domanda. Con l’interconnessione tra la Linea C e la Linea A a Ottaviano e con l’arrivo a Venezia, la rete nata con l’apertura di Colosseo si consoliderà ulteriormente. Il salto di qualità è proprio questo: passare da linee isolate ad una vera maglia.
Oggi non celebriamo solo un cantiere che parte. Celebriamo un cambio di prospettiva.
Oggi è davvero un grande giorno per Roma.
Non per voler fare il guastafeste a tutti i costi, ma per me è una vittoria dal sapore amaro, perché dopo che si è deciso di rinunciare a Risorgimento, fondamentale nodo di scambio metro-bus-tram nonché importante hub trasportistico per la presenza di diversi capolinea di linee bus, e, cosa non da poco, fermata più vicina alla Basilica di S. Pietro, si è scelto anche di realizzare la stazione Ottaviano lungo via Barletta anziché via Ottaviano, quindi allontanandola ancora di più da piazza Risorgimento. Se a questo aggiungiamo anche la soppressione del tram 19 sine die la frittata è fatta: piazza Risorgimento rimarrà un hub per i soli bus senza alcuna interazione con la metro e forse neanche la rete tranviaria. Situazione analoga per Mazzini, stazione dal cui nome giustamente è stato deciso di togliere “Clodio” visto che a piazzale Clodio non sarà. Di nuovo, come già successo altre volte, con la linea A a Ponte Lungo, con la linea B1 a Libia e alla soppressa stazione Nomentana, una metro attraverserà importanti snodi trasportistici senza scambiare: ennesima occasione mancata. Se consideriamo anche la tratta oltre Farnesina, dove si prevederebbe di attraversare l’arco nord dell’anelo ferroviario senza nessuno scambio a Vigna Clara ma realizzando una fermata a Giochi Istmici per ragioni del tutto incomprensibili, mi chiedo quale virus infesti questa città per volersi ostinare a progettare le metro in questo modo!
E vogliamo parlare del fatto che passi vicino al Policlinico Tor Vergata e sotto l’ospedale San Giovanni, senza fare fermata?
Ciao Alex ! Hai perfettamente ragione! E’ stato stravolgente eliminare fermata Risorgimento, dopo anche Argentina oppure Navona in alternativa. In passato 2015 decisero si eliminare anche ” Chiesa Nuova ” x non parlare del fatto che la Raggi e la L. Meleo dissero nel 2016 ” Ovvia ! Su! La Metro C arrivera’ al Colosseo, non bloccheremo i lavori oltre San Giovanni xche’ altrimenti ci sarebbero penali da pagare e la rescissione del Contratto. Ne vogliamo parlare ?? Oppure del fatto che, iniziati i lavori x la Stazione Venezia mesi dopo iniziarono i servizi & indagini geognostiche a Chiesa Nuova , oltre a Castel S. Angelo e capii immediatamente che non ci sarebbe mai piu’ stata fermata Navona, alternativa ad Argentina, baricentrica tra Venezia e Chiesa Nuova. Hai ragione ! Da un lato ma, e’ anche l’ arte di essere Eternamente scontenti ed insoddisfatti. E’ vero ! A Piazza Risorgimento non ci sara’ scambio tra Tram & Metropolitana, a Piazza Venezia Si . Inoltre Viva Dioo ! E’ Morto e sepolto il periodo post Sputtanamento Mediatico di Report 2013 Scandalo Metro C ” 45 Varianti in corso d’ opera, 900 milioni di costi lievitati ” a Gennaio 2013 , 2/3 mesi prima dell’ inizio lavori tratta T3 tagliarono , fecero fuori ‘ Stazione a Piazza Venezia e ci presero tutti x il c. dicendo che erano 2 le nuove fermate da realizzare, allora chiamate Amba Aradam & Fori Imperiali. Fermata Venezia eliminata a causa dei 900 milioni di costi lievitati. Per non parlare infine su giornali e video You Tube ” La METROPOLITANA A ROMA DA UTOPIA A SOGNO IRREALIZZABILE, Tra 5 Stelle & Italia Nostra Roma non e’ Milano! Solo a Milano ( e Napoli ) e’ possibile costruire nuove tratte di Metropolitana, oltre a Crollera’ il.Colosseo e Fermiamo i lavori a San Giovanni x sempre! E proseguiamo con tram in superficie. Ne Vogliamo parlare di vecchi sfotton contro Roma ” Aprile 1990 apei’ la M3 di Milano fino a Piazza Duomo scambio con M1 a Roma! Aprile 1990 la Metro B( ex Linea E 42 del 9 Febbraio 1955) terminava ancor a Termini! E di 30 anni di Sfotto’n ! Che Risatee la Metropolitana di Roma uno scambio Termini, Termini,Termini & Termini e” Oohn! Ma v immaginate dopo quasi 36 anni ” 8 Dicembre 1990 hanno prolungato la Linea B ” Termini Tiburtina Rebibbia. Adess
o, seppur Non ! Perfetto questo Progetto Definitivo e’ stato approvato il 1 Luglio 2025 e Viva Dioo! Nonostante 19 anni di ritardo, 17 di ritardo x Venezia, adesso Andiamo Avanti. Peccato che dovremo attendere il 2038 ! Visti i miei 56 anni spero di poter esserci ancora.
Finalmente dal 22 Giugno 2023 ad oggi Lavori Tratta T2 in corso ” Roma ha Smesso di Piangersi addosso! Era Oraa! Seppur von innumerevoli anni di Ritardo Andiamo Avanti! Sia von La T2! A luglio con inizio lavori Tratta T1! Nel 2029 con l’ Apertura di ROMA PIGNETO Scambio con Metro C. Spero che Anche il Progetto di Prolungamento Metro B Rebibbia Casal Monastero e poi fino a Setteville di Guidonia. Roma va Avanti! Viva Dioo alla Faccia di chi in passato Sfotte’ fino ad Aprile 2018 dagli anni 90! Che Risatee la Metropolitana di Roma uno Scambio 1 solo Termini! Termini! Termini e Termini
Sebbene nato a Siena, ormai trasferitomi.a Roma a Giugno del 2001 ormai mi sento Romano di Adozione e posso dire !! Sono contento che dal 2019 in poi ( quando venne deciso di non tombale le Tbm sotto Via dei Fori Imperiali e di far proseguire la Realizzazione dei Tunnel facendoli arrivare fin sotto Piazza Venezia) le Acque si siano calmare e che nel 2021 la Presentazione al Mia del Progetto x la Stazione Venezia abbia portato Fortuna ed abbia Sbloccato un po tutto. Sebbene con 20 anni di Ritardo! Viva Dioo! Roma va Avanti!! E’ vero e’ arrivata a concepire le Archeostazioni ” 25 anni dopo Atene, Roma e nel 2015 ma , come si suol dire ‘ Meglio tardive Mai! Bisogna Crederci Sempre & Arrendersi Mai.! Alla Faccia di chi probabilmente gioi’ periodo 2013 / 2017!” Ahh la Metropolitana di Roma da Utopia a Sogno Irrealizzabile. Ed invece! Col Tempo il.Signo e’ diventato Realta’ ! Hanno aperto 2 nuove Archeostazioni Porta Metronia & COLOSSEO Fori Imperiali Ubergang MC/ MB ed adesso puntiamo alla Farnesina. Tra l’ altro entro il 2029 aprira ‘ la nuova Fermata delle Ferrovie dello Stato Tratta Urbana Roma Pigneto scambio con Metro C. Un Rammarico! Peccato x esser stati 15 anni in passato al Palo! Ma Guardiamo Avanti! Certo visti i miei 56 ( 28 di spirito) spero di esserci ed ancora in Salute nel 2034 quando aprira ‘ la Nuiva Archeostazione di Piazza Venezia. Per la prima volta posso dire che Sono.Contento & Orgoglioso che con questa Giunta Roma vada Avanti! Superati i Tempi.bui drl passato e vi diro’ Personalmente non me ne puo’ Fregare di meno! Delle 7/8 /10/12 Linee di Metropolitana di Milano. Apprezzo le Stazioni dell’ Arte di Napoli na Viva Dioo ! Anche a Roma e” possibile costruire Archeostazioni ed andare avanti. Peccato x la mancata Realizzazione di una Fermata Argentina oppure Navona.
L’inizio dei lavori di questa tratta, che, in buona sostanza, è il tassello decisivo (anche se non l’ultimo) per rendere compiuta la linea C e le sue finalità trasportistiche, a guardarsi dietro di qualche anno (epoca Raggi, vogliamo parlarne?), ha il significato di un miraggio vago e nebuloso diventato finalmente realtà. Ricordo bene il periodo in cui la stessa idea di linea C era talmente malvista, e affrontata in modo quantomeno equivoco (da chi aveva il compito istituzionale di promuoverla!) che l’allora imminente apertura del collegamento di San Giovanni fosse l’unico step quantomeno tollerato, a patto che ci si scordi qualunque ulteriore passo verso il centro, fosse anche un solo metro … “Colosseo?? Scordatevelo!!!. Venezia e oltre ? Non in questa galassia”.
Ebbene, ho buona speranza di credere che l’impatto mediatico dell’apertura della pur breve tratta fino al Colosseo abbia dato un segnale mediatico, di immagine, forse pure culturale, tale da marcare l’irreversibilità della scelta con buona pace di scettici, disfattisti, autodipendenti e soprattutto sedicenti vestali custodi dell’immobilismo contrari a priori alla metropolitana a Roma (convinti che a Roma ci si possa spostare volando )
Pardon: scordasse, non scordi
Però qui si denigra i collegamenti pubblici fuori dal raccordo. Servono anche quelli.
Daje fortissimo!
E grazie a voi per il lavoro che portate avanti e per aver fatto capire l’importanza di costruire metropolitane per creare un’alternativa credibile all’uso del mezzo privato.