Arriva un “nuovo” treno sulla Roma-Nord, che potrebbe diventare la Metro F
Da qualche giorno la Roma–Civita Castellana–Viterbo, quella che tutti conoscono semplicemente come “Roma Nord”, ha accolto un nuovo convoglio revisionato. È una notizia positiva, certo, ma come spesso accade le buone notizie nel trasporto pubblico romano si fermano a metà strada. La revisione di un treno, da sola, non cambia il destino di un’infrastruttura; e la Roma Nord, per tornare davvero a vivere, ha bisogno di una visione complessiva.
Quella visione è indicata a chiare lettere nei PUMS del Comune e della Città Metropolitana, che vogliono un servizio urbano di tipo metropolitano tra Montebello e Flaminio, da chiamare Metropolitana Linea F. Si tratta di un proposta che sosteniamo già dalla fondazione del Comitato, con ancora più forza dal 2017. Una proposta che oggi, a distanza di otto anni, appare ancora attuale.
Perché l’idea della Linea F non era, e non è, un esercizio accademico o un vezzo grafico. È la presa d’atto che la tratta urbana della Roma Nord, da Flaminio a Montebello, possiede tutte le caratteristiche per essere integrata nel sistema metropolitano cittadino. Frequenze potenzialmente elevate, un tracciato che serve quartieri popolosi e che scambia con il GRA, un’infrastruttura già esistente che potrebbe diventare, con gli adeguamenti giusti, una spina dorsale della mobilità nel quadrante Nord.
Oggi, invece, la Roma Nord continua a vivere in una sorta di limbo amministrativo e tecnico: troppo “ferrovia regionale” per essere percepita come una metropolitana, troppo urbana e lenta per essere trattata come una linea pendolare. È una linea che passa per Roma ma non appartiene a Roma, e questo è il suo più grande limite.
Il nuovo convoglio revisionato è un piccolo passo avanti. Serve a migliorare l’affidabilità del servizio, a garantire qualche viaggio in più senza guasti, a dare l’impressione che qualcosa si muova. Ma è anche la prova evidente che la logica resta quella di sempre: interventi puntuali, senza una strategia d’insieme, nella pratica il minimo legale che deve essere fatto e senza il quale la linea chiuderebbe.
Immaginare la Linea F significa, invece, fare un salto concettuale. Significa ripensare la tratta urbana, da Flaminio a Montebello, come un segmento metropolitano vero e proprio, con frequenze simili a quelle delle linee A e B, materiale rotabile più moderno, sistemi di segnalamento avanzati e una comunicazione visiva coerente con quella della rete metropolitana. Significa inserire questa linea nel linguaggio quotidiano della città: sulla mappa della metro, sui tabelloni delle stazioni, sulle app dei mezzi. In altre parole, significa farla esistere agli occhi dei cittadini.
È una contraddizione tutta romana: avere già in casa una potenziale linea metropolitana e continuare a trattarla come un “trenino”, termine che suona sempre più dispregiativo. A Napoli si considera stabilmente una metropolitana quello che è un passante ferroviario senza neanche le banchine a raso, un passante che è letteralmente la prosecuzione di alcune FL di Roma. Il caso più emblematico di questa assurda disparità di trattamento è la Roma Lido.
Oltre a Napoli, che è un caso limite, molti esempi in Europa dimostrano che questo l’approccio metropolitano funziona. A Barcellona la linea L6 nasce da una ferrovia suburbana trasformata in metro leggera; a Parigi, la RER A è al tempo stesso suburbana e urbana, integrata in modo naturale nella rete metropolitana. Roma potrebbe fare lo stesso, senza inventarsi nulla di nuovo, ma con la determinazione di chi vuole rendere più efficiente ciò che già ha.
Il momento, paradossalmente, è favorevole. L’arrivo del convoglio revisionato e gli investimenti (anche se molto confusionari e con risultati alterni) dimostrano che l’attenzione tecnica c’è. Manca solo il coraggio di fare il passo successivo: dichiarare apertamente che la Roma Nord sarà la prossima linea metropolitana di Roma, con un nome, una lettera, un piano e un orizzonte temporale.
Questa smania di rebrandizzare i treni e anche le stazioni pitturando tutto indistintamente di blu-COTRAL, comune a Nord e Lido, va in direzione opposta a una logica di “metropolitana” dove ogni linea è contraddistinta da un colore ben definito, riconoscibile sulle livree dei treni come sui pannelli nelle stazioni. Quel poco che restava sulle “ex concesse”, con lsa Lido celestina e la Nord verde scuro, si è andato cancellando in questa operazuione che tende a trasformare tutto in un blu-puffo indistinguibile. Questo al netto del fatto che queste rebrandizzazioni durano un giorno o due al massimo prima che vengano insozzate dai soliti bombolettari
Ma questo non è n caso, Alexalex. E’ una precisa strategia “basta-che-sia-ferrovia-per-carità-non-chiamatela-metropolitana”:
Il colore blu puffo, guarda caso, c’era anche sul modellino (tipo scatolone di cartone) presentato dal furbo Zinga in giunta regionale al lancio della Metromare …
E’ chiaro e pacifico che questa tendenza autolesionistica sia particolarmente grave per la Roma-Lido. Certo che se non interverrà un indirizzo forte (Governo? Papa? non so più a chi ci si possa rivolgere) a decidere d’imperio di adeguare a vera metropolitana la Lido e altri tratti di ferrovia urbana, beh, anche tra vent’anni o cinquant’anni si continuerà a vedere Comune e Regione litigarseli a puro danno dei cittadini.
Che dovrebbe una buona volta congiungersi con la linea Lido.
Troppo complicato. Tensioni di alimentazione differenti, costruenda stazione Flaminio realizzata alla stessa quota della linea A, e poi bacini di utenza molto differenti tra di loro: la Lido avrebbe già da oggi tutte le prerogative per essere considerata una metropolitana, la Nord è una ferrovia suburbana che collega una periferia (Labaro-Prima Porta) alla città storica, attraversando zone desertiche dal punto di vista urbanistico
Con uno scavo del genere il cambio di tensione e’ un problema minimo. Per quanto riguarda i bacini di utenza non vuol dire niente: la linea non deve essere perforza percorsa da un servizio unico da capolinea a capolinea. Si puo’ penase ad un servizio della E fino a Flaminio per esempio e uno della F fino all’EUR.
Il collegamento al centro secondo me dovrebbe passare per San Silvestro (metro D), Venezia (metro C), Foro Boario e Piazza Testaccio.
Due treno
verrà vandalizzato il giorno stesso che sarà stato messo in servizio. Com’è successo per tutti i treni della Roma Lido
Da ieri Domenica 16 a Piazza Venezia e’ Cambiata la Viabilità ‘ Adesso le macchine, scooter ed autobus transitano a doppio senso di circolazione lato Palazzo Venezia. Inizia Area di Cantiere x MACROFASE 2 Dalla Parte opposta Assicurazioni Generali.
I napoletani sono semplicemente molto più svegli dei romani e questa è l’ennesima dimostrazione.
Soltanto un popolo di stolti può far cadere a pezzi 2 ferrovie che all’epoca funzionavano benissimo anziché integrarle nel sistema metropolitano.
E nel frattempo spendere milioni e milioni di euro per il tram sulla Togliatti quando già c’era una corsia preferenziale e bastava mettere un BRT, con velocità commerciali nettamente più veloci e costi di costruzione e di manutenzione nettamente inferiori.
Oggi, la Roma-Viterbo è utilizzata solo dai pendolari. E non perché siamo cattivi. Non perché non si chiama “metropolitana”. Semplicemente, la prendono solo i pendolari perché lungo il percorso non c’è niente di interessante. Non ci sono punti di interesse, non ci sono interscambi interessanti, e quindi non ci sono valide ragioni per prenderla venendo da Roma.
Invece di parlare genericamente di “Metropolitana” ecco alcune idee concrete:
– Costruire nuovi edifici tra Acqua Acetosa e Campi Sportivi.
– Creare un raccordo (bus o ascensore) tra Campi Sportivi e Piazza delle Muse.
– Creare un percorso ciclo-pedonale tra Monte Antenne e Villa Ada
– Creare un interscambio a Monte Antenne con il bus 69
– Creare un sovrappasso sulla Flaminia all’altezza di Due Ponti, per raggiungere le case dall’altra parte della strada. E creare un percorso pedonale che permetta di raggiungere le attività commerciali nelle vicinanze.
– Istituire una linea bus (veloce e frequente) tra Saxa Rubra e l’ospedale Sant’Andrea.
– Istituire una linea bus (veloce e frequente) tra Saxa Rubra e Porta di Roma.
– Costruire un centro commerciale nella zona industriale tra Grottarossa e Centro RAI.
– Mettere in sicurezza l’attraversamento della Flaminia a Labaro
– Creare un ascensore tra La Celsa e le case in cima alla collina.
– Creare nuovi percorsi pedonali tra le stazioni Prima Porta e La Giustiniana e i quartieri circostanti
– Prolungare il servizio urbano (almeno un treno ogni 30 minuti) fino a Magliano-Morlupo
– Trovare un nuovo nome alla linea, sulla falsariga di quanto fatto con la Metromare.
Mi trovi d’accordo. La Roma nord, se si fa eccezione per Euclide, Labaro e Prima Porta, passa per un deserto urbanistico. Non si può secondo me paragonarla alla Roma Lido. Su Monte Antenne, per i mondliali del ’90 fu realizzato un parcheggio di scambio sull’Olimpica collegato alla fermata, con l’obiettivo di far lasciare lì la macchina, proseguire con il treno fino a Flaminio e poi prendere il tram 2 (allora “225”) per piazza Mancini. Non fu mai usato da nessuno, fino a che vi si insediò un campo nomadi, che credo sia ancora lì a distanza di 35 anni
Le tue azioni, condivisibili, si riferiscono comunque soprattutto alla tratta urbana, cioè comunque a un “pendolarismo” analogo a quello delle altre metropolitane. I dati di traffico dicono infatti, purtroppo, che la tratta extraurbana ha un utilizzo pressoché nullo. Su 4,7 milioni di validazioni annue, la tratta extraurbana ne fa 0,56. Bisognerebbe ripensare il servizio extraurbano per renderlo più attrattivo. I pendolari, insomma, sono tutti comunque della tratta urbana. Fino al 2018 la tratta urbana faceva 40mila pax/giorno, oggi ne fa circa 11mila. Già riformare il servizio riportandolo a un treno ogni 8 minuti, come era nel 2018, sarebbe una grande cosa. Quello che manca davvero però, nel breve, è un parcheggio di scambio con il GRA a Centro RAI e un allargamento di Montebello.
Concordo con voi sul fatto che una Linea F che andasse a ricalcare in toto le fermate della tratta urbana fino a Montebello comprenda, in larga parte, siti di scarsa urbanizzazione e frequentazione, situazione che renderebbe poco giustificato un servizio della metropolitana. Ma, se lo si vuole, non è che magari una soluzione per utilizzarne una parte, e alcune fermate, per un network di metropolitana, si trova??
A questo punto mi chiedo: tra lo sguaiato e indiscriminato “buttiamo tutto dentro” dei nostri cari amici partenopei, e il “niente assoluto” de noantri vi sarà pure un punto di equilibrio, un giusto compromesso che ci permetta di mettere a sistema tratti di ferrovia urbana esistenti per migliorare il servizio dei cittadini???
Ripeto, le obiezioni di chi osserva che almeno la metà delle fermate della Roma Nord sono nel nulla sono corrette e condivisibili, ma, almeno nel metodo, seguono la stessa logica “in diminutio” che vale a bastonare Roma e solo Roma: e la linea B nasce come ferrovia metropolitana e non metropolitana … e la linea C almeno oggi non svolge un servizio di metropolitana … e la linea E non esiste perchè Comune e Regione non fanno che litigare … la linea F attraversa il nulla … etc. etc.
A sto punto chiudiamo pure la A così si potrà dire che Roma non ha metropolitana, è l’ultima della classe e chi non ha ancora metabolizzato la Questione Romana può dormire sereno.
Scusate lo sfogo eh
Quello che Deprime e’ il ” Virus di Roma! Cone lo chiamo Io ! Di notte cammino/ cammini a piedi Via Labicana, Colle Oppio ! Colosseo , Clivo di Acilio, COLOSSEO/ Fori Imperiali, poi Mercati Traianei, Piazza Venezia Ara Colei, Teatro Marcello, Bocca della Verita’, Viale del Circo Massimo e rimango incantato. Di giorno ” Ma Possibile che CI DEBBANO VOLERE IN MEDIA 32 ANNI X Terminare di Completare una! Linea di Metropolitana! Una ! La Metro C sara’ completata dopo piu’ di 30 anni cone la ” B ‘ . Meno male DA Domani Domenica 16 Novembre cambia la Viabilità a Piazza Venezia ! Forse Iniziera’ La ” Macrofase 2 di Realizzazione della Stazione Venezia
Non solo concordo su quanto dichiara l’articolo in merito alla evidente disparità tra Roma e Napoli. ma aggiungo, pure, che quando frequentavo stabilmente Napoli (fine anni Novanta) l’attuale passante “Linea 2” era considerato LA metropolitana di Napoli, mentre la vera metropolitana Linea 1, dato il tracciato limitata, era tutt’al più la “Metro collinare”!! Roma Lido e Roma Nord dovrebbero essere già da oggi Linea E e Linea F. Ma c’è poco da fare, Roma non deve avere tutte queste linee di metropolitana … per cui, al contrario, si cerca piuttosto di declassare quelle esistenti
Credo che una vera svolta la si avrà a completamento della nuova stazione flaminio per i soli treni urbani, ennesima vergogna della Capitale!!! Una volta fatta credo che il passaggio a metro sia imprescindibile riuscendo magari anche a antirizzare la stazione di Valle Giulia
Perfettamente d’ accordo!! Peccato che il Progetto di Metrovia( Che venne votato nel PUMS ) del ” Prolungamento Piramide Flaminio x unire la Futura Me con Roma Nord e? Futura Metro F ? Non sia mai stato preso in considerazione insieme al far divenire ” nuova linea metropolitana il Tratto Cesano Roma Tiburtina della FR3