La metro C chiude e si allontana a marzo l’apertura di San Giovanni
San Giovanni non aprirà prima della seconda metà di Marzo. E’ quanto apprende MetroxRoma. La notizia era nell’aria da tempo, anche perché l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Linda Meleo, aveva annunciato l’apertura della stazione a dicembre 2017. A dicembre siamo arrivati ma la stazione non aprirà, come ci dimostra il fatto che ormai la consegna dell’infrastruttura ad ATAC ha abbondantemente superato la data prevista del settembre 2017, con il rischio serio ed assurdo che la stazione entri in funzione ad un anno esatto dall’apertura straordinaria al pubblico del primo aprile 2017. Un anno intero per aprire una stazione completa, considerata “quasi finita” già nel 2015. Tuttavia questo non ci stupisce, è tutto perfettamente coerente con quanto ormai scrivemmo più di 2 anni fa, quando sul sito di Roma Metropolitane già si paventava l’apertura nel 2018.
È bene ripercorrere qualche passo: nel settembre del 2015 Paolo Omodeo Salé, allora amministratore di Roma Metropolitane, afferma che l’apertura di San Giovanni per “il cronoprogramma è nel 2018, se poi la politica vorrà dare opportunità di aprire san Giovanni prima noi ci adegueremo”. Salè si riferiva all’opportunità di poter aprire la stazione anche senza il tronchino del pozzo di via Sannio, che si prevedeva sarebbe stato completato proprio nel 2018, permettendo alla linea di fornire una frequenza a 6”, un minuto in meno di quella prevista senza il tronchino. Frequenza comunque sia impossibile da raggiungere per l’esiguità del parco rotabile. Da allora si sono avvicendate decine di dichiarazioni su possibili attivazioni precedenti al 2018, in ultima battuta quelle dell’amministrazione pentastellata, che dichiarava trionfante l’apertura della stazione nell’ottobre di quest’anno. Dichiarazioni che, come evidente, sono state pure parole al vento.
Ma la cosa che ancora di più stupisce è che il tronchino di via Sannio è lungi dall’essere completato: questo significa che si è raggiunto il 2018 per aspettare un tronchino che nel 2018 non sarà completato, che quindi la linea sarà aperta senza il tronchino, e che quindi verrà aperta nello stesso identico modo con cui si sarebbe potuta aprire fin dai primi mesi del 2016, con frequenze non inferiori ai 7 minuti nella tratta Alessandrino-San Giovanni e 14 minuti sulla Pantano-San Giovanni. Tutto questo a vantaggio esclusivo del contraente generale, che ha potuto allentare il ritmo lavori sulle rifiniture di San Giovanni e delle prove funzionali, che costringeranno questo fine settimana, il 16 ed il 17 dicembre, all’ennesimo stop della linea nonché ad un ulteriore prosecuzione al 23 dicembre della chiusura anticipata alle 20:30.
Spelacchio ha le ore contate. Pure in Africa ci sbeffeggiano.
Non son capaci di trapiantare un albero di Natale, figurarsi gestire/aprire/costruire una Metro
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_dicembre_15/spelacchio-ha-ore-contate-radici-fragili-non-arriva-natale-a5d2b8b6-e102-11e7-acec-8b1cf54b0d3e.shtml
Il Corriere, testata meneghina, come da suo costume, non perde occasione per dare addosso alla Capitale d’Italia. I suoi editorialisti, Severgnini in testa, non si fanno sfuggire ogni pretesto per dimostrare ai suoi lettori quanto Milano sia efficiente e quanto bene assolverebbe al ruolo di Capitale al posto della sciatta e decadente Roma. E’ pur vero che dalle nostre latitudini non smettiamo di servirgli su piatti d’argento queste ghiotte occasioni; tuttavia, starei più attento a filtrare i loro articoli con un minimo di senso critico. Detto da me che non ho mai fatto sconti a Roma
Non sarebbe ora di finirla con queste teorie del complotto francamente anche un po’ ridicole? Gli stessi articoli ci sono pure su Repubblica, che è “romana de Roma” eppure nelle pagine cittadine ha pure una rubrica che si chiama “La città che non va”… venduti pure loro alla borghesia milanese???
Tra l’altro Severgnini non è manco di Milano, è di Crema e a Crema vive… quindi definirlo milanese è uno po’ come definire romano uno di Orte. Capisco che sia consolatorio dire che è tutto un gomblotto, ma magari meglio fare un po’ di autocritica… no?? Che la M5 -tutta intera- sia stata inaugurata in tempo e costando un terzo di solo la prima tratta della MC, mentre l’apertura di San Giovanni è stata rimandata N volte, è un dato di fatto, non se l’è inventato Severgnini.
Se invece di scrivere fiumi di parole avesse perso la metà del tempo a leggere uno solo dei miei post, avrebbe dedotto che:
1) ho sempre elogiato Milano vincente rispetto a Roma su tutti i fronti, avendoci vissuto dodici anni e per questo, semmai, molto spesso osteggiato da molti frequentatori di quest’area che mal sopportano simili confronti
2) “Severgnini non è manco di Milano, è di Crema e a Crema vive… quindi definirlo milanese è uno po’ come definire romano uno di Orte”. Mi trovi dove avrei definito milanese Severgnini. Ho scritto che Severgnini scrive editoriali sul giornale di Via Solferino, il che è un dato oggettivo (tra l’altro anche Rizzo è editorialista della stessa testata quindi la città natale del giornalista non c’entra proprio niente) e comunque scrivere che “Severgnini non è manco di Milano, è di Crema” ah, beh… quindi? un vero “terùn”… suvvia…. un po’ ridicolo
3) “gomblotto” non l’ho mai scritto e non lo pronuncerebbe così nemmeno il più borgataro dei romani, che semmai potrebbe dire “comprotto”; gomblotto forse e sottolineo forse lo diranno i “burini”. Le suggerirei di farsi un’infarinatura di antropologia sociale romana prima di sparare a vanvera, Lei che mi sembra di poter affermare che romano non è. Detto questo non mai usato il termine “complotto” ma ho parlato di un fatto, anch’esso oggettivo, che il Corriere si stia prodigando da anni nel cercare di cogliere ogni occasione – che, certamente, non manchiamo di offrire su piatti di argento – per affermare come Milano sia modello di efficienza e qualità della vita tanto quanto Roma sia sciatta e accattona. Lo stesso Severgnini, non soddisfatto di spiegarcelo ad ogni occasione sulle testate nazionali, è andato a scriverlo pure sul NYT (si legga questo, se mastica d’Inglese: https://www.nytimes.com/2016/04/27/opinion/is-milan-the-real-capital-of-italy.html?_r=0). Il che non significa che se Repubblica non fa lo stesso a parti invertite le sue firme siano “venduti pure loro alla borghesia milanese”)
Capisco che “rosicate” (glielo dico alla romana anche se a Lei darà fastidio) perché dopo che per vent’anni i politici della Lega vi hanno preso per il culo promettendovi la secessione della Padania (con tanto di dichiarazione d’Indipendenza: https://www.youtube.com/watch?v=WHnSa2buvmw) adesso vi ritrovate un partito nazionalista -sovranista… ma tranquilli, un altro Bossi verrà e vi salverà. Buon Natale
Ma Milano è efficiente… E meno male, altrimenti povera Italia!!,
(e lo dice un Romano de Roma…)
Non è solo il Corriere, sparare su Roma in tutte le sue emanazioni è diventata oramai una moda del momento, direi Planetaria. Poi… che il NYT parli della “monnezza” di Roma vuol dire veramente avere la faccia come il culo! Ma ci siete mai stati a New York? I cassonetti strabordanti nostrani sono niente in confronto al porcilaio in cui è tenuta quella città! E parlo delle zone centrali non del Bronx. Si dovrebbero solo vergognare! Hanno proprio la faccia come il culo. Posso accettare critiche da qualunque altra città italiana, Milano in testa, o Europea, ma da New York proprio no!
Poi ovvio che in confronto a Roma Milano è la quintessenza dell’efficienza. Chapeau. Però diciamola pure tutta, se Roma avesse almeno (e non chiedo di più) le risorse che una città di pari dimensioni ha nel resto d’Italia (e non sto contando neanche l’onere di dover assolvere al ruolo di Capitale: avete una minima idea di cosa significhi in termine di gestione dell’ordine pubblico e quant’altro, avere una manifestazione a settimana? E chi paga tutto questo? Mica lo Stato! Lo paga il Comune di Roma) allora il confronto sarebbe ad armi pari. Il Comune di Roma ha una superficie 1.285 km2, quello di Milano 181. Dovrebbe avere +almeno+ tante volte le risorse che ha Milano invece ha anche meno. Quindi di che parliamo???
Sono trent’anni che l’aspettiamo!! C’è veramente poco da dire ormai ci si ride sopra!!! I nostri figli sono diventati uomini,donne,padri e madri e ancora siamo messi così!
Le solite buffonate italiane ,perché chiudere in anticipo se ancora non e pronta la stazione san Giovanni solo per mettere in difficoltà gli utenti
Anche questo sarà un altro record mondiale. Una intera linea di Metro chiusa nei week end natalizi, oltre le chiusure anticipate che ci assillano da 7 mesi
CIALTRONI
CIALTRONI !!!!
Che la vicenda sia tra la tragedia e la farsa non v’è dubbio, ma io, nonostante tutto, continuo fuori dal coro a non dispiacermi affatto che San Giovanni tardi ad aprire, e ribadisco che sarebbe preferibile, a mio avviso, procrastinare l’apertura di San Giovanni al completamento di Fori Imperiali, a costo di aspettarne altri cinque, di anni.
Sono d’accordo: temo che il riversamento di un intero treno della C su un altro della A che arriverà a S. Giovanni già pieno sia un disastro annunciato. Se tra voi c’è qualche tecnico in grado di smentirmi ne sarei felice…
Concordo totalmente; nelle ore di punta i convogli della linea A provenienti da Anagnina arrivano a San Giovanni al limite della capienza per l’assenza di valide alternative trasportistiche, specie per le aree che gravitano lungo la Via Appia Nuova. Alternative che per i residenti lungo la tratta da Colli Albani a San Giovanni e per gli stessi utenti della metro C potrebbero essere utilmente rappresentate dalle fermate Zama e Pigneto FS, consentendo loro di utilizzare le linee FL con funzioni tangenziali in alternativa al sovraccarico nodo di Termini.
Improta dopotutto non diceva una cosa così sbagliata, quando affermava che tutto questo progetto era stato un errore dall’inizio: cominciare dalla tratta ultraperiferica dove c’era già una ferrovia, peraltro sulla quale si erano recentemente investite somme ingenti per il riammodernamento; invece che dalla tratta centrale (Ottaviano-San Giovanni- Centocelle) così da chiudere da subito la maglia in centro e scaricare la A proprio nella sua tratta più carica; e solo dopo, proseguire verso Pantano andando, in ultimo, ad assorbire la tratta più esterna della ex Roma-Fiuggi. Direte: e il deposito? Ma se invece di farsi prendere dalla foga di fare un metrò automatico si fosse fatto un metrò “normale”, non si potevano sfruttare, inizialmente, le aeree dei depositi esistenti della MA a Osteria del Curato e della MB a Magliana, in attesa di arrivare a Graniti? realizzando un raccordo a San Giovanni per permettere alle vetture della MC di raggiungere il deposito della MA? O è fantascienza? A quest’ora avremmo avuto già una metro da San Giovanni a Ottaviano ci pensate? La terza linea in centro
Già … pensa che quando ho sostenuto quello che dici sono stato pure criticato!
anch’io lo sostengo da tempo, ma l’obiezione che mi è sempre stata fatta, anche qui, era che per realizzare il deposito non c’era alternativa a quella di partire dalla tratta più periferica. E’ per questo che chiedo se non ci fosse veramente altra alternativa, come quella di utilizzare, almeno in una fase iniziale, aree di altri depositi, a patto di non voler a tutti i costi fare una metro automatica
Pura follia rimandare ancora l’apertura di S.Giovanni!!!
Chi spara simili speranze non abita in zona e non sa che mentre prima tutta la zona Casilina aveva collegamenti diretti con Termini, ora sono necessari 2 trasbordi.
Attualmente chi abita su Togliatti, va direttamente alla A, come il versante nord dei Castelli che poi scenderebbe a Pantano; anche il Cotral, nonostante non la abbia ancora in progetto, prima o poi fermerà i bus a Pantano, risparmiando 40 Km. a bus.
Quindi se non siete trasportisti astenetevi dal terrorismo metropolitano.
“prima tutta la zona Casilina aveva collegamenti diretti con Termini, ora sono necessari 2 trasbordi”. Per questo può ringraziare chi ha fatto carne di porco della Roma-Giardinetti.
Sul resto ne riparleremo quando aprirà San Giovanni e sarò ben felice di essere smentito
E chi paga una stazione pronta e chiusa per cinque anni?
Ancora voglio capire, con Pigneto nel pantano e Zama fuori dai programmi, come si gestirà lo scambio A-C a San Giovanni.
Da Colli Albani in poi, già oggi, la A è molto difficoltosa, per non dire impossibile da prendere in ora di punta e pericolosa. A Termini il culmine, e a catena quando i passeggeri della C riusciranno a fare scambio a San Giovanni e poi a Termini per la B, anche quest’ultima – che già oggi tra Colosseo e Policlinico è molto rallentata per i tempi di incarrozzamento di Termini – sarà vicina al blocco.
Non ho veramente idea di cosa possa succedere.
Mi ritengo un fortunato a lavorare all’Eur e poter raggiungere il lavoro con la FL fino Ostiense e la B evitando questo disastro quotidiano. È ora di estendere e rafforzare ulteriormente le FL per supplire alle carenze delle metro che dureranno ancora molto e garantire a tanti altri cittadini delle valide alternative di trasporto.
Penso a fermate nuove, treni più rapidi in frenata e partenza e aumento di frequenze. E anche a instradare alcuni treni da sud (Ciociaria o Pontino) verso Ostiense e poi Vigna Clara, per scaricare Termini da parte dei pendolari e facilitare il loro transito.
Tutto ciò è veramente prioritario perché con San Giovanni metro C la situazione della A e di Termini rischia di esplodere.
Concordo su tutto. Anch’io sono fortunato a dover prendere la sola Roma-Lido da Ostia a EUR Magliana. Già, la tanto bistrattata Roma-Lido è un vero paradiso (quando non saltano le corse) se paragonata all’inferno mattutino della MA a Termini
Che infinita tristezza!
Sarà un record mondiale. 1 anno x aprire tratta di 600 metri. Quella signora che ha fatto la sfilata al teatro dell’opera che dice oltre che a difendere Spelacchio (altra bella figura planetaria).
Le aziende continuano a scappare da Roma e lei tace.
Mai piu’ un voto a questi soggetti.
Già spelacchio… tra l’altro la ditta fornitrice ha tenuto a precisare che l’albero era partito dal Trentino bello e rigoglioso: http://www.ildolomiti.it/societa/2017/spelacchio-che-ora-risponde-a-salvini-ce-diventato-andando-a-roma-ecco-comera-quando-e
Insomma, spelacchio si sarebbe spelacchiato una volta toccato il suolo capitolino. Sarà mica uno degli effetti della decrescita felice….
E passiamo pure sopra allo strafalcione di scrivere “alla bene meglio” anziché “alla bell’e meglio”… del resto, di fatto, da quelle parti l’italiano è una seconda lingua.
Domani c’è l’audizione di Cialdini in Commissione Mobilità, vediamo cosa dirà! Io ci sono, spero ci sia qualcuno del Comitato.
quindi? cosa ha detto?