San Giovanni e Colosseo senza data di apertura. La risposta di RomaMetropolitane è un una supercazzola
Non c’è ancora una data ufficiale per l’apertura della stazione di San Giovanni della linea C. Questa l’amara conclusione a cui siamo arrivati dopo aver ricevuto la risposta ufficiale di RomaMetropolitane, e letto le parole dell’Ad Paolo Omodeo Salè sulle pagine de Il Tempo, dopo il nostro articolo di ieri con il quale abbiamo denunciato il rischio dell’ennesimo scandaloso ritardo nella consegna di una delle tratte della terza linea romana, quella da Lodi a San Giovanni, dal 2016 al 2018.
Piccolissimo passo indietro. Ieri il comitato MXR ha pubblicato questo articolo, basato esclusivamente su quanto letto sul sito di Romametropolitane, ovvero che in assenza del nuovo tronchino di manovra dopo San Giovanni, i cui lavori sono “a carissimo amico”, la stazione non avrebbe potuto aprire a metà 2016, bensì nel 2018. Unica alternativa l’inaugurazione nel 2016, come ci è sempre stato detto dal sindaco Marino, ma con un conseguente peggioramento della frequenza dei treni.
Oggi ci è arrivata la risposta ufficiale di Romametropolitane, che di fatto possiamo definire una supercazzola.
“Con riferimento all’articolo intitolato “San Giovanni sarà terminata ma rimarrà chiusa fino al 2018?!?!“, da Voi pubblicato in data odierna, si chiarisce quanto segue.
La Stazione San Giovanni della Linea C può essere messa in esercizio sia in assenza del tronchino di ricovero e manovra, che sarà ubicato tra la stazione stessa e il pozzo in fase di costruzione a via Sannio, sia in fase successiva quando tale tronchino sarà disponibile. Naturalmente la prima configurazione risulta penalizzante rispetto alle possibili frequenze di esercizio, con un incremento dell’intervallo tra i treni di circa 1 minuto (da 6’ a 7’ nella tratta Alessandrino-San Giovanni).
Il tema è in corso di valutazione insieme all’Amministrazione e agli altri soggetti competenti.
Relativamente agli altri temi posti dall’articolo, non si registrano modificazioni delle previsioni di ultimazione e consegna all’Amministrazione delle ulteriori nuove tratte della Linea C”.
Di fatto Romametropolitane chiarisce senza chiarire, smentisce dando conferma. Per questo parliamo di una supercazzola. Leggiamo bene: Romametropolitane non fa altro che confermare quanto abbiamo scritto noi: ovvero che la stazione può tranquillamente aprire nel 2016, seppur con un conseguente innalzamento della frequenza dei convogli, cosa da sempre prevista. Una non notizia avvalorata dalle parole dell’Ad Paolo Omodeo Salè che dalle colonne de Il Tempo ha detto, più o meno testuale, che “il cronoprogramma è questo (2018), se poi la politica vorrà dare opportunità di aprire san Giovanni prima noi ci adegueremo”. Che tradotto vuol dire: se Marino deciderà di aprire nel 2016, nonostante il peggioramento della frequenza, si può fare.
Ma allora noi ci chiediamo, se sapevano fin da subito che San Giovanni poteva aprire senza tronchino perché sul loro sito è stata scelta la versione burocratese di indicare la data del 2018? Perché avallare, in questo modo, le scelte di un consorzio che ha fatto del ricatto tecnico-economico, la sua arma per spuntare contratti sempre più vantaggiosi e tempi di consegna sempre peggiori, a scapito dei romani? Perché Romametropolitane non si fa davvero difensore dei cittadini, imponendo scelte trasparenti che si traducano in un rispetto rigoroso del cronoprogramma? Non vorremmo che la prudenza nell’indicare fin da oggi la data del 2018 serva solo a mischiare le carte in tavola e annebbiare la memoria dei romani, abituandoli fin da subito, quelli più distratti, ad una data nuova che possa consentire di affermare, nel 2018 ad inaugurazione avvenuta, “ma noi ve l’avevamo sempre detto che l’apertura sarebbe stata nel 2018” (Quindi salvatevi questo post, stampatelo, perché resti memoria grazie a noi delel vere date). O peggio, non vorremmo che lo spostamento della lancetta in avanti di due anni serva a nascondere altri problemi, come quello del tunnel di collegamento tra linea A e linea C che ad intervalli regolari ci viene definito un “problema risolto” (Cit Improta) o “un problema ancora da risolvere ” (Cit Salè).
Noi ci auguriamo che alla fine, come fa capire Salè, la politica decida di aprire del 2016, come previsto da almeno due anni, nonostante questa data sia stata individuata alterando in peggio il cronopragramma originario di 5 anni. Perché i romani, crediamo di essere sicuri di quello che scriviamo, accetterrebbo un modesto ritardo della frequenza, di un solo minuto, di fronte all’enormità di ritrovarsi per altri due anni con una stazione perfettamente funzionante che però resta chiusa a chiave e inaccessible.
La stessa storia vale per i tempi di apertura fino a Colosseo, futuro interscambio con la Linea B. Roma Metropolitane ci dice che “non si registrano modificazioni delle previsioni di ultimazione e consegna” ma questo non vuol dire che non ci siano ritardi. Noi avevamo posto degli interrogativi ben precisi circa la possibilità che lo slittamento di un anno nell’avvio dello scavo con le talpe si possa ripercuotere tale e quale sul cronoprogramma complessivo e portarci a Colosseo nel 2022 invece che nel 2021; Ma evidentemente ci è stato risposto tutt’altro come nella più degna delle supercazzole. Infatti le date di consegna sulla carta vengono cambiate a valle di un lunghissimo iter in cui si discute, si analizza, si valuta e poi si riconosce o meno una determinata richiesta di proroga avanza dalla imprese; Ma che il ritardo c’è si sa ben prima. Uomo avvisato….
Concordo anch’io sil fatto che un modesto ritardo della frequenza sulla tratta funzionante sia comunque preferibile al trovarsi per altri due anni con una stazione terminata ma chiusa.
Buongiorno comitato, non so se il problema è stato già affrontato, ma volevo porre in evidenza un ulteriore disservizio che ho riscontrato e che si verificherà finché l’nterscambio di San Giovanni non sarà attivo:
Gli utenti che intendo passare dalla metro A alla C o viceversa, oltre a dover camminare circa un chilometro tra Lodi e San Giovanni devono pagare 2 biglietti.
Pensate che si possa fare qualcosa per evitare quest’ingiustizia?
Grazie
Hai pagato quindi due biglietti per prendere la A?
Avevo posto il problema nel forum ma nessuno aveva una risposta certa ma molti ipotizzavano che bastava un biglietto.
Certo se è cosi non è molto giusto.
Mi correggo, avevo telefonato al numero che danno sul sito muovi.roma.it e l’operatore mi aveva detto che vanno timbrati due biglietti. Una volta recato lì ho avuto la bella sorpresa che serve un titolo solo, in quanto le obliteratrici della linea C valgono come quelle di un autobus. Quindi l’informazione che mi era stata data è errata
More solito, tanta professionalità…….
Penso che ad influire sul ritardo nei tempi di aprtura di San Giovanni sia la poca volontà “politica” di insistere sulla prosecuzione della Linea C anche e soprattutto perché, e qui é un problema, sono molto forti le istanze di chi, M5S in testa, NON vuole sentir parlare di metropolitane. Per molti politici , che hanno dalla loro un forte seguito, la Linea C dovrebbe anche chiudere al di fuori di qesto sito non ci sono molti estimatori della inea C, temo
Gentile Simone, potrebbe “linkare” qualcosa a supporto di quanto sostenuto? Ho seguito alcune discussioni nell’elaborazioni dei programmi ed ho avuto la sensazione opposta. Semmai la “battaglia” è contro la cosiddetta “poca” trasparenza: vedi la notizia choc relativa all’apertura di S.Giovanni.
In merito poi all’avversione aprioristica alla metro C mi sembra un’affermazione apodittica.
Come già scritto, la C è un gioiellino e speriamo che l’effetto nuovo -leggi pulizia- rimanga ancora per lungo tempo a venire-
Ovvio che eventuali detrattori avranno buoni argomenti se l’affluenza rimarrà così bassa: finora vedere tutti i 240 posti a sedere è quasi allucinazione e sicuramente stante la deprecabile finanza (deficit, debito pubblico, fiscal compact) per i prossimi 20 anni (solo?), reperire risorse è impresa disperata.
Si spinga per S.Giovanni SUBITO, che il Colosseo potrebbe aggiungersi alle migliaia di italiche incompiute.
Ma che aprano la stazione e senza esitazioni. Il metro’ appartiene e serve ai cittadini (e non a quei conta-storie che sembrano voler mettere in cattiva luce Marino&Co.).
Un minuto di differenza nei tempi di frequenza vale la pena soffrirepur di avere una trance in piu’. Io dico di fare una petizione, ragazzi, e obbligare questi pazzi ad aprire la linea che oltrettutto potrebbe, con uno slittamento dei tempi di attesa dei treni, un fattore positivo. Intendo dire che siccome i passeggeri della C sovraccaricheranno la gia’ affollatissima Linea A a San Giovanni, meno frequenze potrebbe essere un buon fattore; soprattutto durante un anno giubilare con carico extra di pellegrini.
Insomma, se fossero 15/20 minuti il discorso sarebbe diverso. Ma 1/2 minuti NO!
Si apra sta stazione e che la smettano di raccontarci le storielle!
Sono d’accordo. Va detto che mettere in cattiva luce Marino è facilissimo in quanto ci pensa da solo. Purtroppo Alemanno e Marino passeranno alla storia come i peggiori sindaci di tutti i tempi.
scusate eh…ma nel frattempo non si può semplicemete pensare ad una frequenza UNICA di circa 8 minuti, così non si danneggia nessuno?
a proposito di Marino che pensa da solo a rendersi ridicolo…oggi ho fatto un giro sul Grab con una delle 10.000 biciclette del bike sharing romano….
Gent.mi Tutti del ” Comitato Metro x Roma ” . Sono Michele. Ho seguito con interesse quello che avete scritto e, nel condividere pienamente quanto affermato, non ricordo esattamente da chi, ma comunque che ” Le Metrotramvie, in parte interrate o sotterranee , servano da adduzione alle Metro e, non in sostituzione ad esse e, nell’ essere amareggiato insieme a voi, nel constatare che, anno dopo anno, come al solito, qua a Roma non cambia niente e che ci vogliono dai 20 ai 30 anni per costruire, aprire al pubblico, poi prolungare le tratte ed aprire al servizio anche le nuove tratte prolungate e, nel vedere come a Milano si fanno rispettare, e, sono avanti 30 anni rispetto a noi, in conclusione chiedo ” si e’ saputo niente dello stato dei Lavori in zona San Giovanni ( il notiziario Cantieri del sito ” www. romametropolitane.it”. almeno fino alle 17.20 di oggi 8.09.2015, era aggiornato al ” 20 Luglio2015 ” ) . Visto che e’ dal giorno successivo all’ inaugurazione del Prolungamento ” Parco di Centocelle- Lodi che si vedono i fumi bianchi dovuti al congelamento dei Terreni , per caso qualcuno di voi sa a che punto e’ lo scavo di sotto attraversamento ” E’ iniziato??
Buonasera, so di andare fuori tema, ma volevo esprimere il mio disappunto su un fatto che sicuramente non sarà sfuggito ai più. Via La Spezia, recentemente riaperta alla circolazione dopo anni di chiusura per i cantieri della linea C, nel tratto da via S. Severo a via Nola, di recente ripavimentato e “ripittato” con la nuova segnaletica orizzontale, ora è stata di nuovo rotta per i lavori di Italgas. Ma dico io: non potevano almeno aspettare di rifare manto stradale e segnaletica orizzontale? Non sapevano che avrebbero dovuto romperla di nuovo per i lavori di Italgas? La mano destra non sa quello che fa la sinistra? Adesso che succederà alla fine di questi nuovi lavori: una bella toppa di asfalto sul manto stradale appena rifatto a nuovo? E chi paga per questo? Pantalone!
Per riportare la discussione su argomenti progettualmente seri propongo un estratto da un interessante studio elaborato dal Laboratorio di urbanistica e mobilità del comitato di quartiere Torpignattara inerente la collettrice Casilina, riportato sul sito “Sferragliamenti sulla Casilina”.
“Lo studio cerca sostanzialmente di raccogliere tutti i possibili scenari che si possono aprire sul futuro del corridoio casilino secondo criteri di opportunità, economicità e necessità; abbiamo voluto dare una prima lettura al documento e, a nostro avviso, la strada migliore da percorrere è la metrotranvia a scartamento ridotto Termini – Tor Vergata, detta linea G.
Perché non il tram? perché la conversione in tranvia comporterebbe cantieri lunghi molti anni, con la conseguente interruzione del servizio, e notevoli costi. Inoltre l’allaccio alla rete tranviaria esistente, prevista al Pigneto, è subordinato al tombamento del vallo ferroviario che avverrà solo parzialmente nel 2018 con la costruzione della stazione di scambio FS. La nuova tranvia, che dovrebbe concludersi a Termini, andrebbe a gravare sul già oltremodo congestionato nodo di Porta Maggiore, nonché sul corridoio di via Napoleone III già largamente utilizzato da tram, autobus, taxi, NCC e pullman turistici. Si determinerebbe anche una diminuzione del 25% della capacità di trasporto, dovuto alla scarsa capacità dei tram articolati se confrontati con gli odierni mezzi ferroviari.
La linea metropolitana: a Roma attualmente è in costruzione la linea C: una metropolitana pesante e sotterranea. Ormai da anni non è più noto dove farà capolinea, in che giorno sarà completata, i costi complessivi di tutta l’opera. Queste confusioni hanno portato con sé tutte le polemiche del caso e ad oggi ci si trova in una sorta di stallo, forse in attesa del dicembre 2016 in cui decadrà il contratto con l’attuale contraente generale se non saranno trovati fondi per proseguire oltre il Colosseo. In effetti è ragionevole credere che continuare a costruire una metropolitana con costi, non solo economici, così alti non sia più accettabile, ma di ciò ne parleremo nel dettaglio prossimamente.
Il comitato di quartiere fa notare che con un ventesimo degli investimenti e del tempo si potrà rendere attiva una metropolitana di superficie lungo via Casilina, ricalcando parte del percorso originario della metro C. L’ulteriore prolungamento a Tor Vergata indurrebbe inoltre un notevole aumento di passeggeri tra studenti universitari e lavoratori che non hanno beneficiato della presenza della linea C a causa della lontananza dell’infrastruttura. Lo studio propone di chiamare la linea metro C1 ma, poiché la ferrovia opera già in maniera indipendente, sarebbe opportuno assegnare a questa la lettera G come da piani regolatori precedenti.
L’attuazione: la trasformazione in metrotranvia richiederebbe quattro step, due da attuare nell’immediato, due a lungo periodo.
fase 1 – Riattivazione della tratta Centocelle – Giardinetti con soppressione/limitazione del servizio della linea bus sostitutiva 106. In tal modo sarebbe ripristinato un collegamento su ferro diretto per la stazione Termini e il flusso di evasori tariffari di via Casilina, oggi assicurato dalla combinazione 105 + 106, sarebbe definitivamente spezzato.
fase 2 – Prolungamento a binario singolo della ferrovia da Laziali a Termini (altezza di via Manin) e manutenzione straordinaria dell’armamento. Questo provvedimento richiede come precondizione l’estensione della nuova disciplina del traffico sperimentata con successo negli ultimi mesi nel tratto terminale di via Giolitti. Il progetto sarà finanziato con i fondi straordinari per il Giubileo, per l’importanza della ferrovia negli itinerari catacombali (le catacombe di San Marcellino e Pietro, il mausoleo di Elena, il tempio di Minerva Medica, la basilica sotterranea di Porta Maggiore, la Chiesa di sant’Elena).
fase 3 – cessione della proprietà della ferrovia al Comune di Roma, ridenominazione come metrotranvia G, acquisto di 10 nuovi elettrotreni.
Fase 4 – avvio dei cantieri per il prolungamento a Torrenova A1, passando per il polo universitario e il policlinico di Tor Vergata. Definitiva integrazione della metro G nel TPL di Roma.
Confronto con la cittadinanza: ovviamente non mancheremo di discutere questa ed altre proposte durante i Caffè del Trenino, gli appuntamenti domenicali nati per illustrare la storia, l’importanza e le potenzialità della ferrovia in prossimità del suo centenario.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la sezione “Eventi” del sito o a mandarci una mail a etrgiallo@gmai.com”
Questo tanto per rimarcare l’immane differenza che intercorre fra le progettualità serie portate avanti gratuitamente da oscuri cittadini e quel carrozzone politico – trasportistico rappresentato dal Consorzio metro C.
Consentimi di contestare la frase: ” In effetti è ragionevole credere che continuare a costruire una metropolitana con costi, non solo economici, così alti non sia più accettabile, ma di ciò ne parleremo nel dettaglio prossimamente.”
Secondo me un tram non può sostituire una metropolitana soprattutto a Roma. Come si fa a parlare di metro di superficie? Potrebbe essere tale solo se i binari fossero sopra un viadotto, altrimenti sarebbe sempre soggetta ad asservimenti semaforici, incroci e rallentamenti vari.
E’ chiaro che un tram costa meno, ma serve infinitamente a meno se non a poco. Se compri una Panda ottieni prestazioni da Panda, se compri una Mercedes serie E ottieni prestazioni top.
In sostanza i tram vanno bene come adduzione alle metro non in sostituzione.
Non si può rompere il carico a Colosseo (il 51 non insegna nulla?) si vanificherebbero i seguenti obiettivi vitali:
1) Rendere fruttuoso l’investimento della linea C arrivando almeno a Farnesina
2) Scaricare la linea A
3) Pedonalizzare il centro storico
basta con l’alibi che i soldi non ci sono, vengono semplicemente sprecati in assistenzialismo e d altro. Non è possibile che con le tasse più alte d’Europa non possiamo neppure costruire infrastrutture adeguate.
Buonasera Andrea, buonasera Arnaldo, susate se mi intrometto nella vostra discussione, ma secondo me l’idea della metrotranvia è un’ipotesi interessante che meriterebbe quanto meno considerazione. Andrea, permettimi, ma perché tra la Panda e la Mercedes non si può scegliere la DS4?
Perché ormai avendo in costruzione la C fino al Colosseo non ci si può fermare cambiando modalità di trasporto. Una “metrotranvia” (la DS4) in pieno centro storico non si può fare. Ve l’immaginate la linea A che si ferma a Repubblica e dopo prosegue con un tram? Impensabile ovviamente. Inoltre va tenuto presente che anche gli amici che abitano sulla Cassia hanno diritto alla metro, infatti, secondo me, attualmente è il quadrante più problematico della città con code disumane. Non si può costruire una macchina per metà Mercedes e per metà DS4, si guasterebbe subito.
Concludo con una battuta: se paghiamo tasse da Ferrari, almeno la Mercedes me la volete comprare?
Concordo.
Tornato da poco da Parigi dove stanno si costruendo delle MetroTranvie ma sono di raccordo alle metro e “periferiche”: praticamente hanno realizzato un anello esterno.
Insomma qualcosa di simile al progetto Jonio-Ponte Mammolo-Subaugusta-Laurentina.
Io comunque farei anche dei tram al centro (Termine-San Pietro) ma per togliere gli autobus e come raccordo con la metro C.
Però, perdonami, non è di questo che si stava parlando: non proseguire la linea C dal Colosseo con una tranvia, ma recuperare un’infrastruttura già esistente, potenziandola ed eventualmente prolungandola in una fase successiva, anziché gettarla alle ortiche, come sembra invece che vogliano fare, perseverando nel secolare errore sempre, costantemente e colpevolmente commesso in questa città dai tempi dello smantellamento della rete tranviaria avvenuto negli anni Sessanta. Non si proporrebbe qui di proseguire la C come tram, ma di distogliere per un attimo tutte le attenzioni da questa infrastruttura che sta drenando tutte le poche risorse disponibili, e per la quale affermare che i lavori procedano a gran fatica è usare un eufemismo (tu parli di Cassia, ma è grasso che cola se i figli dei nostri nipoti potranno dire “Io c’ero!” al taglio del nastro al capolinea di Grottarossa, suvvia!), e avere una visione un po’ più d’insieme sui bisogni trasportistici della città. io son sempre convinto che spendendo meglio le risorse a disposizione, si potrebbero dare domani tante “DS4” a più cittadini, anziché aspettare la Mercedes, chissà quando, e per pochi privilegiati
Fermo restando che rispetto la tua opinione.
Secondo me hai ragione in linea di principio, il fatto è che è talmente obsoleta che bisognerebbe rifare anche la tratta esistente in quanto è indecorosa per un centro urbano. Forse si potrebbe agevolmente far diventare la Centocelle – Termini un tram tipo l’8 o il 2 passando però per i binari di Piazza Vittorio. Quanto ai collegamenti tra Torre Angela (MC) Tor Vergata e Anagnina (MA) sarebbe meglio una metro tipo la M5 di Milano.
Il punto è che la A è al collasso per saturazione (stamane si è di nuovo guastata tra Termini e Battistini) ed è ormai urgentissimo far arrivare la C almeno a Venezia per dare respiro alla A; perché dobbiamo aspettare che nella A avvenga una strage per sovraffollamento?
x Andrea.
Se aspettiamo che la C arrivi al Colosseo (2021 ?) per risolvere i problemi della A è la fine.
Sia chiaro io sono pro C.
Secondo me per risolvere i problemi della A va automatizzata.
C’è uno studio di Andrea Spinosa su http://www.cityrailways.net molto interessante. Non sarebbe cosi costoso e sfrutterebbe al massimo i pochi KM di rete romana.
Un altra mano può arrivare dall’apertura della stazione Pigneto della FL1 che permetterebbe di collegarsi alla B a Tiburtina e a Ostiense
Dimenticavo: la metrotranvia, magari sopraelevata, va bene secondo me in alcuni contesti: ad esempio sarebbe utile che il 451 diventasse tale, in alcuni casi magari anche in sotterranea, una sorta di metro B ma leggera, l’importante che abbia pochissimi attraversamenti ed incroci, altrimenti serve a poco. Qualcosa di simile si potrebbe pensare per la Tiburtina da Ponte Mammolo a Marco Simone visto che la corsia già è in costruzione. Per far lasciare l’auto a casa ai Romani bisogna mettergli a disposizione mezzi pubblici velocissimi come nel resto d’Europa, altrimenti non lo faranno mai.
Contrarissimo a mantenere lo scartamento ridotto che renderebbe questa linea del tutto incompatibile con altre, e fuori norma per i convogli attuali non a piano banchina e quindi non fruibili dagli invalidi. Contesto l’affermazione che un tram sarebbe meno capiente. Questo è un tram di Parigi: https://www.google.it/search?q=paris+tram2&rlz=1C1CAFB_enIT620IT620&espv=2&biw=1366&bih=667&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0CAcQ_AUoAmoVChMIhJaCsLLrxwIVR1caCh23SQZi#imgrc=14kQv0j1QQzPzM%3A
Vi sembra meno capiente di un convoglio della linea di Centocelle?
Infine, la denominazione M G per una linea di superficie è sbagliata. Proporrei di chiamarla T 1.
Che senza il tronchino per San Giovanni si avranno tempi più lunghi e “non ideali” si sapeva da tempo visto che questa informazione è riportata nella delibera del CIPE n°127 del 11/12/2012.
Nella delibera si affermava che senza tronchino i tempi minimi di esercizio saranno 7/14 minuti e necessitano 12 treni (8 in esercizio e 4 di scorta) dei 13 disponibili.
Poi si parla di 4/12 minuti in caso di tronchino dove per l’esercizio servono 17 treni (12 + 5) mentre per contratto ce ne saranno 13: quindi anche con il tronchino non mi è chiaro se si potrà arrivare al tempo minimo di esercizio di 4 minuti.
Arrivati ai Fori sono previsti altri 2 treni (totale 15) mentre per l’esercizio servono 20 treni (14 + 6).
Poi Marino non perde occasione per affermare che San Giovanni apre a meta Giugno del 2016 quindi non sarà il minuto in più a fargli cambiare idea ma un impedimento reale.
E’ fondamentale aprire prima possibile San Giovanni anche con il minuto in più visto che sento molti concittadini valutare “non accettabile” fare 600 metri a piedi per prendere la metro A.
Invece credo sia verosimile che il ritardo dell’inizio dello scavo non cambi i tempi dell’apertura di Fori Imperiali visto che il tratto è breve e basta 1 anno per completare le gallerie.
Il limite è sempre legato al completamento delle stazioni.
Scusate, vado furori tema.
Ma della stazione Pigneto sulla Fl1 si sa niente? I lavori dovevano partire a settembre, no?
Grazie
si comitato… c’è qualche notizia su stazione pigneto? io ricordavo che doveva essere pronta per il 2017, ma non ricordo una data inizio lavori. :\
Anche io sono interessato a questo tema.
Su uno dei siti di Skyscrapercity dedicati al tpl romano c’è l’intero progetto esecutivo della fermata Pigneto FL1 e FL3 redatto da RFI; premesso che si tratta di un file estremamente complesso e pesante da riprodurre, poiché vi sono riportate sin nei minimi particolari tutte le varie fasi di realizzazione del cantiere, l’unica cosa totalmente assente sono i tempi di realizzazione.
Ma questo per il semplicissimo motivo che il padrone dell’infrastruttura ferroviaria ancora non ha visto neanche l’ombra di un centesimo di euro da parte di quelle sole di Marino & co, quindi figuriamoci quanto gliene può fregare di anticipare quattrini per una fermata alla quale non è peraltro minimamente interessato dal punto di vista valorizzazioni fondiarie e commerciali delle aree adiacenti il sedime ferroviario.
Marino…sia mai….troppo impegnato. Ora è impegnato a giocare a ping pong con algerino alfano…
Se non ricordo male le FLx ricadono sulla Regione non sul Comune come competenza.
Infatti l’intervento dell stazione Pigneto è previsto nel piano mobilità della regione
https://www.pianomobilitalazio.it/ilpiano/interventi/fr1-fr4-fr6-nodo-di-pigneto
Anche a me interessa molto il Nodo di Scambio a Pigneto. L’unico riferimento recente che ho trovato è questo: http://www.letiziapalmisano.it/html/2015/06/metro-c-quando-arrivera-a-san-giovanni-e-quando-aprira-la-fr1-al-pigneto/#.Ve2NnfDm7hY
Grazie, mi mancava questo link. Comunque è un nodo di scambio forse più importante di San Giovanni. Molti ancora non ne hanno capito l’importanza. Il mancato avvio lavori e la solita mancata trasparenza e informativa è l’ennesimo caso emblematico della mala gestione e della mala politica.
In questo caso non hanno nemmeno la scusa dei soldi (che non sussiste in ogni caso I SOLDI CI SONO): si tratta di poche decine di milioni.
Concordo totalmente, è una stazione fondamentale (come ho ribadito in più occasioni su questo sito) ed è scandaloso che la regione e le ferrovie, nonostante i soldi fossero già stati stanziati (almeno per la prima parte), non abbiano iniziato prima i lavori.
Questa stazione doveva essere già disponibile prima dell’apertura della metro C. Da quanto mi risulta almeno collegamento lato metro C dovrebbe già essere disponibile.
Questa stazione può diventare il cuore dello scambio della rete FL e inoltre permetterà di collegare la metro C alla linea B prima di arrivare al Colosseo (se mai arriverà).
Ovviamente chi è nell’orbita della Metro C accedendo alla FL1 non solo avrà una via veloce per arrivare all’aeroporto di Fiumicino ma anche al futuro stadio della Roma.
Che alle ferrovie questo progetto non interessa mi sembra chiaro visto che RFI e “Termine Centrica” e fare una fermata di scambio che evita ai pendolari di passare dal “centro commerciale Termine” è contro producente.
La posizione invece della regione non ha scusanti.
Io poi parlo da persona direttamente interessata perché abitando vicino la fermata Gardenie e lavorando a Muratella per me questa stazione sarebbe una manna.
Ha centrato il problema principale.
Si sottrarrebbero decine di migliaia di utenti al centro commerciale di Termini. Considerato che è in corso il processo di vendita e privatizzazione della società che gestisce termini, temo proprio che questo scambio verrà posticipato o forse mai verrà fatto, seppur in presenza di progetti approvati e finanziati.
Spero vivamente di sbagliarmi perché, come detto, questo piccolo scambio potrebbe davvero risultare rivoluzionario per Roma.
Una sola stazione di scambio – a costo bassissimo – potrebbe rivoluzionare il TPL locale. Se ne parla troppo poco. Sarebbe invece utile, anche per il tramite del comitato e di tutti noi che la questione si riproponga
http://www.gare.rfi.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=075100775786e410VgnVCM1000008916f90aRCRD
Questa notizia mi scatena reazioni contrastanti: sono contento perché finalmente si procede anche se speravo che si iniziasse a settembre come annunciato a fine 2014.
Poi dando un occhiata al progetto ti rendi conto che è ridimensionato rispetto alla prima fase progettata qualche hanno fa (da 78 mil) che prevedeva
REALIZZAZIONE DELLA FERMATA DI INTERSCAMBIO
TRA FR1, FR3 – LE (DA TIBURTINA) E METRO C (FASE 1)
Che dire, speriamo che entro fine 2017 inizio 2018 sia conclusa e che poi si proceda alle fase successive.
cioè nn capisco xkè si stanno facendo delle pippe mentali sul ritardo di un solo minuto quando verrà aperta san giovanni senza tronchino di manovra… mi sembra una preoccupazione inutile (sempre se nn ci siano errori di progettazione e costruzione…)
Quindi ormai requiem pure per il 2020 a Colosseo. Ormai ce la giochiamo tra 2021 e 2022 ? Quindi vorra dire che forse per il Giubileo del 2025 si arrivera a Colosseo, no? Questo almeno possiamo sperarlo?
Ma si certo, Colosseo resta comunque nell’orizzonte 2022. E crediamo che per la tratta T2 Prati-Venezia, una volta rivisto il progetto per abbattere i tempi del preliminare, come sta succedendo effettivamente in questa fase, e con le penali per i ritardi dell’accordo transattivo finalmente attive (oggi sono oggetto di contenzioso per la loro presunta non retroattività), i tempi di cantiere possano essere più brevi e più o meno sovrapporsi a quelli della tratta T3. Dopo San Giovanni bisogerà passare circa 5 anni senza nuove stazioni ed aspettare il triennio 2021-2024 per le aperture delle tratte t2 e t3 più o meno ravvicinate.
L’importante è che ci sia Chiesa Nuova. Il Comitato ha news in proposito?
TY
Spett.le Comitato, mi spieghereste per favore cosa significherebbe (cit.): “per la tratta T2 Prati-Venezia, una volta rivisto il progetto per abbattere i tempi del preliminare, come sta succedendo effettivamente in questa fase”? Ci sarebbero dunque sviluppi sulla progettazione della tratta? Il fatto che si vogliano abbattere i tempi non mi tranquillizza affatto, dobbiamo forse aspettarci la soppressione di qualche altra stazione? Grazie per un chiarimento!
Quindi quando arriva a Clodio o a Grottarossa? Vogliono condannare al declino questa città. Spero almeno facciano la tva e che servano la Cassia in altro modo, o diramando la A o la Roma nord.
sono dipendenti pubblici non conoscono il valore del denaro , ogni mese lo stipendio gli arriva comunque, come se fosse un compenso dovuto per diritto di nascita , dunque che gli importa di fare il loro dovere di fare gli interessi dei cittadini , quando possono “arrotondare con qualche spicciolo” anche se rovinano la vita della gente , In vece di spendere i soldi per le ditte, che realizzano le opere più importanti per il benessere delle persone come le metropolitane , perche non mettiamo qualche decine di migliaia di loro a realizzare le opere direttamente con le loro delicate manine , almeno produrrebbero qualcosa visto che le paghiamo noi con le tasse
Che scherzi? Mica possiamo far arrabbiare i teneri sindacatucci!
E poi gli si sciuperebbe la pelle dei polpastrelli|
E’ giusto che restino a baloccarsi con la battaglia navale ed il fantacalcio e che a Roma non si costruiscano più infrastrutture, caprai, la polvere, il frastuono ….
Il problema non sono i politici o i sindacati, il vero problema sono gli italioti che continuano a votarli e sostenerli. fate un excursus dei consiglieri regionali recentemente eletti specie nel centrosud
Considerando anche l’articolo che avete pubblicato ieri proprio non vedo che altra soluzione ci possa essere oltre quella di arrivare a Venezia e poi rescindere il contratto e ripartire con nuove modalità e un nuovo consorzio
“Perché avallare, in questo modo, le scelte di un consorzio che ha fatto del ricatto tecnico-economico, la sua arma per spuntare contratti sempre più vantaggiosi e tempi di consegna sempre peggiori, a scapito dei romani? Perché Romametropolitane non si fa davvero difensore dei cittadini, imponendo scelte trasparenti che si traducano in un rispetto rigoroso del crono programma?”
semplicemente perché stiamo parlando di autentiche associazioni a delinquere sulle quali è auspicabile un intervento delle più alte cariche dello stato affinché la magistratura penale e quella contabile indaghino senza ulteriori indugi.
Caro Arnaldo, come son certo che tu sappia già, quella contabile, di Magistratura, sull’argomento ha già indagato, e pure sentenziato; peccato solo che, come tutte le sentenze emesse dalla Corte dei Conti, questa sarà di una lunga lista solo l’ultima (ad oggi, non definitivamente purtroppo) a rimaner lettera morta. Con cordoglio… Mario