Metro C spa non vuole pagare le penali per il ritardo Centocelle-Lodi: è una vergogna
Il consorzio Metro C spa non vuole pagare le penali per i ritardi nella consegna della tratta Centocelle-Lodi. Una vera vergogna: l’opera doveva essere consegnata entro l’estate 2014. Alla fine Atac la riceverà probabilmente ad aprile, ben otto mesi dopo, in modo da poter essere aperta entro luglio 2015.
Ecco cosa scrive Metro C spa: “Il ritardo nell’apertura al pubblico della tratta Centocelle-Lodi e’ riconducibile a decisioni dell’amministrazione capitolina assunte unilateralmente e in difformità’ dai patti contrattuali. Le presunte penali non sono applicabili anche in virtù del verbale sottoscritto tra le parti il 22 dicembre 2014 e correttamente richiamato dall’assessore Guido Improta”.
Metro C nel comunicato ricorda “tra l’altro di essere ad oggi creditrice nei confronti di Roma Metropolitane della rilevante somma di 140 milioni di euro e che i ritardi nei pagamenti, ormai superiori all’anno, determinano un conseguente danno erariale per gli interessi maturati, di cui i responsabili pubblici dovranno rispondere. Per la perdurante inerzia di Roma Metropolitane, Metro C si trova costretta a chiamarla in giudizio per i gravi inadempimenti ad essa imputabili. Tra le dichiarazioni rilasciate ieri dell’assessore Improta vi e’ anche quella del possibile completamento della linea c fino ad Ottaviano e forse fino a Farnesina, in vista della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Metro C ne prende atto e nel confermare il proprio responsabile impegno contrattuale nell’esecuzione dei lavori si attende che l’amministrazione inizi finalmente ad operare con la necessaria e dovuta efficienza per consentire in questa fase la realizzazione della linea c almeno fino al Colosseo”.
La nostra posizione è questa. Metro C spa si giustifica trincerandosi dietro il ritardo del pagamento dei 166 milioni previsti dall’accordo transattivo che si verificò durante l’autunno caldo del 2013. Questo determinò lo stop unilaterale dei cantieri da parte dei costruttori e il mancato pagamento degli stipendi degli operai (come al solito ci rimettono i lavoratori). “Niente soldi- dissero al tempo- allora niente cantieri”. Ora, ammesso che la cosa sia giuridicamente sostenibile, e abbiamo i nostri dubbi, lo stop nei cantieri durò circa 3-4 mesi. Il ritardo accumulato complessivamente si aggirerà sugli 8 mesi.
Speriamo davvero che Metro C paghi, e tanto. Temiamo però che finirà a tarallucci e vino con questo scambio: “Io (Metro C spa) non ti pago le penali, ma non ti chiedo nemmeno gli interessi sui ritardi nei pagamenti vari, quelli del passato e quelli presenti”. E vissero tutti felici e contenti (che fa pure rima).
Anch’io concordo con l’idea che una volta arrivati a Venezia il contratto debba essere rivisto. Il problema è nel manico perchè le metro a Roma si possono fare, ci sono le tecnologie e la cittadinanza è ben disposta ad usare il mezzo pubblico. L’unica soluzione è il project financing, chi realizza l’opera incassa dalla vendita del servizio all’utenza. Le autostrade non le abbiamo fatte con questo criterio? ANAS non realizzava l’opera e poi riscuoteva i pedaggi?
Ovviamente dovete aspettarvi anche che l’evasione da biglietto vada quasi a zero e che le tariffe siano rimodulate secondo parametri europei. Spero che questo blog inizi a fare notare che l’abbonamento universale ATAC/metro da 250 euro è veramente ridicolo se rapportato alle altre città d’Europa
concordo con Andrea. Giusto che le procedure di gara ci vanno a rallentare i già biblici tempi di realizzazione. Dunque davvero è un’operazione che va fatta in questo biennio, altrimenti neanche per il giubileo 2050 arriviamo a Ottaviano, e ancor meno a Farnesina…in tempo utile per le presunte olimpiadi 2024…
Anche per te stessa risposta che ho dato ad Andrea. Le condizioni perché si cambi registro, permettendo anche a ditte straniere di partecipare ad eventuali future gare, sono tutte POLITICHE,e cioè nell’ordine:
1) che il Parlamento legiferi rendendo impossibili le varianti in corso d’opera, a meno che il contraente non se ne assuma al 100% gli oneri. Io lavoro in un’azienda di telecomunicazioni; quando il mio commerciale fa un’offerta a un potenziale cliente, si porta dietro un tecnico per il sopralluogo, il quale poi sulla base delle esigenze del Cliente redige il progetto, dove ci sono tutti i materiali da fornire e le ore*uomo di lavoro, valutando anche tutti gli imprevisti possibili e interfacciandosi con elettricisti, sistemisti e quanti altri per pianificare bene il tutto; sulla base del progetto il commerciale formulerà l’offerta tenendo conto dei margini che vuole realizzare. Se durante i lavori venisse fuori che serve che so un altro passacavi o patch panel o 2 giornate*uomo di lavoro perché non avevamo considerato questo e quello, non torniamo dal cliente a chiedergli più soldi!! Anzi, si incazza pure perché non siamo in grado di rispettarevi tempi di consegna e magari ci cita pure per danni!
2) applicare per le gare i criteri che ogni, dico ogni Azienda PRIVATA applica da che mondo è mondo, scartando cioè l’offerta più bassa e quella più alta: chi promette sconti impossibili NON PUÒ essere una ditta seria, e in qualunque modo troverà la scusa per far scattare la variante, avvalendosi del punto 1);
3) dimostrare serietà e puntualità nei pagamenti da parte del committente.
Senza queste tre condizioni la musica non cambierà MAI
il Consorzio e’ costituito da ditte che sia in Italia che all’estero hanno lasciato un buon ricordo di loro . Purtroppo proprio a Roma tutta la professionalita’ che un progetto come quello della linea C meritava e’ venuto meno.
Avrebbero dovuto dare il meglio sia per orgoglio sia per interesse meramente economico, non dimenticchiamoci infatti che il progetto della linea C nella sua originale interezza, e’ in assoluto tra i piu’ importanti a livello europeo . Al contrario non hanno saputo o voluto muoversi conformemente alle aspettative.
A questo punto occorre aprire le porte alle ditte straniere, magari la prossima volta ci pensano bene prima di proporsi.
Per te vale la stessa risposta che ho dato ad Andrea
Secondo me c’è un metodo: come da accordi far costruire Venezia al consorzio, dopodiché, visto che il 2016 è l’anno limite per reperire i finanziamenti oltre Venezia con affidamento della costruzione al consorzio, rendere disponibili i fondi fino a Farnesina dal 01/01/2017 e fin da subito, sfruttando i cavilli giuridici, indire una nuova gara INTERNAZIONALE per la tratta Venezia – Farnesina. In tal modo sicuramente Ansaldo, Vianini &Co sarebbero messe fuori mercato da costruttori stranieri più professionali e capaci. Scommettiamo che con la stessa cifra Chiesa – Nuova ed Auditorium escono fuori?
A quel punto si tenessero pure i 32 milioni, vuol dire che li useranno per le Casse Integrazioni.
Dispiace solo per gli operai che purtroppo non centrano nulle ed anzi sono vittime di costoro.
Andrea, io non sono d’accordissimo con te, di più. Però diciamola tutta: senza una svolta decisiva sui criteri POLITICI di assegnazione, non c’è la minima speranza che alcuna ditta straniera si presenti nemmeno a un bando italiano. I Tedeschi, che conosco bene per averci lavorato per dieci anni, e il mio ex datore di lavoro milanese nei precedenti venti, son gente seria: se possono consegnarti l’opera per venti€ in cinque anni, chiedono venti € per cinque anni, non scendono a 5€ per poi metterci venti anni facendone spendere 40. Senza un cambio dei criteri di selezione, basata sul massimo ribasso, nessuna ditta seria si assegnerà i lavori, che sia italiana, straniera o proveniente da Marte
E aggiungo: senza la certezza dell’erogazione dei fondi da parte del committente, i Tedeschi te lo sogni che si affaccino a gare italiane indette dalle nostre p.a., che non sono certo famose per la puntualità dei pagamenti! Torti e ragioni sono da una parte e dall’altra, non dimentichiamolo
…e per finire: senza la volontà POLITICA di cambiare la legge, rendendo illegale qualunque variante in corso d’opera, a meno che non se ne assuma tutti gli oneri il contraente, resterà sempre aperta la porta a chiunque voglia approfittarne, rendendo infiniti costi e tempi di realizzazione, e chiudendo di fatto le porte a ditte serie ed oneste
Sacrosanto. Allo stato attuale nessuna ditta straniera si sognerebbemai di partecipare ad una eventuale gara.