Linea C, sopralluogo positivo: ad ottobre in carrozza

La tratta della linea C da Pantano a Lodi, nonostante le richieste del consorzio Metro C finalizzate ad avere 90 giorni in più per ultimare i lavori, aprirà ad ottobre di quest’anno, “secondo cronoprogramma”. E il problema del nodo sotterraneo tra la linea A e la linea C a San Giovanni potrebbe essere risolto “con una norma transitoria del Governo” che permetta il collegamento a fine 2015, come previsto, nonostante la fermata della linea arancione non sia ancora adeguata alle nuovissime norme antincendio. Sono queste le notizie principali rese note dall’assessore alla Mobilità, Guido Improta, e dal presidente della commissione speciale Linea C, Maurizio Policastro, al termine del sopralluogo ai cantieri dell’opera effettuato ieri.

Brutte notizie, questa volta, sembra non ce ne siano. E’ vero, i cantieri sulla linea, ripresi dopo il lungo stop estivo-autunnale, sono ricominciati molto in ritardo ed ancora oggi Metro C ed Atac minacciano nuovi stop per il mancato riconoscimento finanziario nella fase del preesercizio (si parla di una ventina di milioni). Quello che si temeva era un ulteriore slittamento di un paio di mesi dell’apertura al pubblico. Ieri, però, Improta ha sparso ottimismo sulla situazione. “L’obiettivo dell’accordo attuativo era quello di mettere costi e date certe- ha detto- Confermiamo assolutamente quello che era scritto nell’accordo, ovvero apertura al pubblico ad ottobre 2014 della tratta Pantano-Lodi. Oggi abbiamo verificato che a tre mesi dal pre-esercizio non abbiamo registrato disservizi sulle porte di banchina e sui sistemi d’allarme. Personalmente sono molto soddisfatto del sopralluogo: noi vogliamo aprire l’opera il prima possibile, anche prima di ottobre se possibile”.

Il sopralluogo si è svolto, in realtà, nella parte di linea attualmente in preesercizio. Ma Improta ha avuto modo di parlare anche del futuro della linea, confermando l’intenzione dell’amministrazione di arrivare almeno a piazza Venezia. “Bisogna discutere su quello che accadrà alla linea dopo Colosseo- sono state le sue parole- L’idea è quella di arrivare a piazza Venezia perché è il cuore del sistema romano che consente di accedere ad una parte significativa del suo territorio. Il problema è vedere come ci arriviamo, ovvero se siamo riusciti a ripristinare una corretta relazione con il fornitore. In questa fase l’amministrazione pubblica non ha supportato adeguatamente Metro C però anche Metro C ha avuto difficoltà nella sua fase realizzativa. Ad esempio non ha sempre avuto le risorse finanziarie con capitale proprio da mettere a disposizione”.

Come detto, poi, si va verso la risoluzione del problema del nodo di collegamento tra linea C e la linea A a San Giovanni, bloccato dalle nuove normative anti incendio. “La questione si risolverà con una norma transitoria del Governo- ha spiegato invece Policastro- Ci stanno già lavorando”. Intanto anche l’ultima inutile polemica sorta sulla sulla tratta San Giovanni-Colosseo, quella attorno al muro di cemento armato provvissorio in via dei Fori Imperiali, va rientrando. “Quel muro, come previsto, tra un anno non ci sarà più” ha assicurato sempre Improta a Legambiente, che ne chiedeva la rimozione in quanto “troppo impattante vista la vicinanza con il Colosseo”. Anche noi ne siamo felici: l’obiettivo è avere la stazione Colosseo/Fori Imperiali della linea C quanto prima, con una bella isola pedonale attorno all’anfiteatro Flavio, in modo da far convivere il diritto alla mobilità con la bellezza dell’archeologia, da vivere a piedi, in bici, e senza le maledette automobili.