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T2, ormai non si può più tornare indietro: 30 mln per riprogettare la Venezia-Clodio

Trenta milioni valgono più di mille promesse. Sulla base di questa certezza siamo convinti che la tratta T2 della linea C, quella che allungherà il tragitto da Venezia a Clodio, si farà. Di cosa stiamo parlando? Della buona notizia contenuta nel bilancio comunale in discussione in questi giorni all’Assemblea Capitolina. Già perché dopo il plebiscitario risultato del Pums a favore della prosecuzione della linea C in centro, e di questo non smetteremo mai di ringraziarvi, il Campidoglio ha stanziato ben 30 milioni di Euro per la project review della tratta Venezia-Clodio della linea C.




Project review Metro C. Ci sono i soldi ma è tutto fermo.

La delibera CIPE n. 36/2018, pubblicata lo scorso Ottobre, ha gettato le basi per la tanto attesa revisione progettuale della tratta di Linea C che attraversa il centro storico. Stanziati 1,6 milioni per le attività preliminari ma la project review è ancora in alto mare. Senza la convenzione con Roma Metropolitane i tecnici hanno le mani legate. Necessaria una decisione definitiva entro il 2018.




Assessore Meleo, se c’é, batta un colpo

Come sapete, l’attività di MetroxRoma si contraddistingue per un obbiettivo fondamentale: collaborare. Cerchiamo sempre di muoverci in maniera propositiva e mai con sterili critiche. Purtroppo però, dobbiamo ammettere che alle grandi soddisfazioni che abbiamo avuto nel primo anno di questa consiliatura, con un unanime giudizio politico del consiglio comunale in favore della Linea C, non è seguito nulla. Dopo l’importante nota del 12 luglio 2017, che ha definitivamente superato l’idea fermare la Metro C al Colosseo, l’iter si è completamente fermato, mettendo a rischio la prosecuzione della linea. Il tutto principalmente a causa dell’estrema lentezza di Assessore e Assessorato.




Il mail bombing è stato un successo!

Tantissime le vostre mail e altrettante le richieste di incontro giunte da Consiglieri comunali (e regionali), ma anche il riscontro degli enti decisori.




Abbiamo vinto. Svolta M5S. Metro C in centro grazie a MetroXRoma

Traguardo storico per il comitato MxR dopo anni di battaglie e sensibilizzazione. I voti del PUMS non lasciano scampo. Raggi annuncia di volere la Linea C in centro storico e oltre; spazzati via anni di ambiguità del M5S sul proseguio dell’opera dopo Colosseo. All’unanimità le forze politiche presenti in Assemblea Capitolina sono finalmente favorevoli al completamento della Metro C fino a Farnesina. Ma siamo solo a una dichiarazione di intenti… ora pretendiamo i fatti, a partire dalla project review!




Linea C. Le stazioni dell’ansa barocca secondo MetroxRoma

In questi ultimi mesi è andata avanti l’indagine sul “metodo MetroxRoma”, il modello costruttivo proposto da noi in questo articolo, che potrebbe semplificare la realizzazione Tratta T2 (Venezia-Clodio/Mazzini) della Linea C e abbatterne i costi, portandola fuori dal fango in cui è attualmente impantanata. Tre sono i principi fondamentali che riassumo la nostra proposta: reintroduzione delle gallerie di grande diametro utilizzo (quasi) esclusivo di ascensori per il collegamento atrio-banchina. approfondimento del tracciato In base a questi principi abbiamo deciso di sviluppare nel dettaglio uno schema progettuale per le stazioni del Centro Storico, avendo avuto anche la possibilità di discuterne con alcuni tecnici di Roma Metropolitane, Soprintendenza archeologica e Vigili del Fuoco.




Linea C il “modello MetroXRoma” per arrivare a Ottaviano. Come gli ascensori salveranno le stazioni del centro storico

Guardando alle nuove linee di metropolitana di Barcellona, la L9 e L10, abbiamo trovato ispirazione per il modello costruttivo della tratta T2 (Fori Imperiali – Ottaviano) che potrebbe sbrogliare la matassa di vincoli e prescrizioni che hanno affondato la sostenibilità e utilità della tratta. Le difficoltà di realizzazione di un tracciato che sottopassa Corso Vittorio Emanuele sono ben note e rappresentate da un unicum nel suo genere per motivi geologici, archeologici e di interferenza con le preesistenze storico-monumentali. Oggi siamo arrivati alla scelta del diavolo: o la linea si ferma a Fori Imperiali oppure prosegue come un immenso tunnel senza stazioni. L’utilizzo innovativo di batterie di ascensori a grande capacità e velocità per collegare atrio e banchine permetterebbe la riduzione considerevole delle volumetrie a beneficio dell’impatto superficiale dei cantieri e della netta riduzione delle opere di scavo in sotterraneo.