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Andremo a vedere le Olimpiadi in tram, metro C solo a Tor Vergata

Nel 2024, se Roma otterrà le Olimpiadi (decisione a settembre 2017) andremo a vedere l’ateltica, allo stadio Olimpico, con il tram della Musica. Se invece saremo incuriositi dal Basket che sarà ospitato nelle vele di Calatrava, quella Città dello sport che per allora sarà completata, useremo il nuovo tram di collegamento in sede esclusiva, detto anche metro leggera, tra la stazione Anagnina e la linea C. E per recarci al Villaggio olimpico forse ci sarà una diramazione della linea C, unico vero intervento di tipo “metro pesante” previsto nel dossier olimpico, dalla stazione di Torre Angela. Tanto per essere chiari: i Giochi non aiuteranno la linea C ad arrivare alla Farnesina, a meno che il prossimo sindaco di Roma non decida in tal senso. Il dossier olimpico è stato presentato due giorni fa ma solo ieri sono state rese note le mappe dedicate agli interventi di tipo trasportistico per la Capitale, il cossidetto “Planned transport infrastructure”. Si parla di nuove strade, 4 ponti sul Tevere ed ovviamente degli interventi su ferro. La linea C, come già detto, non arriverà a Farnesina, e dunque non servirà lo stadio Olimpico. Nella mappa si intravede il percorso della terza linea fino a Colosseo. Ovviamente la tratta centrale camminerà con le sue gambe, svincolata da ogni decisione di tipo olimpico, e forse è anche un bene perché si evita il rischio di vedere stoppare i finanziamenti in caso siano Parigi o Los Angeles a conquistare i Giochi. Inoltre sarebbe comunque difficile centrare la data del 2024, a meno che i lavori non partano entro pochi mesi. La sensazione, dunque, è che la tratta T2, se si riuscirà a finanziarla e farla partire, si fermerà ad Ottaviano. E dalla stazione di nodo con la linea A incrocerà il nuovo tram della Musica, che potremo anche ribattezzare Tram olimpico, che collegherà piazza Risorgimento ai Parioli (stazione della Roma nord) passando per viale Angelico, ponte della Musica (poco prima ci sarà la fermata per lo stadio Olimpico)  e viale Guido Reni. Capitolo sud. Un altro tram, o forse una metro leggera, collegherà il capolinea della linea A, Anagnina alla linea C, passando per l’area di Tor Vergata. Potremmo dire che si tratta di un progetto “vecchio come il cucco”: 6 km e mezzo di percorso ferrato a livello stradale e su ponti sospesi, da costruire tra il 2018 e il 2022, già nel cassetto di RomaMetropolitane da più di un lustro. Però meglio tardi che mai, se mai si farà. La metro C, infine, potrebbe arricchirsi di un’ulteriore pezzetto con la biforcazione, in stile linea b1, da Torre Angela a Tor Vergata, una o due stazioni per circa un chilometro e mezzo, non si capisce se in sotterranea o in superficie. Anche per questo intervento si ipotizza l’avvio del cantiere nel 2018. Si tratta dell’unico intervento reale sulla metro C finanziato con le risorse olimpiche. Il dossier, infine, contiene la previsione di potenziamento della Roma-Lido e la chiusura dell’anello ferroviario. Ma non si capisce se questo verrà finanziato con i fondi per i Giochi, o molto più probabilmente, con fondi Rfi-Regione (se ne sta parlando in questi giorni) L’unico dubbio che abbiamo è questo: se la tratta T2 della linea C si sbloccherà entro il 2018 Roma si potrà permettere di presentarsi al 2024 con i cantieri aperti ancora in centro? (perché se iniziamo nel 2018 per chiudere tutto nel 2024 bisogna correre e sfiorare il miracolo). Ci auguriamo che a qualche sventurarato non venga in mente, per questo motivo, di chiudere tutto a Venezia, stazione che potrebbe essere realizzata facilmente entro la data olimpica. Meglio avanzare comunque fino a Ottaviano, o Clodio, imponendo ai costruttori, quanto meno, la risistemazione stradale in corrispondenza delle nuove stazioni della T2 (a cantieri ancora da ultimare in sotterranea, ma a quel punto si dovrebbe essere vicini alla conclusione dei lavori) entro lo start del primo atleta di Roma 2024.




Esposito ai trasporti. Le 6 priorità del nuovo assessore secondo MetroXRoma.

Prima deputato poi senatore, Stefano Esposito, piemontese, classe 1969, è famoso soprattutto per le sue posizioni francamente favorevoli alla ferrovia Torino – Lione. Da qualche giorno è il nuovo assessore ai trasporti di Roma Capitale, dopo la breve esperienza del suo predecessore Improta. Apprezziamo il repentino interesse per la disastrosa situazione di Atac. Bisogna dire comunque che alla luce degli enormi e imbarazzanti disagi creati in questo ultimo mese non ci si poteva aspettare altrimenti. Il rilancio del trasporto pubblico però, per quanto debba necessariamente e giustamente passare per la riorganizzazione della municipalizzata dei trasporti, non può prescindere da seri e concreti propositi di sviluppo e potenziamento infrastrutturale. Da questo punto di vista, purtroppo, nessuno sarà mai in grado di fare la voce grossa; La materia è talmente complessa e da addetti ai lavori che mai abbastanza persone batteranno i pugni sul tavolo per pretendere interventi necessari e indispensabili. Oggi il Comitato pubblica una lettera aperta al neo-assessore, che gli sarà recapitata anche direttamente, per farci conoscere e per invitarlo a ragionare, e speriamo presto a prendere posizione, in merito ad alcune questioni fondamentali e prioritarie per il trasporto pubblico romano.




La mappa a medio periodo di tram e metro: torna la linea A fino a Torrevecchia. E spuntano tranvie a Corviale e Tor Vergata

Il prolungamento della linea A fino a Torrevecchia. La trasformazione della Roma-Giardinetti in un tram fino a Tor Vergata. Un tram al Corviale. Oltre alla linea C fino a Ottaviano e la linea B fino a Casal Monastero. Sul sito dell’agenzia della Mobilità da alcuni giorni sono apparse le mappe del Tpl su ferro del futuro, con una proiezione a breve, medio e lungo periodo. Si sa, questi piani non danno la garanzia che tutto quello che viene disegnato sulla mappa alla fine venga realizzato. Tuttavia indicano lo scenario possibile a cui la città va incontro. E a nostro giudizio questa volta è possibile che qualcosa si realizzi davvero.




Ora è ufficiale: con le Olimpiadi metro C fino a Farnesina (ma senza fermata Auditorium…)

Ora è ufficiale: se Roma riuscirà ad ottenere le Olimpiadi del 2024 la linea C proseguirà la sua corsa, in tempo utile, fino alla fermata Farnesina, a due passi dallo stadio Olimpico che sarà il cuore pulsante dei Giochi capitolini. Ma il prolungamento della terza metro romana fino all’area del ministero degli Esteri porta con se la dolorosa perdita della stazione davanti all’Auditorium, che per quella data, molto probabilmente, sarà servito dal nuovo tram della Musica.




Campidoglio chiama UE: 700 milioni per 7 tram. Ma si inizi dalla linea della Musica e via Tiburtina

Il Campidoglio ha fatto pervenire all’Unione Europea una richiesta di finanziamento pari a 700 milioni. Con essa il Comune mira a far finanziare tutte le sette nuove linee tramviarie annunciate mesi fa dal sindaco di Roma, Ignazio Marino.


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MXR intervista Policastro: “Subito una commissione per Chiesa Nuova”

La scorsa settimana abbiamo incontrato Maurizio Policastro, consigliere Pd di Roma Capitale, vice-presidente della commissione Mobilità e presidente della commissione speciale Metro C. Una persona giusta con cui parlare di trasporti. La dice lunga infatti la mappa di Roma con le quattro linee metropolitane e tutti i prolungamenti previsti che campeggia al lato della sua scrivania. Proprio prendendo spunto da quella mappa cominciamo a parlare di metropolitane e prima fra tutte la grande protagonista di questi ultimi mesi: la Linea C. Il presidente ha appena letto il nostro appello riguardo la questione di Chiesa Nuova e ci confida: “Condivido pienamente le vostre perplessità, anche perchè sono le stesse domande che ho fatto io a Roma Metropolitane quando ho saputo della nuova proposta. L’assessore Improta, che conosco bene, è una persona molto attenta a questi dettagli, dubito che se non ci siano dati specifici e definiti prenderà decisioni di alcun tipo su Chiesa Nuova. Ma l’attenzione su questo tema resta”. Segue il resto della nostra intervista. Policastro ci parlerà ancora di Chiesa Nuova, in vista di una specifica riunione della commissione speciale su questa stazione, ma anche alla linea D e del tram sulla Togliatti..




Ecco i sette nuovi tram, ma senza la linea C fino a Clodio non ci sarà rivoluzione

Le metropolitane sono l’hardware. I tram il software. Servono entrambi ma senza rafforzare le prime i tram rischiano di essere poco utili al sistema del Tpl. La nostra posizione è questa di fronte alla notizia bomba dell’avvio, nei prossimi anni, dei cantieri per realizzare sette nuove linee tranviarie a Roma. Una notizia ottima, certo, che però non deve far dimenticare che la vera battaglia per una mobilità del tutto sostenibile a Roma è quella per avere una rete cittadina di almeno 4 o 5 linee metro. Ma andiamo per ordine: per ora abbiamo sul piatto sette nuovi tram: una nuova linea sua viale Marconi, una sulla Tiburtina, una terza che partendo dall’ex Fiera si collegherà al nuovo percorso sulla stessa viale Marconi, il già noto Tram della Musica da piazza Risorgimento ai Parioli e tre mini tratte, che in realtà sono brevi collegamenti con linee attuali, su via dei Fori imperiali, al Pigneto e a piazza Lodi.