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Funivie, tram e people mover ma nessuna novità sulla linea C: ecco il Pums di Virginia Raggi

L’amministrazione comunale di Virginia Raggi ha presentato oggi una sintesi del Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile. Nel comunicato che gira nelle redazioni in queste ore vengono indicati quelli che sono chiamati i “punti fermi” del progetto: la funivia Battistini, il nuovo minimetrò a fune Jonio-Bufalotta, la funivia Magliana-Eur, e alcuni nuovi tram già in parte annunciati nel corso degli scorsi mesi: le linee Piazza Vittorio-Fori, Togliatti, tram della Musica e Subaugusta-Ponte Mammolo con due novità: una linea tra Marconi e Subaugusta e la Risorgimento-Venezia-Termini (parte del progetto della Tva). Cosa manca? Ovviamente le metropolitane, da sempre invise ai grillini della prima ora. Una dimenticanza voluta che secondo noi trasforma i “punti fermi” in “punti incerti” visto che l’unica certezza infrastrutturale attualmente in corso di realizzazione e parzialmente finanziata a Roma, ovvero la linea C, è stata nuovamente lasciata fuori. Al contrario nessuna tra le nuove linee tram e tra le funivie, ad oggi, è dotata di un finanziamento in grado di fare aprire a breve i cantieri.




Raggi resuscita la Tva. Ma così rischia di uccidere la linea C

L’amministrazione Raggi ha tirato fuori dal cilindro, in queste ore, un affascinante progetto di cui non si parlava più dai tempi della giunta Rutelli, la Tva, la linea tranviaria Termini-Vaticano-Aurelio. A rilanciarlo è stato il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stèfano. A noi di MetroxRoma quando si parla di nuove linee su ferro a Roma va sempre bene. Ed anche la Tva non ci dispiace per niente, a patto, però, che non si uccida ancora in culla la tratta T2 della linea C, il cui percorso si sovrappone perfettamente a quello della Tva. E purtroppo temiamo che questa sia proprio l’intenzione dei 5 stelle. Ma andiamo con ordine.




Verso il prossimo sindaco – Giachetti punta sui tram “Marconi” e “Della Musica”

Prosegue la missione di MXR per informarvi sulle proposte sui trasporti dei vari candidati alla carica di sindaco di Roma. In vista delle primarie del centrosinistra, previste per domenica, torniamo ad occuparci di Roberto Giachetti. Memori della sua dichiarazione recente contro le metro “non investirò sulle metro, chiudiamo quello che c’è da chiudere con il Governo e poi puntiamo sui tram” oggi vi riportiamo la posizione del democratico proprio sui tram. Eccola, presa dalle pagine de Il Messaggero. “Penso a tre nuove linee di tram. La linea tra viale Marconi e Ippolito Nievo, il tram della Musica tra Ottaviano e piazza Ungheria, e la linea Centocelle-Termini. Si può fare tutto entro il mandato, conn una spesa di 300 milioni”. Di progetti di nuovi tram per Roma ne esistono ormai tanti: le sette nuove linee proposte da agenzia della Mobilità (sulla Tiburtina, il “tram della Musica” Prati-Auditorium-Parioli, la linea sulla Marconi, quella che parte dall’ex Fiera di Roma, e i mini interventi su via dei Fori Imperiali, al Pigneto, e quella in zona piazza Lodi), ma anche i progetti storici come la TVA (Termini-Vaticano-Aurelio), la trasformazone della Roma-Giardinetti in tram moderno, il tram sulla Togliatti, e il tram/metro leggera tra Anagnina e Torre Angela. Come commentare le scelte di Giachetti? Il tram della Musica è una linea già contenuta nel dossier olimpico. Ci piace e riteniamo sia utile e di sicuro impatto d’immagine per trasformare il Flaminio nel quartiere delle arti, con il nuovo boulevard su via Guido Reni. Insomma una scelta ovvia e indispensabile, che avrà la benedizione del Governo. Il secondo tram è molto suggestivo: quello sulla Marconi. Si tratta di una linea fondamentale per sbloccare un’arteria paralizzata dal traffico ad ogni ora. Ma ci sono dei “però”. Il primo: si tratta di un’operazione molto complessa perché la corsia preferenziale sarebbe realizzata al centro della carreggiata, dove ora si trovano alberi e parcheggi. E poi c’è la vecchia questione della linea D, che sarebbe dovuta passare proprio sotto viale Marconi. Realizzare un tram lì vuol dire affossare la linea D, definitivamente, almeno nel suo ramo sud. Infine il terzo tram Centocelle-Termini (?). Una linea che unisce queste due zone esiste già, il tram 5. Possibile che Giachetti non la conosca? Speriamo si sia solo confuso, magari pensando alla trasformazione della Giardinetti-Termini, che passa effettivamente nella zona sud di Centocelle.


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Andremo a vedere le Olimpiadi in tram, metro C solo a Tor Vergata

Nel 2024, se Roma otterrà le Olimpiadi (decisione a settembre 2017) andremo a vedere l’ateltica, allo stadio Olimpico, con il tram della Musica. Se invece saremo incuriositi dal Basket che sarà ospitato nelle vele di Calatrava, quella Città dello sport che per allora sarà completata, useremo il nuovo tram di collegamento in sede esclusiva, detto anche metro leggera, tra la stazione Anagnina e la linea C. E per recarci al Villaggio olimpico forse ci sarà una diramazione della linea C, unico vero intervento di tipo “metro pesante” previsto nel dossier olimpico, dalla stazione di Torre Angela. Tanto per essere chiari: i Giochi non aiuteranno la linea C ad arrivare alla Farnesina, a meno che il prossimo sindaco di Roma non decida in tal senso. Il dossier olimpico è stato presentato due giorni fa ma solo ieri sono state rese note le mappe dedicate agli interventi di tipo trasportistico per la Capitale, il cossidetto “Planned transport infrastructure”. Si parla di nuove strade, 4 ponti sul Tevere ed ovviamente degli interventi su ferro. La linea C, come già detto, non arriverà a Farnesina, e dunque non servirà lo stadio Olimpico. Nella mappa si intravede il percorso della terza linea fino a Colosseo. Ovviamente la tratta centrale camminerà con le sue gambe, svincolata da ogni decisione di tipo olimpico, e forse è anche un bene perché si evita il rischio di vedere stoppare i finanziamenti in caso siano Parigi o Los Angeles a conquistare i Giochi. Inoltre sarebbe comunque difficile centrare la data del 2024, a meno che i lavori non partano entro pochi mesi. La sensazione, dunque, è che la tratta T2, se si riuscirà a finanziarla e farla partire, si fermerà ad Ottaviano. E dalla stazione di nodo con la linea A incrocerà il nuovo tram della Musica, che potremo anche ribattezzare Tram olimpico, che collegherà piazza Risorgimento ai Parioli (stazione della Roma nord) passando per viale Angelico, ponte della Musica (poco prima ci sarà la fermata per lo stadio Olimpico)  e viale Guido Reni. Capitolo sud. Un altro tram, o forse una metro leggera, collegherà il capolinea della linea A, Anagnina alla linea C, passando per l’area di Tor Vergata. Potremmo dire che si tratta di un progetto “vecchio come il cucco”: 6 km e mezzo di percorso ferrato a livello stradale e su ponti sospesi, da costruire tra il 2018 e il 2022, già nel cassetto di RomaMetropolitane da più di un lustro. Però meglio tardi che mai, se mai si farà. La metro C, infine, potrebbe arricchirsi di un’ulteriore pezzetto con la biforcazione, in stile linea b1, da Torre Angela a Tor Vergata, una o due stazioni per circa un chilometro e mezzo, non si capisce se in sotterranea o in superficie. Anche per questo intervento si ipotizza l’avvio del cantiere nel 2018. Si tratta dell’unico intervento reale sulla metro C finanziato con le risorse olimpiche. Il dossier, infine, contiene la previsione di potenziamento della Roma-Lido e la chiusura dell’anello ferroviario. Ma non si capisce se questo verrà finanziato con i fondi per i Giochi, o molto più probabilmente, con fondi Rfi-Regione (se ne sta parlando in questi giorni) L’unico dubbio che abbiamo è questo: se la tratta T2 della linea C si sbloccherà entro il 2018 Roma si potrà permettere di presentarsi al 2024 con i cantieri aperti ancora in centro? (perché se iniziamo nel 2018 per chiudere tutto nel 2024 bisogna correre e sfiorare il miracolo). Ci auguriamo che a qualche sventurarato non venga in mente, per questo motivo, di chiudere tutto a Venezia, stazione che potrebbe essere realizzata facilmente entro la data olimpica. Meglio avanzare comunque fino a Ottaviano, o Clodio, imponendo ai costruttori, quanto meno, la risistemazione stradale in corrispondenza delle nuove stazioni della T2 (a cantieri ancora da ultimare in sotterranea, ma a quel punto si dovrebbe essere vicini alla conclusione dei lavori) entro lo start del primo atleta di Roma 2024.




Esposito ai trasporti. Le 6 priorità del nuovo assessore secondo MetroXRoma.

Prima deputato poi senatore, Stefano Esposito, piemontese, classe 1969, è famoso soprattutto per le sue posizioni francamente favorevoli alla ferrovia Torino – Lione. Da qualche giorno è il nuovo assessore ai trasporti di Roma Capitale, dopo la breve esperienza del suo predecessore Improta. Apprezziamo il repentino interesse per la disastrosa situazione di Atac. Bisogna dire comunque che alla luce degli enormi e imbarazzanti disagi creati in questo ultimo mese non ci si poteva aspettare altrimenti. Il rilancio del trasporto pubblico però, per quanto debba necessariamente e giustamente passare per la riorganizzazione della municipalizzata dei trasporti, non può prescindere da seri e concreti propositi di sviluppo e potenziamento infrastrutturale. Da questo punto di vista, purtroppo, nessuno sarà mai in grado di fare la voce grossa; La materia è talmente complessa e da addetti ai lavori che mai abbastanza persone batteranno i pugni sul tavolo per pretendere interventi necessari e indispensabili. Oggi il Comitato pubblica una lettera aperta al neo-assessore, che gli sarà recapitata anche direttamente, per farci conoscere e per invitarlo a ragionare, e speriamo presto a prendere posizione, in merito ad alcune questioni fondamentali e prioritarie per il trasporto pubblico romano.




La mappa a medio periodo di tram e metro: torna la linea A fino a Torrevecchia. E spuntano tranvie a Corviale e Tor Vergata

Il prolungamento della linea A fino a Torrevecchia. La trasformazione della Roma-Giardinetti in un tram fino a Tor Vergata. Un tram al Corviale. Oltre alla linea C fino a Ottaviano e la linea B fino a Casal Monastero. Sul sito dell’agenzia della Mobilità da alcuni giorni sono apparse le mappe del Tpl su ferro del futuro, con una proiezione a breve, medio e lungo periodo. Si sa, questi piani non danno la garanzia che tutto quello che viene disegnato sulla mappa alla fine venga realizzato. Tuttavia indicano lo scenario possibile a cui la città va incontro. E a nostro giudizio questa volta è possibile che qualcosa si realizzi davvero.




Ora è ufficiale: con le Olimpiadi metro C fino a Farnesina (ma senza fermata Auditorium…)

Ora è ufficiale: se Roma riuscirà ad ottenere le Olimpiadi del 2024 la linea C proseguirà la sua corsa, in tempo utile, fino alla fermata Farnesina, a due passi dallo stadio Olimpico che sarà il cuore pulsante dei Giochi capitolini. Ma il prolungamento della terza metro romana fino all’area del ministero degli Esteri porta con se la dolorosa perdita della stazione davanti all’Auditorium, che per quella data, molto probabilmente, sarà servito dal nuovo tram della Musica.