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Ottime nuove dal DEF. Linea C verso la progettazione definitiva oltre Colosseo.

Dall’audizione di Pasquale Cialdini, direttore generale di Roma Metropolitane, alla Commissione Mobilità di Venerdì scorso (14 Aprile ndr.) sono emerse alcune novità interessanti sulla ristrutturazione della controllata comunale e sugli interventi legati al DEF (Decreto Economia e Finanza).




Linea C. Silenzio sui cantieri chiusi da un mese. E’ una vergogna!

A un mese dalla sospensione dei lavori della Linea C, i cancelli dei cantieri tra San Giovanni e Colosseo rimangono sbarrati di fronte al disinteresse politico. Si tratta dell’ennesimo, pietoso, epilogo di un copione ormai consolidato. Da un lato un committente disorganizzato e “pressapochista” che scatena sistematicamente problematiche di ogni sorta… dall’altro un appaltatore squalo che rendiconta freneticamente pretese economiche e risarcimenti sulla scorta di questi passi falsi e forte di un contratto ormai snaturato.




Metro C. Bene la Corte dei Conti ma non basta.

La Corte dei Conti arriva alle prime conclusioni concrete sulla Linea C dopo quasi 3 anni di indagini. Il primo filone di inchiesta sui presunti danni erariali comincia a svelare volti, cifre e responsabilità. Cerchiamo prima di tutto di fare il punto su cosa riguarda l’inchiesta, cercando di farci largo tra il marasma mediatico di inesattezze, sciatteria e superficialità che caratterizza questi temi. Ci accuserete di partire da troppo lontano ma è fondamentale: L’appalto per la realizzazione della Linea C è suddiviso in due grandi parti:




Temporale estivo sulla Linea C. San Giovanni slitta al 2018 e ritardo di un anno per Colosseo?

Inizia Settembre e riapriamo bottega. La volontà di aprire con una bella notizia era veramente forte ma rovistando tra i vari siti istituzionali quanto è saltato fuori ha sovrastato qualsiasi buon proposito. Mentre ce ne stavamo tutti spensierati sotto l’ ombrellone, Roma Metropolitane aggiornava le pagine del suo sito web relative alla Linea C. Nella sezione “tratta Lodi – Fori Imperiali” – reperibile a questo indirizzo – oggi ci sono delle affermazioni, che se confermate, pesano come pietre sull’orizzonte realizzativo della stazione San Giovanni e dell’intera tratta T3 (San Giovanni – Fori Imperiali).




RomaMetropolitane ci scrive su Chiesa Nuova. Ecco il testo e la nostra risposta: volete anche voi la stazione? Dimostratecelo

I nostri post in favore della realizzazione della stazione Chiesa Nuova, in attesa del flash mob di domenica mattina, hanno sortito un primo effetto. No, l’annuncio che la fermata si farà sicuramente ancora non c’è. In compenso oggi pomeriggio RomaMetropolitane ci ha inviato una “risposta” ad alcune nostre considerazioni. Ve la lasciamo leggere, seguita da un nostro sintetico commento.




Discontinuità ai vertici di Roma Metropolitane. Chiarezza su pagamenti e costi della Linea C

Una intensa riunione quella della commissione metro c di mercoledì scorso. Tanti gli argomenti trattati oltre all’apertura della prima tratta. Un monologo di un’ora e quaranta quello dell’assessore alla Mobilità Improta, che ha toccato temi che vanno dal futuro di Roma Metropolitane, ai rapporti con Metro C fino al dettaglio dei pagamenti e dei costi, mettendo ordine nel mare di informazioni apparse sulla stampa nei giorni precedenti. Su Roma Metropolitane la sua posizione è chiara: “La società dovrebbe essere un braccio dell’amministrazione ed invece riscontriamo autoreferenzialità che non si concilia allo stato di società in house. Io rimango convinto che ci sia bisogno di un momento di discontinuità, che è funzionale anche rispetto al piano di rientro di Roma Capitale.”




Così mai più

Sette anni di lavori, di disagi e  di polvere. 700 Milioni di euro spesi. Una stazione cancellata (Nomentana). Una aggiunta ed ancora in corso d’opera (Jonio). Opere accessorie non terminate: parcheggi ancora in costruzione e carenza di materiale rotabile. Poi ancora: problemi al software che gestisce l’immissione dei treni dalla  diramazione alla vecchia metro B. Ritardi, guasti alla linea aerea, treni imbrattati, sporchi e senza aria condizionata. Un deposito dei treni  in  balia di chiunque abbia voglia di entrarci. Pochi controlli agli accessi per la gioia dei portoghesi, vecchi e nuovi, in costante aumento anche a causa dell’incremento del prezzo del biglietto. Ci sembrava di aver visto tutto. Abbiamo sopportato. Abbiamo denunciato. Ci siamo illusi di un possibile, lento ma inevitabile, miglioramento: toccato il fondo si può solo che risalire.