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Perché Roma ha così poche metro? (Parte 1)

Foto di Carlo Andrea Tortorelli In questo ciclo di approfondimenti vogliamo raccontare la “falsa partenza” della metropolitana di Roma, ovverosia quei motivi, tutti politici, per cui la classe dirigente romana e nazionale ha creduto sempre poco nelle grandi infrastrutture di trasporto collettivo di Roma, ritardandone e rifiutandone a lungo lo sviluppo. 




I romani vogliono le metro (e hanno ragione)

Se in questi giorni vi è capitato di scorrere le pagine dei Social Network di assessori e consiglieri vi sarete certamente accorti di un fatto. I post, come mai prima d’ora, sono letteralmente sommersi da commenti di cittadini che chiedono a gran voce la costruzione di nuove metropolitane.




L’importanza di chiamarsi Metro E

Il futuro della Roma-Lido si deve chiamare Metro E. Oggi qualsiasi prospettiva di miglioramento del servizio è impantanata nel fango generato da un lato dal disorientamento totale della Regione e dall’altro da un Comune lento e farraginoso, anch’esso senza guida.




425 milioni per linee A e B. Ok della Giunta alla convenzione

Uno degli ultimi atti della Giunta Capitolina  di quest’anno riguarda i tanto attesi 425 milioni stanziati dal governo circa 2 anni fa. Ieri infatti è arrivato il via libera dal Campidoglio per la firma della convenzione che stabilisce la ripartizione annuale. I primi 40 milioni potrebbero essere trasferiti già a gennaio.




Se la ferrovia Roma-nord diventasse la Linea F

La L6 della metro di Barcellona è l’esempio virtuoso di quella che potrebbe essere la Flaminio-Montebello, conosciuta anche come ferrovia Roma-Nord, e che oggi non é. La lìnea 6, o “violeta”, è il frutto della metropolitanizzazione della ferrovia regionale Barcelona-Vallès. Sugli stessi 2 binari corrono infatti ben 5 servizi diversi (L6, S1, S2, S5, S55), che diventano 6 grazie all’immissione della linea gemella L7 nella tratta centrale. La L6, sino al 2001, quando la linea ancora si chiamava U6, presentava una frequentazione del tutto simile alla nostrana Flaminio-Montebello con non più di 60.000 passeggeri giornalieri ed una frequenza tra i 10 ed 15 minuti. Tuttavia nel 2001, anno in cui fu decretata l’integrazione tariffaria del TPL della Città dei Conti, e successivamente nel 2003, con l’aumento delle frequenze ad un range tra i 2 ed i 7,5 minuti ed il cambio di denominazione da U6 ad L6, l’utilizzo della linea è esploso trasformandola in una metro leggera da 80.000 passeggeri giornalieri; 10.000 in più del carico giornaliero della Roma-Civitacastellana-Viterbo (o Roma Nord) che è per utilizzo giornaliero, con i suoi 70.000 passeggeri, la terza linea pendolare di Roma e d’Italia dopo la Roma Lido e la Fiumicino-Fara Sabina.