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L’importanza di chiamarsi Metro E

Il futuro della Roma-Lido si deve chiamare Metro E. Oggi qualsiasi prospettiva di miglioramento del servizio è impantanata nel fango generato da un lato dal disorientamento totale della Regione e dall’altro da un Comune lento e farraginoso, anch’esso senza guida.




425 milioni per linee A e B. Ok della Giunta alla convenzione

Uno degli ultimi atti della Giunta Capitolina  di quest’anno riguarda i tanto attesi 425 milioni stanziati dal governo circa 2 anni fa. Ieri infatti è arrivato il via libera dal Campidoglio per la firma della convenzione che stabilisce la ripartizione annuale. I primi 40 milioni potrebbero essere trasferiti già a gennaio.




Se la ferrovia Roma-nord diventasse la Linea F

La L6 della metro di Barcellona è l’esempio virtuoso di quella che potrebbe essere la Flaminio-Montebello, conosciuta anche come ferrovia Roma-Nord, e che oggi non é. La lìnea 6, o “violeta”, è il frutto della metropolitanizzazione della ferrovia regionale Barcelona-Vallès. Sugli stessi 2 binari corrono infatti ben 5 servizi diversi (L6, S1, S2, S5, S55), che diventano 6 grazie all’immissione della linea gemella L7 nella tratta centrale. La L6, sino al 2001, quando la linea ancora si chiamava U6, presentava una frequentazione del tutto simile alla nostrana Flaminio-Montebello con non più di 60.000 passeggeri giornalieri ed una frequenza tra i 10 ed 15 minuti. Tuttavia nel 2001, anno in cui fu decretata l’integrazione tariffaria del TPL della Città dei Conti, e successivamente nel 2003, con l’aumento delle frequenze ad un range tra i 2 ed i 7,5 minuti ed il cambio di denominazione da U6 ad L6, l’utilizzo della linea è esploso trasformandola in una metro leggera da 80.000 passeggeri giornalieri; 10.000 in più del carico giornaliero della Roma-Civitacastellana-Viterbo (o Roma Nord) che è per utilizzo giornaliero, con i suoi 70.000 passeggeri, la terza linea pendolare di Roma e d’Italia dopo la Roma Lido e la Fiumicino-Fara Sabina.