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Mobilitiamo Roma. ma come?

Ultimamente sta facendo molto discutere la proposta dei Radicali di indire un referendum che proponga la messa a bando del servizio di trasporto collettivo romano. Il principio basilare di questa iniziativa è sintetizzato nello slogan “il bene comune non è l’ATAC, ma il servizio offerto ai cittadini”: Secondo i Radicali, l’inefficienza del trasporto pubblico è da imputarsi principalmente alla cattiva gestione amministrativa di ATAC che dall’alto della sua posizione monopolistica non sente la necessità di farsi efficiente. Per questo, questi ultimi, propongono di mettere a bando il servizio costringendo l’ATAC a dover rispondere ad una concorrenza privata attraverso una liberalizzazione. Ma è veramente questa posizione monopolistica la causa dell’inefficienza di ATAC? Siamo realmente sicuri che un altro gestore farebbe tanto meglio di ATAC?




Linea A. Disastro manutenzione, i treni rimangono in deposito

Sul sito Atac campeggia ormai da una settimana l’avvertimento di servizio rallentato per numero inadeguato di treni in servizio sulla Linea A della metropolitana. Chi la utilizza in questi giorni passa momenti di vera passione: frequenze in ora di punta non inferiori ai 5-6 minuti; corse saltate; treni sovraffollati ai limiti del tollerabile; decine di persone accumulate in banchina praticamente in tutte le fermate poco dopo i capolinea; Termini prossima al collasso.




Metrebus: disintegrazione o regolamento di conti?

Forse non siamo mai stati così vicini al fondo del barile. In questi giorni si sta discutendo di qualcosa che ha i connotati dell’assurdo in tutta la sua stravolgente realtà: la demolizione controllata del sistema Metrebus. Quella cosa talmente banale da essere oramai scontata da quasi 20 anni e che permette ai cittadini di Roma e del Lazio di avere un sistema tariffario integrato tra Trenitalia, Cotral e Atac. Appena la scorsa domenica Trenitalia annuncia di punto in bianco la decisione unilaterale di uscire dall’accordo dal 1 gennaio 2016. Poche ore dopo Cotral rilascia la stessa dichiarazione. 120 milioni per Cotral e 50 milioni per Trenitalia: questi sono i crediti vantati nei confronti di Atac, la quale ha sempre avuto la gestione esclusiva del sistema, dall’emissione dei biglietti, al controllo fino alla riscossione e distribuzione dei proventi tariffari. E proprio questi ultimi due motivi sembrano essere l’origine della discordia: debiti e gestione… o meglio: Atac. Se vi fosse la seria intenzione di disintegrare il sistema si tratterebbe indubbiamente di un colpo enorme per tutti i pendolari del Lazio, in particolare per quelli della provincia di Roma (che dovrebbero pagare due, se non addirittura tre, biglietti/abbonamenti diversi per muoversi da casa al lavoro e viceversa). Secondo alcuni il conseguente aggravio dei costi che ne deriverebbe potrebbe raggiungere il 65% per chi utilizzerà due o più vettori di trasporto diversi. Prima di perdersi nel solito canto del degrado e dell’inefficienza sarebbe però bene chiedersi quanto sia realmente plausibile lo scenario che si sta delineando; Si tratta di una seria e circostanziata volontà di ritornare alla preistoria del trasporto oppure è solamente una minaccia intentata, neanche tanto velatamente, a spartirsi in modo più vantaggioso un giro di soldi discretamente rilevante che si aggira sui 300 milioni l’anno e potrebbe raggiungere i 500 con il giubileo? Anche perché è curioso che la prima a tirarsi fuori sia stata un’azienda i cui crediti impallidiscono al confronto con quelli Cotral, in particolare di fronte a ricavi complessivi sul piano nazionale da cinque miliardi e mezzo l’anno. Trenitalia, forse, è anche quella che ha relativamente giovato di più del sistema Metrebus. A proposito di Giubileo. Sarà sicuramente una coincidenza che Trenitalia e Cotral si siano sentite offese proprio a una manciata di giorni dal grande evento. Ed è evidentemente un’altra coincidenza che questi risentimenti saltino fuori nel momento in cui forse Atac è più vicina al tracollo e sensibile a ipotetiche spartizioni. Il tutto condito con un po’ di terrorismo mediatico veicolato dalla ricaduta che il tutto avrebbe sulle tasche dei cittadini. Ci sono tutte le congiunture affinché chi punta i piedi rischi di ottenere qualcosa. E pure subito. Non sono infatti tardate (o forse si) le rassicurazioni del tipo “stiamo lavorando per voi” da tutti i fronti. In primis la Regione: «vogliamo andare verso una maggiore integrazione del sistema – ha dichiarato Zingaretti – e ovviamente quello della bigliettazione è uno dei primi. Sono quindi certo che troveremo insieme una soluzione, la Regione Lazio è determinatissima a farlo». Proprio in quest’ultimo periodo è sul trampolino di lancio l’Agenzia Unica Regionale, tanto voluta dallo stesso Zingaretti, che potrebbe chiaramente diventare il nuovo gestore del sistema Metrebus. Chissà che non si riferisse a quello l’Ad di Cotral Arrigo Giana quando ha detto: «siamo pronti a discutere una nuova organizzazione del sistema solo se la gestione verrà affidata ad un soggetto terzo, rispetto al quale le aziende aderenti avranno la medesima possibilità di controllo». Quelle di Trenitalia e Cotral sembrano quindi delle forzature con il chiaro fine di accelerare un cambio di guardia che, forse, sarebbe comunque avvenuto. Ma ciò non deve assolutamente ricadere sull’utente: da un lato la ridicola minaccia di mandare tutto all’aria, dall’altro le ripercussioni economiche su Atac. L’azienda capitolina infatti prende attualmente una parcella del 4% sui ricavi del sistema Metrebus, che non prenderà più una volta trasferita la gestione. Le conseguenze che i mancati introiti potrebbero avere sull’efficienza e le funzionalità del trasporto capitolino qualcuno dovrebbe spiegarcele!




Come (non) ti informo l’utente…

Da qualche tempo Atac ha montato un paio di display informativi alla stazione Flaminio. Quella di installare nei mezzanini delle metro dei monitor che mostrassero i tempi di attesa delle varie linee sotterranee e di superficie era stata una delle varie richieste che avevamo fatto ad Atac a inizio 2013 quando, l’allora management, ci ricevette per un incontro. Potremmo quasi definire una risposta “celere” (almeno per i tempi di Atac) la sperimentazione di questi monitor informativi dopo appena 2 anni.




Allarme antincendio a Termini: il sistema si attiva a sproposito da 3 giorni

Sono ormai almeno 3 giorni che gli utenti ci segnalano il sistema di allarme antincendio attivo nella stazione metro di Roma Termini. Forse c’è qualche bontempone che si diverte a farlo scattare? O è un problema al sistema di allarme? In entrambi i casi la situazione è molto grave.




Nodo Flaminio, 900 giorni per la nuova stazione

Sembra finalmente vedere la luce l’intervento di potenziamento del capolinea della Roma Nord. Una stazione attesa da anni che cambierà il volto di Piazzale Flaminio; Un intervento fondamentale per la Roma-Nord, che semplificherà ai passeggeri il trasbordo dalla metro A alla ferrovia regionale e contribuirà ad elevare il livello di sicurezza ed efficenza della linea. Se le parole vi suonano alquanto familiari è perchè le avete già sentite esattamente 7 anni fa quando nell’aprile del 2007 furono, con tanto di cerimonia ufficiale, inaugurati i primi cantieri per le indagini propedeutiche alla progettazione esecutiva.




Pre-esercizio linea C: prime valutazioni

Una Commissione Speciale MetroC, quella di venerdì scorso, tutta incentrata sull’ attività di pre-esercizio e gestione della prima tratta consegnata: da Pantano a Parco di Centocelle. Come tutti ricorderete il 15 dicembre scorso Atac ha preso in consegna la suddetta tratta e di conseguenza si è fatta carico, non solo di effettuare il pre-esercizio finalizzato all’ottenimento del nulla osta per l’apertura al pubblico, ma anche di tutti gli oneri che derivano dalla gestione dell’infrastruttura. Proprio quest’ultimo è il tasto dolente. Non a caso la commissione è stata convocata proprio in merito a un articolo apparso su Repubblica lo scorso 15 gennaio.