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Linea C: Roma sulle orme di Napoli. Arriva la prima stazione dell’arte.

“Non sarà un luogo asettico, ma culturalmente stimolante per gli utenti” Questo il principio ispiratore del progetto preliminare qualitativo della stazione San Giovanni della Linea C, curato dai professori Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci dell’università ‘La Sapienza’, e presentato venerdì scorso a un tavolo congiunto tra Roma Metropolitane, Metro C, Dipartimento Mobilità e la Soprintendenza speciale capitolina.




[Puntata 1/3] Ma davvero sembriamo così stronzi?!?! Perché Chiesa Nuova è tecnicamente fattibile

Questa volta siamo veramente inca**ati. Ci conoscete per il linguaggio sobrio che accompagna i nostri post dove argomentiamo sempre nel merito le questioni che solleviamo. Lo faremo anche questa volta, con un ciclo di 3 post, che però avranno tutti un titolo provocatorio, indirizzato alle persone che vedete nella foto di copertina: da sinistra verso destra, Guido Improta, assessore capitolino alla mobilità; Ignazio Marino, sindaco di Roma, e Paolo Omodeo Salè, presidente di Roma Metropolitane. A loro diciamo che siamo stufi di una storiella, i vantaggi che deriverebbero dallo stralcio della stazione Chiesa Nuova dal tracciato della linea C, che reputiamo una autentica presa per i fondelli, una pesante ipoteca sulla funzionalità, economicità e razionalità dell’infrastruttura. Nonché uno scippo ai cittadini (e non) della Roma di domani che vivranno il centro storico penosamente come purtroppo siamo oggi abituati. Senza Chiesa Nuova dovremo dire addio a un centro storico raggiungibile anche dalle periferie, veramente libero dalla morsa del traffico e dallo smog. Una linea metropolitana ha un impatto sociale enorme. Le sue caratteristiche vengono definite a valle di approfonditi studi che mettono in luce chiaramente quanto siano superiori i benefici rispetto ai costi. Stabilito questo, la società tutta e in particolare chi presiede ai meccanismi decisionali si deve caricare il peso della complessità e onerosità delle problematiche inerenti la sua realizzazione senza se e senza ma. Oggi, invece, sulla base di considerazioni del tutto superficiali, sotto il solo faro politico del risparmio economico-temporale, si stravolge completamente la tratta centrale con l’eliminazione vergognosa di una stazione, o meglio di una ulteriore stazione; L’unica rimasta a garantire una copertura adeguata dell’intera Ansa Barocca. Si fa una scandalosa scelta politica e la si traveste maldestramente da necessità tecnico-costruttiva. Nello specifico il travestimento ha le sembianze di una cospicua nota tecnica di Roma Metropolitane (qui allegata)  che fa acqua sotto tutti i profili: costruttivo, trasportistico, economico. A partire da oggi con tre post dedicati, e dal titolo un po’ provocatorio, li criticheremo tutti!