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Foto notizia. A Flaminio riprendono i lavori

La foto scattata qualche giorno fa mostra i cantieri del nuovo capolinea della Roma-Nord a piazzale Flaminio. Vi ricorderete che a partire dallo scorso agosto i lavori avevano subito un pesante rallentamento per alcuni ritrovamenti archeologici all’interno del pozzo di stazione. Da poco quelle strutture sono state smontate, “impacchettate” e spostate a margine del cantiere e i lavori sono ripresi a regime.




Archeologia a Ipponio. Se si aprissero le porte ai cittadini

I cancelli del cantiere della stazione Amba Aradam/Ipponio della Linea C si sono aperti alla stampa per svelare il ritrovamento della caserma romana alla presenza di Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale per l’Area Archeologica Centrale; Rossella Rea, responsabile per la stessa soprintendenza degli scavi della tratta T3; Andrea Sciotti, responsabile del procedimento della Linea C per Roma Metropolitane. MetroXRoma ha avuto il privilegio di partecipare a questa spettacolare visita. 39 stanze quadrangolari disposte su due file che si affacciano su uno stretto e lungo corridoio su un estensione di circa 1.800 mq.  In alcuni ambienti, mosaici e affreschi si mostrano perfettamente conservati in tutta la loro eccezionalità.




Flaminio Roma-Nord. A che punto sono…. i ritardi

“speriamo che vengano rispettate le date per vederla realizzata entro settembre 2016”. Era Marzo 2014; Parlavamo della nuova stazione Flaminio, capolinea della Roma-Nord, e così si concludeva il nostro articolo sull’apertura dei cantieri; Ovviamente era una frase di convenienza presto smascherata: oggi infatti vi racconteremo a che punto sono… i ritardi.




Stazione Ipponio: si comincia a scavare

Entrano nel vivo anche i cantieri della stazione Amba Aradam/Ipponio, prima delle due fermate della tratta della Linea C che va da San Giovanni ai Fori Imperiali . Dopo la realizzazione dei diaframmi perimetrali ( muri esterni in cemento armato dello scatolare) e il completamento del solaio di copertura, è iniziato da qualche settimana lo scavo vero e proprio all’interno della stazione.




Linea C: Roma sulle orme di Napoli. Arriva la prima stazione dell’arte.

“Non sarà un luogo asettico, ma culturalmente stimolante per gli utenti” Questo il principio ispiratore del progetto preliminare qualitativo della stazione San Giovanni della Linea C, curato dai professori Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci dell’università ‘La Sapienza’, e presentato venerdì scorso a un tavolo congiunto tra Roma Metropolitane, Metro C, Dipartimento Mobilità e la Soprintendenza speciale capitolina.




[Puntata 1/3] Ma davvero sembriamo così stronzi?!?! Perché Chiesa Nuova è tecnicamente fattibile

Questa volta siamo veramente inca**ati. Ci conoscete per il linguaggio sobrio che accompagna i nostri post dove argomentiamo sempre nel merito le questioni che solleviamo. Lo faremo anche questa volta, con un ciclo di 3 post, che però avranno tutti un titolo provocatorio, indirizzato alle persone che vedete nella foto di copertina: da sinistra verso destra, Guido Improta, assessore capitolino alla mobilità; Ignazio Marino, sindaco di Roma, e Paolo Omodeo Salè, presidente di Roma Metropolitane. A loro diciamo che siamo stufi di una storiella, i vantaggi che deriverebbero dallo stralcio della stazione Chiesa Nuova dal tracciato della linea C, che reputiamo una autentica presa per i fondelli, una pesante ipoteca sulla funzionalità, economicità e razionalità dell’infrastruttura. Nonché uno scippo ai cittadini (e non) della Roma di domani che vivranno il centro storico penosamente come purtroppo siamo oggi abituati. Senza Chiesa Nuova dovremo dire addio a un centro storico raggiungibile anche dalle periferie, veramente libero dalla morsa del traffico e dallo smog. Una linea metropolitana ha un impatto sociale enorme. Le sue caratteristiche vengono definite a valle di approfonditi studi che mettono in luce chiaramente quanto siano superiori i benefici rispetto ai costi. Stabilito questo, la società tutta e in particolare chi presiede ai meccanismi decisionali si deve caricare il peso della complessità e onerosità delle problematiche inerenti la sua realizzazione senza se e senza ma. Oggi, invece, sulla base di considerazioni del tutto superficiali, sotto il solo faro politico del risparmio economico-temporale, si stravolge completamente la tratta centrale con l’eliminazione vergognosa di una stazione, o meglio di una ulteriore stazione; L’unica rimasta a garantire una copertura adeguata dell’intera Ansa Barocca. Si fa una scandalosa scelta politica e la si traveste maldestramente da necessità tecnico-costruttiva. Nello specifico il travestimento ha le sembianze di una cospicua nota tecnica di Roma Metropolitane (qui allegata)  che fa acqua sotto tutti i profili: costruttivo, trasportistico, economico. A partire da oggi con tre post dedicati, e dal titolo un po’ provocatorio, li criticheremo tutti!