Metro D, Raggi non la esclude. MXR riapre il fronte

Dopo la vittoria politica sulla tratta centrale della linea C (ma per esultare aspettiamo di vedere soldi e cantieri) si riapre il fronte per la realizzazione della quarta linea della Capitale, la linea D. Siamo solo all’inizio di una nuova e lunghissima battaglia ma iniziamo a scorgere segnali di scongelamento su quest’opera. Il sindaco Virginia Raggi, infatti, non più tardi di qualche giorno fa ha annunciato di pensare alla realizzazione della linea gialla. Un’apertura arrivata, come accennato, una settimana dopo l’annuncio della volontà di realizzare la tratta T2 della linea C Venezia-Navona-San Pietro-Ottaviano-Clodio.

La tratta fondamentale della linea D della Capitale, un’opera prevista dal piano regolatore generale e tra le proposte più votate nel recente PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile), quando e se sarà realizzata, collegherà Nuovo Salario al quartiere Marconi, passando per piazza Vescovio, piazza Verbano, piazza Fiume, Spagna (nodo di scambio con la linea A), piazza San Silvestro, Venezia (Nodo di scambio con la linea C), Trastevere e Fermi (nel quartiere Marconi, da distinguersi con la stazione EUR Fermi che si trova per l’appunto all’EUR). Sono poi previsti due prolungamenti, il primo a Nord lungo viale Ojetti, raccordandosi anche alla Metro B1 Jonio, il secondo a Sud verso l’università di Roma Tre ed il quartiere Magliana, per poi raggiungere la stazione EUR Magliana, di scambio con la B, e quindi Piazzale dell’Agricoltura. Tra le ipotesi progettuali iniziali vi era anche un tragitto lungo la via portuense e nel definitivo, infine, una diramazione per la stazione Ostiense.

Leggete cosa ha detto Raggi la settimana scorsa. “Si dice che il M5s è contro le grandi opere. Noi siamo per le opere utili, che siano grandi o piccole non importa. Se la Metro D è utile forse l’amministrazione deve rifletrere se farla o meno. Quindi si farà. Le pre-esistenze archeologiche a Roma sono un dato di fatto: se vogliano considerarle come qualcosa che blocca tutto e che quindi non ci consente di fare le metro facciamo di certo una scelta. Diversamente possiamo dire che non è così ed aprire un tavolo con le varie Soprintendenze per capire come procedere. Per noi le pre-esistenze non sono un dato bloccante. Tanto è vero che per la tratta T2 della metro C avvieremo nuovi sondaggi. Quindi benissimo la metro D ma sempre sedendosi ad un tavolo“.

A noi sembra un’apertura su cui lavorare, anche pensando ad alcune indiscrezioni dei mesi scorsi sull’interessamento di privati stranieri. È indubbio anche che, come per la C, la project review della D sia un passaggio dirimente che andrà effettuato, anche e sopratutto alla luce di quanto appreso negli anni nella costruzione della terza linea.
Tra l’altro, alla recente consultazione on line legata al PUMS la realizzazione della metro D nella tratta Fermi-Salaria ha totalizzato 317 punti, piazzandosi tra le prime dieci. È dunque arrivato il momento di scongelare il progetto. L’opera era rimasta bloccata per anni a causa della decisione di finanziarla al 50% con risorse comunali (che oggi sono assenti) e al 50% attraverso un project financing con i privati che prevedeva, tra le altre cose, valorizzazioni immobiliari in grande quantità (e per questo ad oggi inattuabile). Nel 2015 questa procedura venne cancellata unilateralmente per volontà dell’allora assessore alla Mobilità, Guido Improta (giunta Marino) con la revoca dell’incarico di Promotore a Condotte spa. Quella mossa è la base per ripartire con una nuova gara europea, togliendo la tratta fondamentale dal pantano.

Da parte nostra abbiamo già idee per mettere in campo iniziative con cui rilanciare il tema, anche a livello mediatico. Noi siamo pronti. E voi?