Tra 48 ore si vota per il nuovo sindaco di Roma: il pagellone di MXR

Ci siamo, le urne per votare il prossimo sindaco di Roma saranno aperte tra 48 ore. Molti di voi avranno già le idee chiare ma siete ancora in molti a scriverci chiedendoci consigli e spiegazioni sulle posizioni ufficiali degli sfidanti in tema di metropolitane. Ecco allora il nostro pagellone, per orientare le vostre scelte qualora, come noi, riteniate che il tema metropolitane sia determinante per decidere dove mettere la vostra crocetta: Fassina, Giachetti, Marchini, Meloni o Raggi?

STEFANO FASSINA

Il candidato della sinistra ha evocato moduli calcistici Zemaniani per sintetizzare la sua proposta sul tema dei trasporti: il 4-3-3. Ovvero “il potenziamento di 4 passanti, tre nuovi tram e il completamento delle linee A, B e C”. Idee molto confuse sui tre nuovi tram, che poi se si legge il programma sembrano cinque: “Occorre realizzare la linea tranviaria Saxa Rubra – Laurentina e quella Termini-San Pietro, oltre ai 3 grandi passanti tramviari: dall’Aurelia alla Prenestina, dalla via Nomentana all’attuale linea 8 (a cui all’altezza dell’Ospedale Forlanini dovrebbe essere aggiunta una diramazione fino a Corviale), dalla Colombo fino a Vigna Clara”. Sulla linea C Fassina ha più o meno sempre parlato di completamento, senza specificare fino a dove. Poi scopriamo sul suo programma che non lo sa nemmeno lui e rimanda (ancora!!!) ad un dibattito pubblico… “Prolungamento fino a Piazzale Clodio? la conclusione al Colosseo? il prolungamento verso Magliana?. È necessario un serio dibattito pubblico che coinvolga i cittadini”. Qui il suo programma.

giudizio: CONFUSO E INFELICE

ROBERTO GIACHETTI

Il candidato del Pd e del Centrosinistra lo abbiamo cercato di lavorare ai fianchi per tutta la campagna elettorale. Molti di voi avranno notato che da un generico obiettivo di “concludere la linea C previo tavolo con il Governo” siamo passati “alla necessità di concludere la linea C fino a Prati, possibilmente con la stazione di Chiesa nuova perché non ha senso un tubo senza fermate in centro storico“. E’ esattamente la nostra posizione sul tema e di questo suo cambio di idee ne siamo felici, anche se poi vai a sfogliare il suo programma e ti accorgi che la dicitura sfuma in un generico “Avvieremo un tavolo con governo e amministrazioni coinvolte per completare la Linea C, verificandone la fattibilità, economica e tecnica”. Che poi alla fine vuol dire chiedere soldi al Governo. Positivo che parli anche dei prolungamenti della Linea B e B1 verso Casal Monastero e Porta di Roma. Giachetti, poi, sempre più spesso parla di “estrarre la Linea C dalla Legge Obiettivo”. Un passaggio forse necessario per proseguire con più serenità. Sui Tram Giachetti propone 4 nuove linee, ma poi si capisce che si tratta di una sola nuova linea e qualche intervento su quelle già esistenti: “diramazione dell’8 su viale Marconi; il prolungamento dell’8 a Termini; l’ammodernamento della linea giardinetti-Termini, il ‘Tram della musica’. Ecco qui il suo programma

giudizio: CONCRETO MA TIMOROSO

ALFIO MARCHINI

“Se ci sono contratti in essere vanno rispettati”. Queste le uniche parole pronunciate da Alfio Marchini sul tema linea C. Che vuol dire? Non è dato saperlo. Anche perché poi sul suo programma elettorale (clicca qui), a pagina 51, scopriamo l’amara sorpresa! Il Ridge ne’Noantri propone il DEFINANZIAMENTO della linea C oltre il Colosseo! Nemmeno il M5s è arrivato a tanto! Tra l’altro propone di usare le risorse risparmiate per fare tram senza sapere che non si può fare! E’ tecnicamente impossibile spostare risorse stanziate dal Cipe da un’opera ad un’altra. Veramente una proposta da principianti. Rimaniamo davvero basiti di una visione così miope e timorosa del futuro della città. Marchini è più esplicito in tema di tram: propone 6 linee, alcune delle quali di realizzazione più difficile di una metropolitane: l’8 fino al Colosseo, la linea Colombo-Marconi-Trastevere, il tram della Musica, la Tva (Termini-Vaticano-Aurelio), la Termini-Trastevere e una circolare sul lungotevere (davvero difficile da realizzare senza paralizzare il traffico). Ma i tram senza la colonna vertebrale di una rete di metropolitane sono utili ma non risolutivi.

giudizio: DAVVERO “NON AMA ROMA”

GIORGIA MELONI

Meloni è la candidata che a parole ha spinto i confini della futura linea C più avanti, parlando di “necessità di portarla fino a Grottarossa”, salvo poi, forse per la fretta, affermare al dibattito su Sky la solita solfa “almeno a Venezia”. Sul suo programma in pillole dice solo “Completiamo la metro C, tutta”. Non una riga per spiegare se vuole realizzare nuovi tram. Il suo programma intero non si trova. Insomma sembra quasi che non abbia voluto perderci molto tempo al programma… Almeno registriamo questa interessaante presa di posizione: “Una volta deciso e concordato un tracciato, solo ritrovamenti archeologici assolutamente eccezionali possono rimetterne in discussione la realizzazione. Altrimenti, meglio pagare il prezzo di qualche sacrificio nel patrimonio inesplorato del sottosuolo, ben ripagato dall’enorme beneficio ambientale e di tutela che deriva dalla sostituzione di milioni di spostamenti in automobile e dal minor inquinamento prodotto“. Ribadiamo che la sua parola di arrivare a Grottarossa ci piace, ma buttata lì in questo modo, senza mai una specifica, sembra quasi un compitino privo di contenuti per fare felici noi e gli abitanti dei quartieri di Roma nord e Cassia.

giudizio: FURBA E AUDACE MA FORSE NON CI CREDE NEMMENO LEI

VIRGINIA RAGGI

Vi diamo una notizia: come comitato MetroXRoma abbiamo avuto un incontro ufficiale con Raggi qualche giorno fa per capire se, al di là delle prese di posizioni ufficiali, ipotizzasse un’apertura sulla linea C dopo il Colosseo. La candidata grillina è rimasta coerente con le sue discusse dichiarazioni pubbliche. “La metro C- ci ha detto- facciamola arrivare fino al Colosseo e poi vediamo”. Chiarendo che non si tratta di un punto, ma di un “punto e virgola”. Traduciamo: per la tratta dopo Colosseo, per la Raggi, servirà una riflessione ampia e allargata alla cittadinanza. “Ma comunque- ha aggiunto- va cambiata la formula”. E anche in questo caso traduciamo per voi: il M5s, in caso di vittoria, potrebbe anche sfilare l’appalto all’attuale consorzio Metro C spa guidato da Caltagirone. Se quest’ultima proposta la possiamo accettare, e anzi siamo stati noi stessi a proporla alcuni mesì fa, la prudenza con cui Raggi affronta il tema della tratta Venezia-Clodio, rasenta il terrore di smentire le direttive ufficiali di Beppe Grillo e del Movimento visto che sul sito il comico genovese si è scagliato più volte contro l’opera. Raggi in un passaggio ci ha detto che bisogna fare qualcosa per non far scoppiare la linea A, “che già oggi- ha chiarito- i tecnici ci dicono vicina al collasso durante le ore di punta”. Ma la soluzione più ovvia e alla portata, ovvero prolungare la linea C almeno fino ad Ottaviano, non ha avuto il coraggio di appoggiarla. Certo almeno ci sentiamo sollevati che abbia cambiato idea e dal fermarsi a S. Giovanni – con tanto di mozione presentata in Consiglio comunale – ci abbia “concesso” di arrivare al Colosseo. Magari i grillini cambieranno idea anche sulla tratta T2… Raggi in definitiva ci è sembrata seria e una brava persona, ma sulla linea C la sua posizione resta lontana dalla nostra. O quanto meno resta elettoralmente dissimulata per motivi stretegici. Sul suo programma si parla di ciclabili e preferenziali. Non ci sono nuove linee tram e lei ha, solo una volta, citato la tranvia sulla Togliatti. Qui il suo programma.

giudizio: STRATEGICAMENTE ATTENDISTA