Sotto Ipponio spunta una caserma romana: nascerà una stazione museo

Un nuovo straordinario ritrovamento archeologico sotto la stazione Ipponio-Amba Aradam rallenterà ulteriormente la costruzione della linea C, questa volta nel tratto succesivo a San Giovanni, i cui lavori sono già indietro di più di un anno. Lo scoop questa volta è de ‘Il Tempo‘, a firma Vincenzo Bisbiglia. In poche parole ecco cosa è successo. Quando già la stazione di Ipponio iniziava a prendere forma, con il cosiddeto scatolare completo ed il solaio di copertura già posato, gli operai si sono ritrovati sotto i piedi i resti di un’imponente caserma romana, con mosaici intatti ed affreschi alle pareti. Un complesso talmente ben conservato che, secondo quanto fa sapere il sovrintendente ai Beni Archeologici, Francesco Prosperetti, “rende non perseguibile l’ipotesi di uno smontaggio e rimontaggio del contesto“. Certo la notizia potrebbe gettare nello sconforto quanti sognano di avere una linea C funzionanente in pieno centro e in tempi relativiamente umani. Ma ve lo diciamo subito: no panico! Il problema certamente esiste: il ritrovamento della caserma porterà probabilmente a nuovi ritardi, certamente per almeno un semestre, e senza ombra di dubbio ad un aumento dei costi: ma non fermerà la linea C e porterà alla trasformazione dell’attuale fermata in una nuova stazione museo. Naturalmente sarà necessario rimodulare il progetto per inglobalre i ritrovamenti archeologici alla stazione, come scrive lo stesso Prosperetti: “occorre individuare ogni possibile soluzione tecnica funzionale alla conservazione in loco del complesso assicurandone la tutela e la più ampia valorizzazione e fruizione nell’ambito della futura stazione“. Il che vuol dire che la Sovrintendenza non pensa a ricoprire tutto, ma a rendere visibile la struttura. E l’unico modo è farlo con una stazione museo.

Segue l’articolo integrale. Noi rimandiamo le nostre proposte tecniche, in corso di elaborazione, ad un successivo articolo.

Da Il Tempo

I pretoriani di Adriano bloccano la Metro C

Eccezionale scoperta nei cantieri vicino San Giovanni Spunta una caserma di 39 stanze con affreschi e mosaici

Una caserma romana da 39 stanze risalente al II sec. d.C (Adriano Imperatore), ad appena 9 metri sotto viale Ipponio. Una «caserma castra» posizionata proprio laddove dovrebbe essere costruita la fermata Amba Aradam della Metro C. Probabilmente, si tratta della scoperta archeologica più importante dal 2007 a oggi, ovvero da quando si scava per realizzare la tormentata opera pubblica. Una fantastica notizia per gli appassionati e per tutto il settore nazionale dei beni culturali, un pessimo presagio per i tanti che guardano come un miraggio al completamento della terza linea capitolina. La notizia doveva essere riservata, per dare tempo ai tecnici del Mibact di sondare il ritrovamento e a quelli di Roma Metropolitane di verificare quanto il reperto avrebbe inficiato sul regolare proseguimento dei lavori. Il Tempo , tuttavia, è venuto in possesso di una lettera firmata dal soprintendente Francesco Prosperetti dove si descrive la «eccezionalità della scoperta», ma anche di come «il buono stato di conservazione delle strutture nel loro complesso rendono non perseguibile l’ipotesi di uno smontaggio e successivo rimontaggio integrale del contesto».

«Il complesso – si legge nella missiva – occupa l’intera mezzeria meridionale del corpo stazione e si estende oltre i limiti di questo». E non è tutto: «Anche la mezzeria opposta, settentrionale, è interessata dalla presenza diffusa di evidenze archeologiche di cui non è al momento chiaro l’eventuale nesso strutturale e funzionale». La caserma castra è composta di 39 ambienti, «di cui alcuni con pavimenti musivi e pareti con intonaci affrescati, si dispone ai due lati di un lungo corridoio che prosegue oltre le paratie perimetrali». Una zona, le pendici meridionali del Celio, ad alta concentrazione di alloggiamenti militari di età imperiale. «Prossimi al contesto – scrive ancora Prosperetti – i Castra Nova Equitum Singularium, sottostanti la Basilica Laternanense; i Castra Priora Equitum Singularium, ubicati all’imbocco di via Tasso; i Castra Peregrina, posti a est della chiesa di Santo Stefano Rotondo». Ma come mai non ci si è accorti prima di questa città militare sotterranea? La giustificazione arriva dallo stesso soprintendente: «L’area della stazione Amba Aradam è stata oggetto di indagini archeologiche preventive tramite carotaggi che avevano individuato la presenza, al di sotto di un poderoso interro risalente a età moderna, di radi sedimi, la cui profondità di giacitura non ha consentito, in assenza di opere di confinamento perimetrale, preliminari indagini archeologiche estensive».

E ora? Fermi tutti. Almeno finché Roma Metropolitane non sarà in grado di proporre un progetto alternativo che permetterà non solo il passaggio della talpa – già complicato dalla struttura geologica del terreno – ma anche la costruzione, a questo punto, di una vera e propria «stazione archeologica». Varianti che potrebbero costare tempo e soldi in un quadro di contenziosi con le ditte costruttrici già molto difficile. «Roma Metropolitane – afferma il presidente Paolo Omodeo Salè – si è attivata per dare tutto il supporto ingegneristico necessario per coniugare le esigenze di tutela con quelle del progetto di realizzazione della linea. Ad oggi è prematuro immaginare se e quali possano essere gli eventuali aumenti di costo o i tempi di realizzazione».

Vincenzo Bisbiglia