I cantieri part-time della metropolitana di Roma

Non bastava l’archeologia e il delicato contesto storico-monumentale, che già incidono in modo rilevante sul cronoprogramma. Ci si mettono anche le intransigenti dottrine sull’inquinamento acustico. Sia chiaro: estremo rispetto per la tutela ambientale e della salute ma forse c’è un limite a tutto, non soltanto al rumore.
Con stupore abbiamo scoperto che Il Dipartimento Tutela Ambientale può impartire dei diktat che incidono sui tempi di esecuzione di un’opera del tutto invidiabili dalle nostre amate Soprintendenze.

Tale Dipartimento, infatti, è il responsabile del rilascio delle autorizzazioni in deroga ai vincoli acustici esistenti sul territorio comunale.
Per la Linea C, a partire del 2006 e poi dal 2013 per la tratta San Giovanni-Colosseo, è stata concessa la possibilità di eseguire lavori all’aperto, in deroga ai limiti acustici, solo per 12 ore al giorno; non sufficienti a garantire neanche la continuità di due turni lavorativi. La possibilità invece di lavorare 24 ore su 24 per 3 turni è autorizzata solo per le opere in sotterraneo ma limitatamente a quelle che non richiedano lavorazioni in superficie. Che, attenzione, vuol dire praticamente nulla considerando che l’80% delle opere sotto copertura necessita di qualche “appoggio” esterno, che sia la movimentazione del carroponte o una betoniera che scarica il cemento.

A ben vedere quindi le uniche lavorazioni che potrebbero godere a tutti gli effetti di orario h24 sono gli scavi archeologici e le opere di finitura e montaggio degli impianti. Ma queste ultime sono comunque previste soltanto per 2 turni.

Tutto è autorizzato solo 6 giorni su 7… è giusto che la sacralità della domenica non venga violata.

Lo scavo con le talpe è l’unico – per necessità tecniche – esente da limitazioni ma, nonostante questo, l’impatto dei cantieri part-time alla romana non è da sottovalutare.
A conti fatti se fosse estesa la deroga alle 16 ore e le lavorazioni 24 ore su 24, ove possibile, fossero veramente attuate, si risparmierebbero dai 10 ai 15 mesi rispetto al cronoprogramma base.

Ci saremmo aspettati che opere così importanti, costose e lunghe nei tempi di realizzazione (e al tempo stesso strategiche e vitali per la città) venissero trattate appropriatamente, non come lavori di ristrutturazione di un appartamento.
Ci sembra opportuno che il prossimo sindaco, per il futuro della Linea oltre Colosseo, ragioni anche su questo tema altrimenti parlare di contenimento dei tempi è come parlare di aria fritta.