Verso il prossimo sindaco – Storace: metro C a Grottarossa con Chiesa Nuova

Il viaggio di MXR tra i candidati a sindaco di Roma ci porta oggi a destra, dalle parti di Francesco Storace, già presidente della Regione Lazio ed oggi in corsa per il Campidoglio nell’ambito di una corsa fratricida tra i vari personaggi del centrodestra romano. Storace ha replicato direttamente ad una nostra domanda. Vi riportiamo qui sotto la sua risposta

“Indipendentemente dal finanziamento per le Olimpiadi, la metro C deve proseguire fino a Grottarossa. E deve includere anche la fermata Chiesa Nuova. Il sistema delle metropolitane romane – che definire sistema è un auspicio e un eufemismo più che la realtà – deve essere implementato. Si tratta dell’unica possibilità che abbiamo di dotare la città di un minimo di rete metropolitana che, per giunta, non sarebbe nemmeno sufficiente a portare Roma a un livello analogo a quello di altre capitali europee. Le metropolitane non funzionano solamente come mezzo di trasporto di massa in senso lineare da un punto A a uno B. Ma, ed è il segreto del successo delle reti delle altre città, svolgono appieno la loro funzione quando consentono le interazioni fra una linea e l’altra. Fra A e B, come sappiamo, esiste solo lo scambio a Termini. La C, con lo scambio a S. Giovanni con la A, quello a Colosseo con la B, e quello, nuovamente, con la A a Ottaviano, darebbe finalmente una parvenza di rete a questo sistema. Fermarsi a Colosseo, quindi, sarebbe solo una follia. Anche perchè ci sono due aspetti che vanno considerati. Il primo: nel centro storico abbiamo Spagna-Barberini-Flaminio sulla A, e Colosseo sulla B come fermate a servizio del centro propriamente detto. Attrezzare la città con le fermate Venezia e Chiesa Nuova – che per questo va assolutamente ripristinata – completa, forse in modo non del tutto sufficiente ancora, il servizio nel centro. Servizio per i romani, ma anche per i turisti: l’area compresa fra il Tevere e via del Corso ad oggi è completamente tagliata fuori dal trasporto pubblico veloce di massa. E continuerebbe a restar tagliata fuori se non si realizzasse Chiesa Nuova. Viceversa, con la realizzazione di Chiesa Nuova per la quale non è che vi siano problemi tecnici insormontabili che ne renderebbero impossibile la costruzione, ma solo problemi economici, la linea C andrebbe ad alleggerire questa problematica, inserendo l’unica fermata di una metro compresa fra Via del Corso e il Tevere, l’unica dell’ansa barocca. Abbiamo, è vero, il problema dei soldi. Su questo aspetto, poi, quello dei soldi, mi preme ricordare che ho già dimostrato cosa vuol dire impegnarsi: ero io il presidente della Regione Lazio che ha deciso di contribuire alla realizzazione della C coprendo il 12,5% del costo e che, con una serrata trattativa con l’allora sindaco Veltroni, indicò la necessità di costruire una metro moderna, con la tecnologia driverless. In conclusione, io considero il completamento della Linea C la priorità delle priorità sul trasporto pubblico. Ogni centesimo disponibile deve andare su quest’opera. Che va proseguita fino a Grottarossa, perchè quello è un quadrante in estrema sofferenza a causa delle carenze trasportistiche”.

Per quanti, tra i nostri lettori, guardano a destra la posizione di Storace non può certo passare inosservata. Storace è seducente quando parla di Chiesa Nuova e anche del tratto fino a Grottarossa (diciamo anche fin troppo seducente, quasi sospetto nella sua risposta al comitato). Però c’è da dire che la sua visione sul tema è completa. Difficile che gli altri due candidati, Marchini e Bertolaso, abbiano le idee così chiare. Non siamo a conoscenza  dei loro progetti, ancora, anche se il primo, durante la campagna elettorale di tre anni fa, aveva detto che Roma non era una città adatta alle metropolitane (sigh!). Ad ogni modo registriamo che gli unici due candidati in campo, da destra e sinistra passando per il M5S, che abbiano esplicitamente parlato di linea C oltre piazza Venezia sono Francesco Storace e Roberto Morassut (Pd).