Chiesa Nuova è indispensabile: lettera aperta ai soggetti coinvolti e appello ai lettori

“Su detta tratta [T2 Fori Imperiali – Clodio/Mazzini] si deve rilevare con una certa preoccupazione, che si va configurando una soluzione progettuale per l’attraversamento del centro storico che implicherebbe l’eliminazione della stazione Chiesa Nuova […], che porterebbe ad una tratta senza stazioni intermedie da Venezia a San Pietro. Tale circostanza oltreché preoccupare in termini di fruibilità futura dell’infrastruttura, dà origine a serie preoccupazioni riguardo le tempistiche.”

Così si esprimeva il Commissario straordinario del sistema metropolitano romano nel 2010 e le sue parole, sottolineate e riprese anche dalla Corte dei Conti nel 2011 possono essere riproposte ora, tali e quali. Effettivamente questa proposta della tratta T2 che vede la realizzazione di sole tre stazioni (Venezia, San pietro e Ottaviano) non è sicuramente cosa nuova ma, semplicemente, una riproposizione dell’indirizzo progettuale sviluppato allora e poi rimasto bloccato per mancanza di decisioni (le tempistiche a cui allude il Commissario).

Oggi sicuramente la volontà e la forza decisionale in tal senso non mancano: è ormai evidente come ci sia la determinata volontà politica di andare oltre Fori Imperiali e Venezia. Questo a noi fa molto piacere, tanto più perché ci siamo schierati in prima fila ad appoggiare una decisione in tal senso quando, due mesi fa, non era per nulla scontata e rivendichiamo con orgoglio la condivisione da parte dell’amministrazione dell’importanza e inderogabilità ulteriore di realizzazione della tratta T2 fino a Ottaviano. Quello che invece continua a mancare è un serio ragionamento sui problemi di fruibilità della linea che, innegabilmente, insorgeranno continuando con la sciagurata idea di non realizzare neanche Chiesa Nuova.

Per questo ci ispiriamo alla passata esperienza, andata a buon fine, dell’appello ai lettori. Il futuro è adesso. Alcuni giorni fa è approdato al Ministero dei trasporti l’indirizzo procedurale per la tratta T2 che non prevede la stazione Chiesa Nuova. È un momento cruciale perché una decisione del genere, una volta presa, difficilmente sarà modificabile in futuro. In questi giorni il Comitato ha inviato una lettera aperta, tramite e-mail, a tutti i soggetti coinvolti (cliccare qui per visualizzarla) e vi invitiamo a prendere spunto dalle nostre idee, aggiungere le vostre e scrivere, scrivere più che potete per convincerli che Chiesa Nuova è indispensabile. Siate civili ed educati! Niente insulti, controproducenti e da cui ci dissociamo sempre. Questo appello si rivolge anche agli altri blog e alle associazioni che si occupano della nostra città.

Secondo il comitato Metro X Roma la stazione Chiesa Nuova deve essere inclusa nell’attuale proposta perché:

  1. Non esiste ancora un progetto definitivo, benché siano state portate avanti certamente serrate istruttorie tra gli enti a vario titolo coinvolto per studiare le soluzioni alternative al progetto preliminare. Questa mancanza di fatto limita la possibilità di valutare tempi e costi in maniera dettagliata e affidabile: escludere in via così preliminare la stazione Chiesa Nuova, proprio su presunte considerazioni di questo tipo, sembra a dir poco avventato.
  2. Chiesa Nuova si può fare: esiste uno specifico accordo tecnico-progettuale con le Soprintendenze per la realizzazione della stazione, la cui fattibilità è stata confermata più volte dalla stessa Roma Metropolitane.
  3. Manca una approfondita valutazione trasportistica e di efficenza complessiva della Linea C e della rete metropolitana nelle varie soluzioni proposte. L’eliminazione di Chiesa Nuova, dopo quella di Argentina, taglia completamente fuori dall’utenza l’asse di Corso Vittorio e non può essere sicuramente scevra da ricadute consistenti in ordine alle tematiche indicate; Rinunciarvi in assenza, allora come oggi, di tali valutazioni non appare serio e razionale.
  4. L’indirizzo a conseguire “un consistente contenimento dei costi e soprattutto, la certezza dei tempi di realizzazione” non sarebbe garantito in maniera più sicura con l’eliminazione di Chiesa Nuova: i pozzi lungo Corso Vittorio e perfino parte della stazione Venezia sorgono su aree non ancora esplorate archeologicamente, la stazione San Pietro sarà ricollocata in una zona mai presa in considerazione prima e mai indagata approfonditamente, senza considerare le implicazioni costruttive della vicinanza al Tevere e a Castel Sant’Angelo.
  5. L’indirizzo adottato, di calibrazione della opere da realizzare in base ai limiti del contratto e del progetto in essere, è l’opposto di quella che invece sarebbe una posizione ragionevole alla luce dei trascorsi, ovvero: cercare di rimodulare il contratto in maniera condivisa e approfondire le tematiche progettuali, ferma restando un’impostazione minima indispensabile della tratta, che è quella che prevede almeno Venezia, Chiesa Nuova e San Pietro prima di Ottaviano.

Un’oculata gestione di tempi e costi dovrebbe invece, secondo noi, mirare a:

  • Valutare la possibilità di aprire la tratta per fasi distinte; Sarebbe possibile ammortizzare eventuali ricadute temporali degli imprevisti legati agli specifici contesti. Si potrebbe privilegiare in una prima fase l’attivazione di Venezia, San pietro e Ottaviano e in un fase successiva l’attivazione di Chiesa Nuova.
  • Valutare la possibilità di scaglionare il reperimento dei finanziamenti su tempi più lunghi, magari approvando il progetto definitivo per fasi e in tempi successivi in base al reale avvio delle prestazioni (opere civili, impianti e materiale rotabile). Ne sarebbe agevolata la programmazione finanziaria, in particolare di Comune e Regione.
  • Valutare la possibilità di accedere a forme specifiche di finanziamento (fondi per il Giubileo 2025) o alternative (“project bond” o “credito d’imposta”)
  • Vagliare proposte tecniche alternative, come la realizzazione della stazione Chiesa Nuova a canne sovrapposte, confinando la struttura sull’asse di Corso Vittorio, in buona parte già compromesso dal punto di vista archeologico per la realizzazione del collettore fognario. Oppure valutare la possibilità di localizzare la stazione in un altro punto lungo il tracciato.

Di seguito trovate gli indirizzi a cui inviare il vostro messaggio. Vi chiediamo gentilmente di metterci in copia ([email protected]) ai messaggi che invierete.

Ignazio Marino
E-mail: [email protected] oppure [email protected]. Sappiamo che il sindaco legge sempre la posta.
Account Twitter: @ignaziomarino
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Nicola Zingaretti
E-mail: [email protected]
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Guido Improta
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È il momento di farci sentire nuovamente e più forte di prima. Confidiamo in ognuno di voi.