M5S e metro C, emendamento contro la tratta Colosseo-Venezia – I grillini vogliono il male di Roma?

Fermare la linea C è folle. I grillini, ossessionati dal no a tutte le grandi opere, hanno compiuto un nuovo passo verso il totale discredito da parte di chiunque abbia un po’ di buon senso e pensi al futuro di Roma. Continua, infatti, l’insensata campagna del Movimento 5 Stelle contro la linea C. Dopo inutili ricorsi, balle sparse in giro per la rete e tentativi di mettere ogni tipo di bastone tra le ruote al futuro dell’opera, tra cui i terroristici allarmi circa il crollo del Colosseo (insieme a Italia Nostra), ora i grillini in Parlamento hanno presentato un emendamento al decreto “Sblocca Italia” per chiedere di revocare le risorse destinate alla realizzazione della tratta Colosseo-Venezia della linea C. La domanda sorge spontanea: i grillini vogliono il male di Roma e dei romani? Perché non si spiega altrimenti questo accanimento patologico contro un’opera che, nel momento in cui il sindaco Marino sta iniziando a pedonalizzare vaste aree di Roma, dai Fori Imperiali al Tridente, è assolutamente necessaria per portare i romani in centro. Ribadiamo il concetto se non fosse chiaro: anche noi, come i grillini, siamo per fare pulizia (si legga il nostro precedente post relativo all’intervento della Corte dei Conti). Anche noi siamo assolutamente scandalizzati per i ritardi e gli aumenti di costo dell’opera. Anche a noi non piacciano i costruttori. Ma al contrario dei grillini noi riteniamo che la linea C debba essere realizzata tutta fino a Prati perché fermarla (anche se ormai è impossibile, lo sanno anche quelli del M5S e se ne dovrebbero fare una ragione una volta per tutte) sarebbe un suicidio per Roma e la sconfitta definitiva dell’idea di una città più moderna, europea, sostenibile e ordinata.

 

Nello specifico, per chi è interessato, il M5S ha presentato due emendamenti in VIII Commissione relativi al disegno di legge in conversione, in particolare all’articolo 3. Con il primo chiedono di cancellare la tratta Colosseo-Venezia dai finanziamenti dello Sblocca Italia mentre col il secondo vogliono dirottare quei fondi alla manutenzione della linea A e della linea B. Ben venga la manutenzione, ma non a scapito di una linea C mozzata. Le due cose devono viaggiare insieme, e una Capitale moderna come Roma vuole essere deve pretendere fondi sia per la manutenzione delle linee esistenti sia risorse per finanziare quelle in costruzione. Sempre per dovere di cronaca, per fortuna, segnaliamo che ci sono altri emendamenti della maggioranza che chiedono di fissare alla data del 31 dicembre 2014, limite massimo per incassare le risorse, non l’apertura del cantiere a piazza Venezia (una spada di Damocle, sarebbe difficile riuscirci entro 3 mesi) ma l’appaltabilità dello stesso cantiere, il che vorrebbe dire concedere al massimo qualche mese in più per aprire il cantiere stesso.

Chiedere di fermare tutto a San Giovanni, come vogliono i grillini, sarebbe un errore epocale. Perché così si vanificherebbe l’effetto rete, si determinerebbe l’esplosione della linea A sovraccaricandola di centinaia di migliaia di romani in arrivo dalla linea C al nodo San Giovanni, si pagherebbero 180 milioni di penali al consorzio che già sta lavorando ai cantieri tra San Giovanni e Colosseo (e cari grillini non venite a rispolverarci la bislacca idea di deviare il percorso al Circo Massimo, perché così oltre a perdere centinaia di milioni si perderebbero altri 10 anni) e soprattutto si depotenzierebbe mortalmente l’utilità straordinaria della linea C, che non deve essere solo un “trenino” per chi abita a Roma est, ma una moderna linea che taglia il centro, con almeno 2 fermate (Venezia e Chiesa Nuova) e arriva a Prati (almeno fino ad Ottaviano, come sembra), rendendo possibile un vero effetto rete per gli abitanti di Roma est, di Roma ovest (con i nodi di scambio con la linea A) e di Roma sud e nord est (con il nodo di scambio con la linea B). La decrescita felice, le carrozze trainate da muletti per far spostare romani e turisti e impossibili tram che in quella zona del centro non potrebbero ne passare ne sopportare il carico di passeggeri di una metro li lasciamo ai finti ambientalisti.