Arriva la conferma: la T2 si farà. Ma Chiesa Nuova non c’è

La T2, la tratta della linea C che collegherà piazza Venezia ad Ottaviano, muove i primi passi. Oggi il presidente di RomaMetropolitane, Paolo Omodeo Salè e l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, hanno annunciato di aver presentato ufficialmente una proposta progettuale al ministero dei Trasporti per realizzare le fermate San Pietro e Ottaviano (con il nuovo nodo di scambio con la linea A). Un’ottima novità, pensando anche che lo stesso presidente di RomaMetropolitane ha accennato al fatto che in questo modo la linea potrà proseguire facilmente verso piazzale Clodio ed anche verso le zone della pertiferia nord della Capitale (l’area della Cassia). Purtroppo, però, la fermata Chiesa Nuova, da noi ritenuta indispensabile, potrebbe saltare. La straordinaria notizia che la tratta T2 si farà viene, quindi, macchiata dalla temuta cancellazione di Chiesa Nuova.

Andiamo per ordine. Intanto vi riportiamo quanto ha detto il presidente di Romametropolitane (con cui abbiamo fatto una chiacchierata oggi alla fine della riunione della commissione speciale Metro C). “Stiamo lavorando – sono state le sue parole – sul proseguio della metro C che non vede assolutamente la sua fine a piazza Venezia ma sarà strutturata, d’intesa con il contraente generale con una formulazione progettuale ed economcia, per arrivare ad Ottaviano. Oggi sul campo c’è una proposta progettuale che va verso un’ipotesi di finanziamento con tempi di realizzazione minori grazie all’utilizzazione di nuove metodologie di scavi e all’idea che questi inizino da Ottaviano per procedere verso piazza Venezia. Ho la ferma convinzione che in questo modo si potrà arrivare anche a nord della città mettendo in discesa il lavoro delle future amministrazioni“.

La notizia, dopo che per anni abbiamo temuto la cancellazione totale della tratta, subendo la tracotante ed irrazionale minaccia dei grillini e degli pseudo ambientalisti di Italia nostra (per la verità mai concrete) di fermare tutto a San Giovanni, è senza dubbio molto buona. Interessante anche l’annuncio della modifica della metodologia di scavo, da Ottaviano verso piazza Venezia e non viceversa, che potrebbe consentire, in caso i lavori partissero entro i prossimi 24 mesi, un’ipotesi di apertura della tratta a cavallo del 2020/21 (questa data è una nostra ipotesi, non una notizia ufficiale). Tra l’altro la decisione di procedere con la T2 risponde positivamente, seppur in parte, alle centinaia o migliaia di mail che VOI avete spedito a Marino, Zingaretti ed Improta, su nostro appello, chiedendo proprio di procedere fino a Prati.

A parlare dei costi della tratta ci ha invece pensato Improta. “Abbiamo negoziato una proposta ereditata di 850 milioni per fermarci a piazza Venezia – ha spiegato – C’è una bella differenza con l’ipotesi attuale di 850 milioni piu il 50%, ovvero 1,2 miliardi, che ci consentirà di procedere con la tratta T2 e arrivare fino ad Ottaviano. L’ipotesi è di realizzare 2 stazioni, San Pietro e Ottaviano, mettendo in diretto collegamento l’area archeologica centrale e il Vaticano e permettendo di lasciare fuori dal centro storico i pulman turistici come chiede il I Municipio“.

Due fermate, quindi: San Pietro (la stazione nascerà sul piazzale che si vede nella fotografia, scavando la terra di riporto davanti ai muraglioni del Tevere, di fronte a via della Conciliazione) e Otttaviano, più la fermata di piazza Venezia. Niente Chiesa nuova. L’ultima versione della T2, dunque, è questa. I motivi della probabile cancellazione di Chiesa nuova li hanno spiegati i tecnici di RomaMetropolitane. “Chiesa nuova – hanno detto, sempre questa mattina, nel corso della riunione – non è prevista nell’attuale progetto perché ci è stato chiesto di utilizzare nel modo più efficace possibile questi finanziamenti. Le problematiche di natura archeologica avrebbero reso la stazione di difficile realizzazione, con un conseguente aumento dei costi“. Chiesa Nuova molto probabilmente non si farà, dunque, non perché impossibile da realizzare (come la compianta stazione Argentina) ma perché con queste “poche risorse” RomaMetropolitane e ministero si sono trovare concordi nel privilegiare il proseguio della linea piuttosto che compromettere tempi e costi andando a scavare una stazione che avrebbe probabilmente determinato proprio uno slittamento della consegna dell’opera ed una maggiorazione delle spese. Per noi, però, questo è un colpo molto duro, perché Chiesa Nuova rappresentava davvero l’architrave della linea C in centro storico, la stazione per eccellenza per tutta l’ansa barocca. Senza Chiesa nuova la linea C perde davvero qualcosa di importante. Per questo nelle prossime ore presenteremo (sul sito e alle Istituzioni competenti) una nostra proposta progettuale in grado di non disperdere per sempre la possibilità di vedere Chiesa nuova realizzata.