La Metro C risorge con i soldi del Cipe e della Regione e i cambi a RomaMetropolitane

E’ successo tutto in meno di 24 ore. Ieri il sindaco Ignazio Marino ha decapitato i vertici di Roma Metropolitrane nominati dalla precedente gestione targata Alemanno. Oggi l’assessore ai Trasporti, Guido Improta, ha nominato il nuovo cda e il nuovo presidente, che sarà Paolo Omodeo Salè. E sempre nella giornata di oggi arrivano due importanti novità sul fronte dei finanziamenti: il Cipe sbloccherà entro il 31 luglio l’ultima tranche di sua competenza per finanziare la tratta fino a San Giovanni. La Regione Lazio, invece, va ancora più avanti e si spinge e stanziare 293 milioni per coprire le sue spese fino alla stazione di Venezia. Insomma, tutte buone notizie.

Partiamo dalla prima. Il cambio ai vertici di Roma Metropolitane non può che portare ad una sterzata netta nei rapporti tra Roma Capitale e i privati che fanno parte del consorzio Metro C, che come noto sta costruendo l’opera. Da ormai diversi mesi, è stata l’accusa di Improta, il Cda di Roma Metropolitane “era diventato autoreferenziale”. Noi aggiungiamo che da diversi anni sembrava più vicino ai privati di Metro C che al Campidoglio. Cosa strana visto che RomaMetropolitane è una controllata del Comune al 100%. Troppe le liti e le diffidenze con il Campidoglio. Troppi i ritardi dell’opera, certamente causati dai costruttori, ma mai sanzionati da RomaMetropolitane. Troppe le decisioni prese dalla stessa RomaMetropolitane, anche di pagamenti non autorizzati, senza informare preventivamente il Comune. E poi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’invio di un decreto ingiuntivo della stessa società al Campidoglio per presunte inadempienze nei pagamenti, poi smentiti dal Comune. Per intenderci è come se il maggiordomo facesse causa al padrone accusandolo di non aver pagato l’idraulico. Cose da matti. Per questi motivi Improta e Marino ieri hanno mandato a casa il cda, ed in particolare il presidente Massimo Palombi e il Dg Luigi Napoli. Il nuovo presidente è Paolo Omodeo Salè mentre gli altri due membri del Cda sono Virginia Proverbio e Francesco Perrone. Con loro si spera che il Comune riprenda il toro impazzito per le corna, ovvero inizi a dare una regolata al consorzio Metro C che in questi anni ne ha combinate di tutti i colori ed è in ritardo per la consegna dell’opera di almeno 3 anni.

La seconda buona notizia riguarda la questione dei finanziamenti. Per la tratta Pantano-San Giovanni il Cipe ha annunciato che sarà posto all’ordine del giorno della prossima riunione, in programma il 31 luglio, l’accordo attuativo siglato il 9 settembre 2013 e lo sblocco delle risorse economico finanziare relative alla realizzazione della Metro C. Si parla di circa 230 milioni che completeranno, in maniera definitiva ed ultimativa, la copertura dei costi della linea fino a San Giovanni. “Questo importante obiettivo – si legge in una nota – è stato raggiunto a seguito dell’incontro richiesto dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, fra Roma Capitale e una delegazione del Governo guidata dal Sottosegretario Ministero dell’economia e delle finanze Giovanni Legnini”.

Ma non è tutto, perché solo pochi minuti dopo l’annuncio del Cipe dalla Regione Lazio è arrivato un altro annuncio bomba. A darlo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in occasione della presentazione del programma di spesa dei fondi Ue 2014-2020. “Nel programma- ha spiegato il governatore- abbiamo inserito 293 milioni per completare la metro C fino a piazza Venezia”. In pratica la Regione ha deciso, dopo i mancati pagamenti dell’era Polverini, di saldare tutte le sue quote passate e future, andando a finanziare sia le parti di sua competenza sulla Pantano-San Giovanni sulle quali era in ritardo sia quelle, ancora più importanti, per la tratta fino a Venezia. Quest’ultima stazione, dunque, ormai è sempre più concreta. Mancano ancora i 300 milioni del Cipe, che però sono stati già stanziati a favore del Comune. Manca solo l’atto di erogazione materiale con il quale i soldi finiranno nel forziere del Campidoglio. E a quel punto, lo speriamo di cuore, si potrà iniziare a parlare della tratta T2 da Venezia a Clodio.

Insomma, quella di oggi è stata una giornata estremamente positiva per chi crede, come noi, che una Roma più civile e pulita passi per lo sviluppo della rete delle metropolitane cittadine. Per chi volesse saperne di più sul nuovo presidente Salè ecco cosa ha detto di lui, oggi, Improta. “Lo abbiamo scelto- ha detto- perchè non volevamo un ingegnere. Roma metropolitane dal punto di vista tecnico è valida. Omodeo è un ‘legal’ con un’esperienza di consulenza manageriale di 18 anni. Il suo sarà un mandato a tempo per fare una due diligence finaziaria e giuridica di Roma metropolitane e a settembre farà una serie di proposte sul futuro della società: farla rimanere autonoma, proporre una fusione con altri gruppi o far assorbire le sue funzioni nel dipartimento trasporti”.