11 Ottobre in carrozza fino a Centocelle; qualche mese in più per Lodi. Entro fine anno decisione definitiva su Venezia

“L’apertura della prima tratta della Linea C fino a Centocelle è prevista per l’11 Ottobre; La data verrà formalizzata oggi”. Lo ha dichiarato ieri l’assessore Improta in sede di commissione speciale metro c. “Saranno attivati sulla linea 5 treni, con una frequenza di un treno ogni 12 minuti”. La tratta sarà attiva “Dalle 5.30 alle 18.30, per un totale di 13 ore di esercizio”. L’orario ridotto, ha precisato Improta, è dovuto alla “Necessità di consentire al contraente generale di lavorare sulla linea, per collaudare la tratta fino a Lodi”.

Proprio riguardo a Lodi una data precisa ancora non c’è e l’assessore ha preferito non sbilanciarsi in assenza di una certificazione ufficiale, limitandosi a indicare lo slittamento di qualche mese che porterebbe all’apertura per la fine del 2014 o l’inizio del 2015. Metro C imputa lo slittamento ai ritardi nei pagamenti delle somme accordate con l’Atto Attuativo; Improta taglia corto: “E’ vero: I ritardi nei pagamenti ci sono stati e se ci chiederanno gli interessi, noi dovremo pagare. Ma loro avevano una scadenza precisa, Agosto 2014, e pagheranno le penali per ogni giorno in più.”

Per la stazione Venezia già è disponibile il progetto definitivo e con il decreto del fare sono stati opzionati dei fondi, solo che “Non mi è sembrato opportuno presentarsi al CIPE con un nuovo progetto – ha spiegato l’assessore – quando non avevamo ancora una data di apertura della prima tratta”. Ha poi aggiunto: “Ci riserviamo entro tre, quattro mesi di prendere una decisione definitiva. Dopo tutto qualche mese in più, rispetto a tutto il tempo che ci hanno fatto perdere fino ad oggi, non mi sembra un problema”

A Ottobre quindi, con tempi quasi raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali (aprile 2011) aprirà solo una parte della linea inizialmente concordata. 13 km e 15 stazioni, in gran parte esterni al GRA, con capolinea all’altezza della Palmiro Togliatti dove i passeggeri dovranno trovare un Tpl in grado di smistarli. La Roma-Giardinetti  evidentemente non è in grado di poter assorbire un flusso 1200 persone ogni 12 minuti. Comunque “Verranno potenziate tutte le altre modalità di trasporto pubblico compreso il car sharing: quello Atac sarà esteso fino a Centocelle; Saranno potenziate le linee su gomma esistenti a cui si aggiungeranno anche delle navette dedicate verso termini che sarà l’Hub principale di smistamento.” Non ci sono dettagli su queste soluzioni, ancora al vaglio di Atac e Agenzia Mobilità.

E’ innegabile che il valore aggiunto in termini complessivi per il Tpl non sarà rilevante, non sarà certo una rivoluzione, ma da qui a definirla una tratta inutile ce ne passa. Non condividiamo assolutamente i toni scandalistici di qualche consigliere e l’incredulità di parte dell’opinione pubblica perchè che la situazione sarebbe stata questa, qualora si fosse deciso di aprire inizialmente solo fino a Centocelle si sa da anni, non è certo notizia di ieri.

La frequenza di 12 minuti è una cosa nota fin dal Verbale di Accordo del 2008, quello in cui per la prima volta si inserì la ‘fasizzazione’ di apertura da San Giovanni a Pantano. Banalmente poi dipende dalla disponibilità temporanea di treni per effettuare l’esercizio: attualmente Atac ha preso in consegna 7 treni (5+2 di scorta), gli altri 6 servono a Metro C per effettuare alcune attività di collaudo, previste dal contratto prima della consegna delle varie tratte, e che saranno quindi disponibili con l’apertura fino a Lodi. Le frequenze saranno allora di 6 minuti da Lodi ad Alessandrino e di 12 minuti da Alessandrino fino a Pantano.

L’orario di esercizio ridotto, che comunque è stato determinato cercando il più possibile un compromesso tra le caratteristiche dell’utente medio e le necessità del contraente generale, è anch’esso una cosa assolutamente non nuova: sempre nell’Atto Attuativo si stabiliva la necessità di  permettere a Metro C l’utilizzo delle postazioni di controllo almeno 10 ore al giorno, e a rendere fruibile la linea, totalmente, per una parte della giornata, con chiusura anticipata dell’esercizio.

Al massimo si può discutere se valga la pena aprire a tali condizioni più che aspettare ancora qualche mese l’arrivo fino a Lodi, ma questa è ovviamente una scelta politica, di cui lo stesso Improta si è preso la responsabilità e ha giustificato dicendo: “a me interessa spazzare via le strumentalizzazioni e dimostrare che la struttura c’è e che la situazione può solo migliorare” aggiungendo: “Dall’11 ottobre esisterà, dopo anni, un’ alternativa al trasporto su gomma in quel tratto di Casilina e se avrò migliorato la qualità del servizio anche solo a una persona sarò soddisfatto”

Su questo non ci sono dubbi, perchè su quei 13 km la metropolitana offrirà un servizio nettamente più confortevole, affidabile e sicuro di un autobus ma soprattutto dimezzerà il tempo di percorrenza. Sarà un’ indubbia boccata di ossigeno per chi si imbarca ogni giorno nella traversata di quell’area di Roma; Il problema ovviamente rimane al capolinea, Parco di Centocelle, dove sarà difficile smaltire in maniera adeguata l’afflusso di passeggeri. Questo non tanto perchè aumenteranno in termini assoluti -vediamo difficile che in questa fase il sistema possa attirare grandi quantità di nuovi utenti- ma perchè lo stesso numero di persone sarà ripartito in maniera differente e scaglionato in modo disomogeneo ogni 12 minuti.

La tramvia Togliatti, opera di cui tanto si parla da anni e che nessuno si è mai preso carico seriamente di avviare nonostante le buone intenzioni prospettate, anche solo con il tratto tra Ponte Mammolo e Subaugusta, avrebbe fornito un supporto essenziale alla Linea C, non solo in questa fase, ma in tutte le successive e anche a completa realizzazione. Avviarla oggi avrebbe comunque un impatto sostanziale su una linea destinata a rimanere a San Giovanni fino al 2020, ma il fatto che si sia pensato a programmare pezzi di linee tranviarie, alcune (poche) delle quali dalla dubbia utilità e mai contemplate prima, la dice lunga sulla percezione delle priorità trasportistiche.

A dire il vero sarebbe bastato, negli anni passati, potenziare adeguatamente la Roma-Giardinetti, magari comprando nuovi convogli e aumentando il numero di vagoni per singolo treno, potenziando le sottostazioni elettriche, integrando un sistema di asservimento semaforico nei piccoli incroci e rivedendo le fasi semaforiche in maniera adeguata in quelli grandi. Tutte operazioni che non avrebbero neanche creato disagi al servizio.

Per fortuna si tratta di una situazione destinata a durare qualche mese e speriamo che il programma di potenziamento e smistamento studiato da Atac e Agenzia Mobilità sarà adeguato a gestire la situazione.