Discontinuità ai vertici di Roma Metropolitane. Chiarezza su pagamenti e costi della Linea C

Una intensa riunione quella della commissione metro c di mercoledì scorso. Tanti gli argomenti trattati oltre all’apertura della prima tratta. Un monologo di un’ora e quaranta quello dell’assessore alla Mobilità Improta, che ha toccato temi che vanno dal futuro di Roma Metropolitane, ai rapporti con Metro C fino al dettaglio dei pagamenti e dei costi, mettendo ordine nel mare di informazioni apparse sulla stampa nei giorni precedenti.

Su Roma Metropolitane la sua posizione è chiara: “La società dovrebbe essere un braccio dell’amministrazione ed invece riscontriamo autoreferenzialità che non si concilia allo stato di società in house. Io rimango convinto che ci sia bisogno di un momento di discontinuità, che è funzionale anche rispetto al piano di rientro di Roma Capitale.”

In cosa consiste questo momento di discontinuità lo chiarisce poco dopo: “Secondo me non è necessario in questo momento arrivare allo scioglimento o alla fusione per incorporazione, come era stato prefigurato, ma ad una revoca dei vertici che ci permetta di inserire delle persone che saranno i nostri occhi nella società”. l’Assessore precisa che non deve essere inteso come un atto di forza o un semplice meccanismo di spoil system. Preferisce chiamarlo periodo di due diligence, in cui si potrà verificare la condizione e l’attività di Roma Metropolitane per arrivare a comprendere le responsabilità di quello che è successo fino ad oggi. Infatti specifica: “Entrambe le soluzioni -scioglimento e fusione- allontanerebbero la possibilità di un processo di accertamento”.

Questo permetterebbe comunque di non rinunciare a un processo di spending review: “Abbiamo fatto uno studio comparativo dei livelli retribuitivi del personale amministrativo delle varie società in house ed effettivamente quelli di Roma Metropolitane risultano superiori di circa 20.000 euro rispetto agli altri. Evidentemente si potrà agire anche su questo”

Rimane il problema di un eventuale revoca dei vertici perchè il contratto scade a fine 2015: “Ho chiamato personalmente il presidente Palombi per verificare un’ eventuale disponibilità a rassegnare le dimissioni. Disponibilità che non c’è, per cui si può valutare la revoca, che non deve necessariamente avvenire per giusta causa. Ho scoperto da poco che esiste un articolo della convenzione che permette la revoca nel caso in cui non ci sia il rispetto degli atti di indirizzo di Roma Capitale.”

Concretamente l’assessore può solo dare un linea d’indirizzo su questo tema, sarà poi il sindaco, in quanto principale e unico azionista della società, a prendere una decisione definitiva che ci auguriamo arrivi il prima possibile.

 

Riguardo le recenti notizie di rapporti tesi con il contraente generale e della presenza di ulteriori contenziosi, Improta risponde deciso: “A dimostrazione che tutto procede in modo normale nel rispetto dei ruoli c’è il fatto che non ho più visto e sentito un avvocato di Metro C dalla data di sottoscrizione dell’Atto Attuativo. Ho anche chiamato personalmente il capo di Metro C che mi ha rassicurato sulla non esistenza di riserve o contenziosi”.

 

Relativamente ai ritardi di un anno nei pagamenti delle fatture della Linea C, palesati in un comunicato di Roma Metropolitane, l’assessore chiarisce: “Non mi risultano ritardi di un anno nei pagamenti. I due Sal (Stato Avanzamento Lavori) in questione, 43 e 44, sono stati formalizzati a Marzo e Aprile e la documentazione corredata di istruttoria di Roma Metropolitane ci è pervenuta a Maggio e Giugno. Di circa 60 milioni 38 sono in liquidazione e sui restanti 22 stiamo effettuando degli approfondimenti tecnici. In questi due Sal ci sono effettivamente lavori realizzati tra Agosto e Ottobre 2013. Le scadenze di pagamento, però, scattano nel momento della certificazione dei Sal che è stata fatta a Marzo e non può essere certo colpa dell’amministrazione: la certificazione la fa il Direttore Lavori che oltretutto è di Metro C”

Quindi non si tratta di ritardi di lunga data ma di qualche settimana. Ben più lunghi sono invece i ritardi nel pagamento delle somme concordate con l’Atto Attuativo, che lo ricordiamo sono pari a 253 milioni più i circa 74 milioni del Lodo Arbitrale. Questi ultimi attualmente rimangono sospesi perchè il CIPE in quasi un anno non è stato in grado di indicare se tale cifra debba essere riapprovata o pure no da loro. Quanto agli altri, ad oggi Metro C  ne ha fatturati 224 milioni di cui, con ritardo di qualche mese, ne sono stati liquidati circa 211. I restanti 13 la Regione Lazio li liquiderà con il bilancio 2015 e ha chiesto a Roma di anticipare la quota. E’ in fase di verifica la possibilità di farlo tramite un mutuo.

 

CAPITOLO COSTI. Ad oggi il quadro complessivo dell’opera è di 3,74 miliardi; I finanziamenti disponibili ammontano a 2,97 miliardi. La cifra liquidata alle imprese è di 1,5 miliardi che, aggiungendo l’Iva, le somme a disposizione dell’amministrazione e del contraente generale, portano a circa 2 miliardi la spesa complessiva effettuata.

Sulla base di dati del CIPE e di Roma Metropolitane abbiamo elaborato il quadro economico ripartito per le varie tratte (dati in milioni di euro):

T2 Clodio/Mazzini – Fori Imperiali 769,4
T3 Fori Imperiali – San giovanni 792
T4-5 San giovanni – Alessandrino 1.132,9
T6A Alessandrino – Torrenova 414,9
T7 Torrenova – Pantano 396,1
Deposito-officina Graniti 234,5
totale 3.739,8