Metro C: sui tempi libera interpretazione. Confronto con i cittadini per la sistemazione di alcune aree

“Non c’è la minima intenzione o necessità di procrastinare ulteriormente le scadenze prefissate. I lavori termineranno al massimo entro la prima decade di Agosto per permettere di smobilitare i cantieri e le relative attrezzature entro il 31. E’ stato lo stesso Contraente Generale a precisarlo la settimana scorsa in sede di Commissione Speciale MetroC. Il 31 Agosto, lo ricordiamo, è infatti il termine stabilito con l’Atto Attuativo per la sottoscrizione del verbale di fine attività, che vuole dire sostanzialmente che a quella data non ci deve essere traccia di alcun cantiere fino a Lodi. Vengono quindi fugate le preoccupazioni, comprese le nostre, che erano emerse in queste ultime settimane sul rispetto delle date per la tratta fino a Lodi. Sembra che non ci siano ostacoli alla consegna nei tempi della tratta Lodi-Parco di Centocelle, prevista per il 20 Agosto, e all’apertura da Lodi a Pantano entro la fine di Settembre.”

Il nostro articolo l’avremmo cominciato così, perchè noi a quella commissione congiunta MetroC e Lavori Pubblici c’eravamo e l’unico riferimento alle date di consegna e apertura della linea sono state queste. Dobbiamo prendere atto però che l’unica notizia ufficiale al riguardo non sembra essere della stessa idea. l’Agenzia della Mobilità, il giorno dopo, scriveva: “I primi viaggi sulla metro C, tra Pantano e Parco di Centocelle, potrebbero partire entro la fine di settembre mentre per arrivare fino alla stazione Lodi, dopo essere passati per Centocelle e il Pigneto, bisognerà attendere qualche mese in più. Sull’apertura dello scambio a San Giovanni con la A, invece, non c’è ancora una data certa

Questa storia dello slittamento della Lodi-Centocelle, non è certo una novità, inizialmente quotata a Ottobre dal presidente del V Municipio Giammarco Palmieri,  due mesi fa, si è passati a un generico “se si andrà oltre il 31 Agosto” di Improta, fino a questo più recente “bisognerà attendere qualche mese in più”

C’è poi la ciliegina sulla torta, arrivata proprio nel momento in cui scriviamo l’articolo. Marino dichiara in un’intervista a La Repubblica: “La metro arriverà a Lodi entro ottobre di quest’anno e 21 stazioni saranno attive”; Detta così sembra quasi che aprirà tutta insieme a Ottobre. Insomma siamo proprio alla libera interpretazione… anche perchè in un intervista in cui il sindaco dichiara inoltre che a San Giovanni stanno estraendo le talpe perchè hanno trovato una villa romana e, interrogato sui prolungamenti delle metro, risponde parlando di alternative tram, scovare il limite tra sogno e realtà è francamente ardua impresa.

Rivendendo il nostro iniziale entusiasmo possiamo solo constatare che la confusione più totale è servita. La legge della maggioranza vorrebbe che qualcosa ad ottobre apra, visto che risulta la data più quotata, e prendendola per buona non sarebbe neanche eccessivamente tragico se il ritardo complessivo fosse di 30 giorni. La cosa, invece, veramente tragica e improbabile è proprio questo toto date ad appena tre mesi dall’ipotetica apertura della Linea: non c’è una dichiarazione congrua con l’altra; L’Atac, nonostante sia la più consona a fornire date e certezze, non ha mai fatto sapere nulla da sei mesi a questa parte; Sul sito di MetroC continuano a campeggiare le date dell’Atto Attuativo; A fare testo rimangono solo le vaghe supposizioni di qualche operaio e le distratte osservazioni di qualche cittadino le cui finestre affacciano sui cantieri. E’ una situazione al limite del ridicolo che non può essere tollerata.

E’ quantomai urgente che qualcuno si faccia carico di intervenire in questa massa informe di interpretazioni e parlare chiaramente e con dati alla mano.

Una sola cosa sembra essere certa: se si andasse oltre il 31 Agosto ci saranno le penali, lo ha detto Improta il mese scorso, lo ha ammesso anche MetroC in quest’ultima commissione congiunta.

A nostro avviso, e’ molto probabile  che i lavori saranno consegnati nei tempi o con leggero ritardo, ma che l’ostacolo vero sia la capacità di Atac di gestire il pre-esercizio e la trafila burocratica per ottenere le autorizzazioni dagli enti competenti, Ustif in primis. Non sarebbe neanche tanto fantasioso visto che è già successo appena due anni fa per la B1.
Tornando alla commissione congiunta della scorsa settimana, è emersa anche la prima soluzione al vaglio dei tecnici per distribuire sul tpl le 1200 persone che arriveranno a Lodi ogni 6 minuti. L’ipotesi in fase di verifica da parte dell’Agenzia della Mobilità è un servizio navetta effettuato sull’itinerario Via Nola, Via Santa Croce in Gerusalemme, Viale Manzoni. Lo scambio con la A verrebbe quindi garantito presso l’omonima stazione con l’intento di prolungare il percorso sulla preferenziale di Via Labicana fino al Colosseo, così da raggiungere la linea B e offrire un servizio del tutto simile alla futura T3. Le corse saranno svolte, ogni sei minuti, da quattro jumbo bus che partiranno contemporaneamente. Si tratta solo di uno studio di fattibilità e quindi non c’è nulla di concreto e definitivo. Vi terremo aggiornati su qualsiasi ulteriore sviluppo.

Sul tavolo della commissione anche alcune richieste di cittadini e associazioni, fatte proprie e portate all’attenzione dal VII Municipio, riguardo la sistemazione di via La Spezia e la cantierizzazione di Viale Ipponio.

Riguardo la prima, l’indirizzo è stato evitare di far tornare Via La Spezia un’ arteria di grande scorrimento. Attualmente infatti la sistemazione, in avanzata fase realizzativa, prevede larghi marciapiedi senza stalli di sosta e carreggiata con due corsie per senso di marcia. Gli abitanti, abituati agli attuali scarsi livelli di traffico, preferiscono una versione più ‘soft’ con ulteriore riduzione delle carreggiata, stalli auto tariffati, pista ciclabile e mantenimento della preferenziale a scendere verso San Giovanni, chiedendo anche la possibilità di chiudere la svolta verso Via Orvieto. Metro C e Roma Metropolitane, ribadendo la loro massima disponibilità, ne hanno preso atto ma ci hanno tenuto a precisare che eventuali cambiamenti dovranno comunque evitare di sovvertire l’attuale impostazione, pena la necessità di ulteriori varianti con conseguente aggravio di tempi e costi.

Per quanto riguarda invece la cantierizzazione di Ipponio, sono state già approvate delle modifiche volute dai cittadini con lo spostamento di alcuni macchinari lontano dagli edifici e il risparmio di alcune alberature. Ora le associazioni chiedono un ulteriore sforzo per poter risparmiare l’occupazione dell’ultima aiuola verde su viale Ipponio, sulla cui fattibilità pende la necessità di ridurre nettamente le aree di cantiere e quindi di rimodulare alcune clausole contrattuali e assicurative. Comunque è stato garantito l’impegno a verificarne l’attuabilità, ricordando che le alberature in quell’area non saranno comunque abbattute.

A margine della riunione i tecnici di Roma Metropolitane ci hanno ancora una volta confermato la date relative alla T3. Settembre 2020 per la consegna fino a Colosseo. Due anni prima invece, settembre 2018, per la consegna del manufatto di scambio per l’inversione dei treni nel pozzo di via Sannio, che permetterà entro la fine dello stesso anno di garantire una frequenza di 4 minuti tra San Giovanni e Alessandrino.