Tratta T3, avanti tutta. Fermarsi costerebbe 180 mln

Tratta T3 della linea C, avanti tutta. Questo è quanto emerso ieri al termine della prima riunione della nuova commissione Speciale per la Linea C, un organo creato dal Campidoglio per vigilare sul corretto svolgimento dei lavori della terza linea della metropolitana romana. Le buone notizie sono tre: la prima è che i cantieri per la tratta T3 vanno avanti: il primo passo sarà l’estrazione delle talpe da San Giovanni a dicembre. La seconda scaturisce dal fatto che si è capito che il compito della nuova commissione non sarà quello di bloccare i lavori ma, per stessa ammisione del presidente Policastro (Pd), quello di “verificare e controllare che le nuove tratte vengano realizzate senza aumento dei costi e con il minimo delle varienti possibili”. Infine la terza, secondo noi la più rilevante, e per questo censurata dai giornali che portano avanti la battaglia dei quattro gatti del Celio. A renderla nota il responsbile linea C per RomaMetropolitane, Giovanni Simonacci: un ipotetico stop a San Giovanni costerebbe al comune 150-180 milioni di penale.

L’intervento di Simonacci al termine della riunione ci tranquillizza non poco. “I lavori per la tratta T3 della linea C proseguono- ha spiegato- a gennaio 2016, conclusi gli scavi per il pozzo a via Sannio, realizzato applicando il prontuario della Sovrintendenza archeologica, saranno calate le talpe per realizzare la tratta da San Giovanni a piazza Venezia. L’ipotesi di uno stop a San Giovanni costituirebbe, invece, una vincita all’superenalotto per il contraente generale, ovvero delle imprese private riunite nel consorzio Metro C, di una cifra superiore ai 150 milioni, tutti a carico del Comune” già gravido di debiti per quasi un miliardo. Detto questo, ci chiediamo noi, c’è ancora chi ha il coraggio di chiedere lo stop della T3? Facciamo notare che i restanti 800 milioni di investimento per arrivare fino a piazza Venezia non tornerebbero nella disponibilità del Comune ma al Cipe, che certo non li darebbe indietro alla classe dirigente romana dopo una simile figura… Ma si tratta solo di ipotesi, quindi non vale neanche la pena parlarne. La San Giovanni-Venezia va avanti.

Scongiurata anche l’ipotesi che la commissione venga usata come una clava contro la T3. Ieri il giovane Enrico Stefano ed Athos De Luca ci hanno provato nuovamente. Tra l’altro avreste dovuto assistere al impari confronto tra l’inesperto POLITICO grillino e il competente tecnico di RomaMetropolitane che ha dedicato 20 anni della sua vita per dare a Roma un’infrastruttura di trasporto pubblico locale di livello europeo… Questi del M5S dovrebbero smettere di giocare al gioco della politica e dedicarsi ad altro. Ad ogni modo il presidente del Pd Maurizio Policastro (a cui dovrebbe andare il nostro appoggio visto che non più tardi di dieci giorni fa aveva elencato le priorità per il Tpl romano: linea C, linea D, trasformazione in RER della Roma-Lido e della Roma Nord, oltre ad una robusta cura del ferro con nuove linee tram), ha messo nero su bianco il compito del nuovo organo: “fare in modo che l’opera si concluda con il controllo dei costi senza diventare un pozzo senza fondo. Noi eserciteremo un controllo costante e periodico. Vogliamo che la tratta San Giovanni-Venezia venga realizzata secondo i costi preventivati e con meno variazioni possibili”. Le stesse nostre preoccupazioni: si alla linea fino a Clodio, ma nessun regalo ai costruttori privati ed ai palazzinari del consorzio.

Non vorremmo neanche soffermarci più di tanto, infine, sulla notizia positiva apparsa su alcuni quotidiani questa mattina relativa allo sblocco effettivo dei famosi 230 milioni, il cui mancato erogamento estivo aveva determinato lo stop ai cantieri. Dopo l’ok del Cipe a settembre tutto si era risolto anche se la cifra non era stata ancora pagata alle imprese di Metro C. Le tensioni di questi ultimi giorni, gonfiate ad arte dai giornali, si sono sciolte come una bolla di sapone ieri quando i 230 milioni sono stati tecnicamente erogati. I cantieri fino a San Giovanni, dunque, vanno avanti come era ovvio. Appuntamento il 1 ottobre 2014, tra meno di un anno, per l’apertura al pubblico della tratta Pantano-Lodi. Il 31 dicembre 2015 sarà invece consegnata la tratta Lodi-San Giovanni. Poi aspetteremo le tratte T3 e T2.