Sconfitta storica per M5S e Celio: Consiglio comunale contro stop linea C a San Giovanni

Il Consiglio comunale di Roma Capitale quest’oggi ha preso una decisione definitiva sul futuro della linea C: “l’opera non si deve fermare a San Giovanni ma proseguirà almeno fino a piazza Venezia“. Con 22 voti contrari, 4 favorevoli e nessun astenuto l’aula Giulio Cesare ha infatti bocciato un emendamento del Movimento Cinque Stelle che chiedeva al sindaco e alla giunta “lo stop a San Giovanni dei lavori per la metro C, con l’interruzione dei lavori delle tratte San Giovanni-Colosseo e Colosseo-Piazza Venezia, e a valutare l’applicazione di alternative sostenibili, efficienti ed economicamente accettabili“. L’ultimo assalto dei Nimby de’Noantri, i grillini romani e i comitati del Celio è definitivamente sventato. Ed ora avanti tutta con i lavori!

Per chi non vuole il bene della città, per tutti coloro che erano pronti a sacrificare il futuro della mobilità romana per guadagnare un pugno di voti tra gli spaventati comitati Nimby del quartiere Celio, per chi cavalca la protesta come il presidente della commissione Ambiente, il democratico Athos De Luca, quella di oggi è una sconfitta storica, da cui non si tornerà più indietro. Il primo colpo l’aveva dato in mattinata l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, che aveva detto chiaramente: “i cantieri sulla tratta T3 vanno avanti”. Il secondo, mortale, l’ha inferto la maggioranza di centrosinistra in Aula Giulio Cesare, la stessa di cui dovrebbe far parte (fino a prova contraria) anche Athos De Luca. Con un voto che sancisce che la linea C non si può fermare a San Giovanni ma proseguire. Un voto dal quale non si può tornare indietro. Anche visto che i cantieri sono già partiti e le risorse ci sono tutte, ben 792 milioni fino al Colosseo e 300 per piazza Venezia.

Il Movimento 5 Stelle, in particolare, chiedeva che il proseguimento della linea oltre la stazione San Giovanni avvenisse con altre metodologie, come il prolungamento del tram 8. Nel testo della mozione i grillini citavavano anche le parole del presidente De Luca che aveva affermato “la metro C arrivi fino a San Giovanni, sotto il Colosseo meglio un tram”. Lo stesso De Luca durante la discussione del provvedimento aveva chiesto ai consiglieri grillini di rinviare la votazione per “per riportare la mozione in aula più avanti con un documento condiviso”.

Il voto ha seppellito il povero De Luca e i quattro grilli romani. Ma a dirla tutta già le parole di Improta avevano tranquillizzato. “I cantieri della nuova tratta T3– aveva detto durante l’ultimo inutile assalto mattutino in commissione Ambiente, un trappolone capitanato dai soliti noti del Celio- vanno assolutamente avanti. Naturalmente andranno avanti anche gli approfondimenti tecnici sulla questione delle alberature e delle aree di cantiere, cercando di alleviare i problemi“. Resta, dunque, la questione del taglio degli alberi nei cantieri logistici. Noi speriamo davvero che se ne possano salvare il più possibile. Ma non accettiamo che la difesa di pugno di piante che saranno ripiantumate quattro volte superiori e la lotta contro la cantierizzazione di villa Rivaldi (per altro, lo ricordiamo a chi non vuol sentire, AUTORIZZATA dalla Sovrintendenza), diventino la scusa ufficiale per nascondere i veri motivi egoisti che spingono chi non vuole la linea C: “no all’opera per non avere rotture di scatole con i cantieri sotto casa“.

Sono state settimane di passione, quest’ultime, per chi ama davvero l’ambiente ed un futuro sostenibile per la mobilità romana. Perchè, lo ricordiamo, volere una metro come la linea C, specie se si riuscirà a finanziare la tratta T2 fino a Clodio, vuol dire meno auto, meno smog, più isole pedonali, e più biciclette. Ma ora i cantieri della tratta T3, risolta la questione degli alberi, possono proseguire spediti. Sperando che l’apertura della tratta fino al Colosseo avvenga prima del previsto 2020. E sicuri che l’apertura di Venezia arrivi prima del 2024. Come Comitato MetroXRoma vogliamo fare un paio di ringraziamenti. il primo all’assessore Improta, che pur con estrema sensibilità verso la questione del taglio degli alberi ha eretto un muro invalicabile davanti a tutti coloro che volevano fermare l’opera. Ed un’altro alla maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale. Che non si è fatta abbindolare dalle sirene velenose arrivate dai grillini e dal democratico Athos De Luca.

Per completare le info di giornata, infine,  vi riportiamo le parole del responsabile del progetto Linea C, Giovanni Simonacci. “I tempi di frequenza della futura linea C fino a San Giovanni, in attesa della tratta T3 fino a piazza Venezia, saranno di 7 minuti nel 2015, per poi scendere a 4 dal 2017 e poi a 3 minuti con  l’incremento della flotta”.