Oggi come allora, con lentezza

300. Di tanti anni siamo tornati indietro secondo la Confcommercio: a Roma oggi ci si muove come nel 1700, quando i cavalli trainavano i carri per le vie della città dovendosi districare tra vicoli stretti affollati di romani e bancarelle improvvisate. Le autovetture oggi nella Capitale, nell’ora di punta viaggiano a 7 kilometri orari. La stessa velocità dei citati carretti.

Nel frattempo c’è stata la rivoluzione industriale, la conquiste di Roma da parte dei piemontesi che cominciarono a rivoluzionarla, ad immaginarla grandiosa! L’utopica Roma fascista, poi, era a volta concepita come una sorta di Gotham City ante litteram, complice i divertissements futuristi.
Ma ecco che, sorpresa, passano i secoli, i progetti e soprattutto i poteri forti con annessi palazzinari e “macchinari ovini”, il Romano è costretto a comprarsi un autovettura (12 mila euro per essere parsimoniosi), pagarne assicurazione e bollo (1200 euro l’anno), spendere 50 euro a settimana di benzina (2600 euro annui), per ritrovarsi ad andare alla stessa velocità del carretto trainato dall’antenato immortalato dal Goethe o il Byron di turno.

Frattanto i nostri omologhi europei, con 50 euro di tessera mensile, riescono a raggiungere ogni angolo della città senza rischiare incidenti (Roma rimane la città più pericolosa di tutta l’Unione Europea), senza la necessità di comprarsi l’autoveicolo, senza respirare aria cancerogena. Con la Metropolitana, il tram, il treno extra urbano,l’autobus, la bicicletta.