la politica delle formichine: serve un prestito per la linea C!

Assistiamo sgomenti in questi giorni all’ennesima novità resa nota dalla giunta Alemanno sulla metropolitana più desiderata dai romani, la linea C. La notizia, che molti nostri lettori avranno già appreso, è la seguente: il Campidoglio è alla caccia di circa 300 milioni per poter realizzare la fermata Venezia contestualmente alla tratta San Giovanni-Colosseo, i cui cantieri dovrebbero aprirsi i primi giorni di giugno per concludersi nel 2017.

 La stazione Venezia è fondamentale, non solo simbolicamente. Parliamo, infatti, della prima nuova fermata nel centro storico della città. Potrebbe essere aperta anch’essa nel 2017 e consentirebbe di creare un nodo di scambio con il tram 8, i cui lavori per il prolungamento dovrebbero essere imminenti, e con svariate linee di autobus. La notizia è senza dubbio buona, ma lo sgomento resta: possibile che su un’opera così importante come la linea C si debba procedere come formichine elemosinando risorse pubbliche per realizzare una mini tratta da poche centinaia di metri dopo un’altra? Possibile che l’attuale inquilino del Campidoglio non capisca l’importanza strategica della linea C nella sua interezza, da Pantano fino a Farnesina?

 Si potrebbe dire, meglio poco alla volta che niente. Ed è vero. Ma MetroXRoma vuole comunque lanciare un appello. Alemanno trovi questi 300 milioni di risorse pubbliche e dia avvio al più presto alla tratta San Giovanni-Colosseo-Venezia. Poi, in questi mesi che restano alle prossime elezioni, faccia una cosa che doveva fare già diversi anni fa: si rechi in banca e chieda un prestito. Servono un miliardo e 200 milioni per il tratto Chiesa Nuova-Farnesina (con le fermate intermedie San Pietro, Ottaviano, Clodio/Bainsizza e Auditorium). E’ evidente che lo Stato, in questa fase storica, non ha soldi. Ma Roma Capitale si può permettere di spendere 60 milioni l’anno per 20 anni senza finire in malora (60 mln x 20 = 1200 mln) e senza cedere agli interessi ricattatori dei costruttori privati coinvolti nel project financing lanciato per arrivare a Farnesina. Tra l’altro le metropolitane sono l’unico settore scollegato dal patto di stabilità ed opere in grado di ripagarsi da sole. Alemanno in questi anni si è vantato di non aver creato neanche 50 centesimi di nuovo debito. Il debito storico della città lo paga la gestione commissariale. Bene, è ora che almeno sulla metro C il sindaco faccia scelte coraggiose. Roma lo chiede, Roma ne ha bisogno.