una proposta per le Ferrovie Regionali

Vi proponiamo un interessante contributo del sig. Johannes Heger in merito al miglioramento del servizio delle ferrovie urbane di Roma attraverso misure economicamente contenute ma in grado di produrre notevoli benefici per l’utenza

Vorrei aggiungere a questa collezione di proposte uno studio sulla rete delle linee FR (ferrovie regionali). Esse rappresentano una risorsa preziosa per la mobilità nell’area urbana di Roma che a tutt’oggi è utilizzata al di sotto delle proprie potenzialità.

Problematica:

  • Il concetto delle linee passanti – già seguito nel cura del ferro del 1994 – è stato implementato finora in misura ridotta. A tutt’oggi esiste soltanto una vera linea passante (FR1) ed una altra incompleta (FR3), mentre tutte le altre linee seguono uno schema classico di pendolarismo con un capolinea centrale (Tiburtina per la FR2 e Termini per tutte le altre linee). Questo le rende poco utilizzabili ai fini della mobilità interna all’area urbana e scarica buona parte del flusso dei pendolari sulle linee di metropolitana e/o di superficie, creando rotture di carico inutili ed occupando spazio prezioso sui mezzi urbani già cronicamente insufficienti a smaltire la domanda interna di Roma
  • Non esiste interscambio fra molte linee FR. Di fatto rimangono separate le linee che interessano la cintura (FR1, FR2, FR3) da quelle che raggiungono Termini (ad eccezione della linea FR5).
  • Molti treni che svolgono servizio pendolare, durante il giorno, cioè al si fuori dell’orario di pendolarismo – sostano all’interno dell’area urbana e vengono inviati a vuoto tra una stazione urbana ed un altra per poter entrare in servizio (es. Tuscolana-Ostiense, Prenestina-Termini/Tiburtina, Smistamento-Tiburtina). Tutto questo materiale non è utile ai fini della mobilità urbana, richiede spazi di sosta all’interno della città (aree a maggior costo rispetto alle stazioni periferiche) ed infine occupa tracce e binari che non possono essere usate da treni del servizio urbano e regionale. Facendo terminare due linee da direzioni opposte in una stazione di testa (come Termini) si perde più tempo invertendo la marcia ai due treni se non facendo circolare un unico treno con i capilinea ai due estremi dell’area metropolitana – con maggiore costo di personale e maggiore bisogno di treni.
  • Termini continua ad essere il maggiore nodo di trasporto, non perché è necessariamente la destinazione finale degli utenti delle FR, ma perché è meglio collegato con il trasporto di superficie e con le metropolitane. Si noti p.e. che per raggiungere una destinazione su via Nomentana a metà strada tra Porta Pia e Monte Sacro il pendolare la raggiungerà quasi sempre transitando per Termini, anche se sarebbe molto più vicina alla stazione FR di Nomentano.
  • E qui emerge subito un punto dolente della rete Romana del trasporto pubblico: ogni mezzo, ogni gestore, ogni amministrazione fa per se. Mancano gli interscambi tra FR e metro (p.e la fermata Pigneto della linea C è stata costruita senza realizzare contemporaneamente la fermata sulla FR1) e laddove esistono sono talvolta scomodi e mal attrezzati, come p.e. tra Tuscolana e Ponte Lungo. Ma esistono anche situazioni dove metro e treno si incrociano con le fermate a distanza di appena 300 m senza comunicare tra di loro (Piazza Gondar/Roma Nomentano) oppure senza che uno dei due mezzi si fermi (Porta Furba-Quadraro e Linee FR di Ciampino). La rete di superficie – tram e autobus – servono spesso male e in modo del tutto casuale le stazioni FR quando questi dovrebbero essere i punti cardine della rete di superficie.
  • Alcune stazioni mancano persino di accessi pedonali elementari, prima fra tutte la stazione Trastevere dove i binari 2-6 sono raggiungibili solo attraverso una scala da condominio e un corridoio stretto, e questo solo dal lato del centro, senza alcuna uscita verso il popoloso quartiere di viale Marconi. Molte stazioni principali poi non dispongono di scale mobili e di scale ed accessi adeguati per il flusso di passeggeri presenti (Tuscolana, Ostiense, San Pietro).

Ecco quindi i contenuti della proposta

  • Portare avanti il concetto delle linee FR passanti per consentire un maggior uso del treno negli spostamenti all’interno dell’area urbana e per migliorare distribuzione dei pendolari aumentando la percentuale dei viaggi che giungono direttamente a destinazione senza necessità di trasbordo sulla rete di superficie
  • Usare il più possibile le strutture esistenti, migliorando la loro fruibilità attraverso nuove fermate, interscambi con la metro e la rete di superficie e opportuni interventi di potenziamento degli accessi alle stazioni e dei nodi ferroviari stessi, adeguati ad una frequenza elevata dei treni.
  • Tenendo conto che negli anni a venire la stazione principale di Roma potrebbe diventare Tiburtina, migliorare la sua raggiungibilità anche con le linee FR ed al contempo smistare linee che attualmente si attestano a Termini sulla rete ferroviaria urbana.
  • Portare a termine due progetti già da tempo in cantiere e rimasti incompleti: l’anello nord, in costruzione dal 1949 e il quadruplicamento tra Roma Casilina e Ciampino, in costruzione dal 1980 circa.

La proposta – se si completano i due maggiori interventi infrastrutturali citati – potrebbe essere realizzata in un arco di 5-6 anni (tranquillamente entro il termine dell’amministrazione che seguirà l’attuale), richiederebbe meno risorse di una sola linea metropolitana e troverebbe poca resistenza a livello burocratico in quanto si articola su infrastrutture in gran parte già esistenti e comunque predisposte e concertate. Sarebbe ora che le FR uscissero dal loro letargo che oscilla tra ordinaria amministrazione – con miglioramenti eseguiti solo perché facente parte di programmi già avviati da tempo (come il raddopio della FR2) e abbandono – come la recente minaccia di soppressione di treni regionali e di abolizione del sistema metrebus.

Ho volutamente omessa una linea: il percorso nord dell’anello tra Valle Aurelia e Vigna Clara. Questo secondo me serve sì allo smistamento dei treni della dorsale Tirrenica sul nodo di Roma – liberando l’anello sud dai treni a lunga percorrenza e dai treni merci – ma la sua utilità ai fini della mobilità urbana è alquanto scarsa perché – ad eccezione forse della fermata di Vigna Clara – passa largamente al di fuori delle aree densamente urbanizzate e non collega tra aree urbane molto popolate che non sono già collegate attraverso altre linee di trasporto rapido. Ho invece inserito la ferrovia Roma Nord nel sistema delle FR con un innesto sull’anello a Tor di Quinto in direzione Tiburtina – già suggerito da qualcuno nel forum – staccando la tratta urbana da piazzale Flaminio, prolungandola di 1,5 km in parallelo all’anello urbano fino a Vigna Clara in modo da farla diventare una linea di metropolitana a se stante al servizio della zona Nord.
In questo modo l’asse ferroviaria della Flaminia si arricchisce di un collegamento diretto verso la zona est e sud, con interscambi sulle linee di metropolitana B (Tiburtina) e C (Pigneto) pur mantenendo un altro collegamento verso centro con interscambio su appunto questa “metropolitana nord” che per praticità chiamo linea F.

Diventa fondamentale in questo sistema la realizzazione della stazione di di Pigneto sull’anello, per l’interscambio con la metro C e i tram delle vie Prenestina e Casilina nonché per servire direttamente un’area densamente popolata.

Un’altra fermata di interscambio dovrebbe essere costruita sulle linee di Ciampino e Formia ad altezza Porta Furba/Quadraro per consentire da un lato un interscambio con la metro A – cioè di smistare parte del flusso di viaggiatori del quartiere Tuscolano direttamente sulle linee FR senza caricare eccessivamente il tratto centrale della metro fino a Termini, dall’altro per poter scambiare tra le linee FR attestate a Termini e quelle che si diramano sulla parte sud e nord dell’anello.

Sull’anello ho inserito un’altra fermata ad altezza di via Monti Tiburtini dal momento che questo quadrante della città dimostra un forte sviluppo delle attività direzionali, mentre dovrebbe essere realizzata la fermata già programmata di Piazza Zama.

Da valutare un ripristino della fermata di Roma Casilina che si trova a ridosso del popoloso quartiere di Tor Pignattara, ma servirebbe un adeguato accesso al quartiere che attualmente manca. Da questa stazione esiste anche un tracciato mai completato della Roma-Fiuggi con alcuni tratti di galleria che termina alla fermata di Centocelle del ramo urbano residuo di questa ferrovia. Se ne potrebbe valutare il suo uso per il tram, ma questo è un altro capitolo…

Vediamo dunque lo schema delle linee:

Le linee F1, F3 e F4 sarebbero passanti, svolgendo anche un importante compito di collegamento interno alla città.

La F3 dovrebbe essere prolungata da Ostiense per Tuscolana, Casilina e Ciampino con alcune corse fino a Velletri. Sul tratto Cesano-Ciampino si avrebbe un intervallo di 15 minuti. In questo modo si avrebbe un intervallo di 7,5 minuti tra Trastevere e Tuscolana, intercalando i treni con la FR1.

La FR4 dovrebbe essere diramata verso Tiburtina-Nomentano ed il tratto nord dell’anello fino a Tor di Quinto, da dove si proseguirebbe sulla Roma Nord. Il tratto Montebello-Ciampino potrebbe avere un intervallo di 15 minuti più i treni diretti extraurbani da Civita Castellana, con termine a Tiburtina. Da Ciampino i treni si altererebbero su Frascati e Marino. Nel tratto Ciampino-Casilina si avrebbe un intervallo di 7,5 minuti oltre ai treni diretti della linea per Cassino, che però non effettuerebbero tutte le fermate urbane.

Rimarrebbe sostanzialmente invariata la linea FR5 che vedrebbe un migliore interscambio con la metro A a Tuscolana, dove dovrebbe completarsi il tapis roulant con Ponte Lungo (metro A).

Le linee FR6-FR8, di prevalente carattere pendolare e con poche fermate utili in area urbana potrebbero continuare ad essere attestate a Termini, effettuando soltanto una fermata intermedia a Porta Furba, dove si creerebbe un interscambio con le linee FR3 e FR4.

Ecco una mappa del sistema:

http://g.co/maps/a5eeq

Spero che questo post serve a chiarire un po’ le idee e a stimolare una discussione. Magari venisse letto anche da qualcuno che è chiamato a decidere in materia.

Johannes Heger