La linea B (non) oltre Rebibbia

Tutte le regole hanno qualche eccezione. Tutte tranne la ferrea regola delle metropolitane romane, secondo la quale costruire la metro a Roma è difficilissimo, quasi impossibile. Ora tocca al prolungamento della linea B oltre Rebibbia.
In breve: prima un bando in cui il comune puntava su un project financing (alla romana, ovvero metropolitane in cambio di cubature per i costruttori) di mezzo miliardo di euro viene vinto dal raggruppamento Salini-Vianini-Ansaldo. Con un’offerta che ci ha lasciati assai perplessi prevedendo la riduzione delle stazioni da 3 a 2 a parità di lunghezza del tracciato (3,8km). Una stazione quasi ogni 2 km. Non proprio una copertura capillare del territorio.

Come sempre è arrivato il ricorso al Tar da parte di qualche altra impresa partecipante (la CMB nella fattispecie). Normalmente questa è una cattiva prassi che non fa altro che dilatare i tempi di realizzazione senza reali vantaggi per noi cittadini. Questa volta, invece, almeno da quanto apprendiamo dalla stampa, i ricorrenti hanno tutte le buone ragioni per chiedere una verifica delle procedure. Se, come sostengono, hanno fatto un’offerta economicamente più vantaggiosa e, per di più, con tutte e tre le stazioni previste, un approfondimento ci sembra assai doveroso.

Per quel che ci riguarda il progetto originario era più utile alla cittadinanza poiché prevedeva, oltre alla stazione San Basilio, due distinte stazioni per servire sia il quartiere Torraccia sia il quartiere Casal Monastero. In quest’ultima stazione, al di fuori del GRA, si sarebbe realizzata un parcheggio di scambio utile a intercettare i flussi automobilistici che da nord-est si dirigono verso il centro di Roma.
Il nuovo tracciato presentato da Salini-Vianini-Ansaldo invece prevede San Basilio e un’unica stazione Torraccia/Casal Monastero esattamente sotto il GRA: praticamente inutile sia ai residenti dell’una che dell’alta zona. Ci sembra evidente come una infrastruttura così immaginata non sia la più idonea a dare una risposta alla domanda sempre crescente di trasporto pubblico che proviene da quel quadrante.

Un ultimo auspicio è rivolto alla magistratura amministrativa: che faccia bene ma che, soprattutto, faccia presto. Non possiamo perdere ulteriori mesi (…anni?) per dare quelle infrastrutture assolutamente necessarie ai romani (e non).