Scooteristi per forza!

Riceviamo da un lettore e molto volentieri pubblichiamo:

Seicentomila! E’ questo il numero del popolo delle due ruote a Roma. Un melting-pot di umanità varia entro il quale vi trovi di tutto, dai veri bikers appassionati, agli stagionali (coloro che prendono lo scooter da maggio a settembre), ai forzati delle due ruote, categoria alla quale “meravigliosamente”  appartengo. Si, perchè se Roma avesse un sistema di mobilità pari a quello di Londra o Parigi, io, come tantissimi altri, eviterei di prendere lo scooter.

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Eviterei di rischiare la vita ogni giorno. Eviterei di intossicarmi tra i gas di scarico di automobili, camion, autobus e bus turistici. Eviterei di zigzagare tra le buche, eviterei volentieri di essere percosso quotidianamente  dall’irregolarita’ dei sampietrini, eviterei i mal di schiena e gli acciacchi invernali dati da pioggia e freddo! Perchè, da bravo scooterista forzato, la decisione è stata presa in modo assoluto ed irrevocabile, sfidando  qualunque condizione atmosferica. Arricchendo anche io, nel mio piccolo, il floridissimo mercato delle due ruote romano, comprando ogni tipo di costosissimo accessorio per la sopravvivenza del bravo scooterista: giacca antipioggia, casco, guanti in materiale tecnico, parannanze, copriscarpe, catene e  bloccadischi . Quanti soldi! Ma nelle oggettive difficolta’ di muoversi da Roma Nord, dove risiedo, a Roma Sud, dove lavoro, la scelta è stata obbligata. Forzata!

Il popolo delle due ruote di Roma, dicevo, un meltinpot di varia umanità: a cui appartengono, purtroppo, anche coloro che si sentono autorizzati, avendo la moto, a passar col rosso, ad  andar contromano od a fermarsi, al semaforo, beatamente in mezzo alle strisce pedonali, generando automatica ostilita’ da parte di pedoni ed automobilisti. Si, perchè in una citta’ capitale di una nazione appartenente al G8, nell’anno 2011, nonostante gli evidenti e macroscopici ritardi infrastrutturali, come nelle migliori guerre tra poveri e disperati, ci si accanisce l’un l’altro, tra categorie, spesso facendo, erroneamente, di tutta l’erba un fascio. Spesso non considerando ad esempio che a questo popolo, di 600.000 unità, appartengono persone diverse, tra le quali anche noi, i forzati, che dello scooter faremmo volentieri a meno! Spesso non considerando il sacrificio quotidiano cui siamo sottoposti, certamente con  evidenti vantaggi, ma anche, consentitemelo, con grande senso civico. Cosa accadrebbe infatti se un giorno, un solo giorno, il popolo dei 600.000, o soltanto parte di esso, decidesse di non dare  gas ai propri scattanti mezzi, e si riversasse nel traffico, già al collasso, prendendo l’automobile? Cosa accadrebbe se un giorno, un solo giorno, il popolo dei 600.000, o parte di esso, decidesse di utilizzare i carenti, sporchi, saturi, mezzi pubblici? Sarebbe la paralisi!!!!! Roma collasserebbe su se stessa, venendosi a rompere quella fragilissima parvenza di equilibrio cui anche noi, con il nostro contributo, cerchiamo di mantenere. Necessario  dunque, abbandonare ogni ostilita’ tra categorie, e unirsi non come automobilisti, ciclisti, pedoni o scooteristi, ma soltanto come cittadini, magari sotto l’egida di un comitato o di un’associazione come ad esempio il neonato comitato MetroxRoma (www.metroxroma.it),  ed esigere, pretendere, richiedere con forza e determinazione un sistema di trasporti comodo, efficente, integrato e dunque capillare. Rispondente alle esigenze di una città, di una Capitale, che da troppo tempo ormai ha difficoltà a progettare il suo futuro. Una metropoli soffocata dallo smog, paralizzata dal traffico e dove  purtroppo, di traffico si muore!

P.M.