S. Silvestro, il minimo risultato con il minimo sforzo

Ci sono una serie di motivi per cui la pedonalizzazione di Piazza San Silvestro è una clamorosa sòla che l’amministrazione -volontariamente o involontariamente (diamogli il beneficio della buona fede, mah…)- ci sta propinando.

Il primo motivo, e quello che interessa di più al nostro comitato, riguarda la stazione, la fondamentale stazione della linea D. La stazione della D più strategica o comunque una delle più strategiche. La stazione della D conficcata dentro la city della politica e dell’economia. La stazione degli impiegati della Camera di Commercio, del Parlamento, del Governo, di diversi Ministeri senza portafoglio sparsi nei palazzi rubati dalla politica alla città. E ancora la stazione di chi lavora a Banca Intesa, ad UniCredit, al Monte dei Paschi. Le tre principali banche italiane che hanno sede qui, lungo Via del Corso. La stazione delle Poste Centrali e, ancora, la stazione di tante tante migliaia di turisti ogni giorno diretti al Pantheon ed a Fontana di Trevi. Fare finta di niente rispetto a questa stazione è uno scandalo, inaugurare un cantiere che pedonalizza una piazza ove il Piano Regolatore (non il nostro Comitato, ma il Piano Regolatore della città) prevede una fondamentale stazione del metrò è follia.

Piazza S. Silvestro come nel progetto del Comune

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Ma è altrettanto follia, tra le mille piazze della città offuscate e divorate dalla sosta selvaggia, andare a pedonalizzare proprio l’unica piazza la cui pedonalizzazione non toglierà neppure un posto ai cafoni del parcheggio in divieto. Perché non pedonalizzare, solo per fare un esempio prossimo, Piazza Santi Apostoli, ove affacciano palazzi incredibili e tra i più importanti del mondo, chiese rinascimentali e collezioni artistiche famose in tutto il pianeta? Semplice: perché a Piazza Santi Apostoli pedonalizzare avrebbe significato -come è per tutte le pedonalizzazioni serie- togliere posti alla prepotenza delle lamiere, mentre a Piazza San Silvestro si può far contenti coloro che vogliono pedonalizzazioni senza fare scontenti coloro che non possono fare 300 mt senza la propria automobilina.

Il terzo motivo di totale incongruenza dell’intervento? Beh, il fatto che il progetto di restauro sia firmato da…, da…, da… Ecco, non sappiamo da chi. Una piazza così centrale, così baricentrica, un progetto che è l’unico progetto urbanistico di una intera consiliatura per il centro storico viene realizzato da chi? Dagli uffici interni del Comune? Da qualche geometra? Nelle città occidentali evolute un progetto del genere scaturisce dopo un bando progettuale internazionale, vinto, possibilmente, da un grande architetto scelto da una eccellente giuria. A Roma, neppure ci hanno provato.